Italia


Rapporto Mediobanca 2008 – investimenti e ritorno sul capitale

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Fonte: Mediobanca Research (www.mbres.it)
Riprendiamo il discorso dello studio Mediobanca per focalizzarci sugli investimenti e sulla solidita’ finanziaria delle aziende vinicole italiane, sempre analizzando I numeri cumulati del 1996 delle prime 92 aziende (sopra 25m di euro di fatturato). Come vedrete dal post, la conclusione e’ piuttosto evidente: (1) le aziende hanno ripreso a investire, confermando i segnali del 2005. (2) Il capitale investito cresce in modo significativo e il ritorno sul capitale del resta su livelli, diciamo cosi’, relativamente bassi. (3) I debiti crescono, ma meno di quanto fa il capitale; quindi, la solidita’ finanziaria delle aziende e’ leggermente migliorata.

We are today analysing the debt level, the capital employed and the investments of the wine companies, according to Mediobanca study, providing date for 92 companies of over 25m sales in Italy. Key conclusions: (1) companies started again to invest heavily, confirming the first signals of 2005; (2) capital employed grew strongly in 2006 implying that the growth of return on capital was not so strong; (3) debts are going up but less than net equity; as a result, the financial stability of the wine sector in Italy was slightly improving in 2006.

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Il primo grafico e’ di richiamo, per mostrare come nel 2006 si sia confermata una ripresa degli utili, che potrebbe essere confermata nel 2007 se i buoni segnali dell’incremento del fatturato saranno confermati. Insieme alla ripresa degli utili, riprendono anche gli investimenti, che sono stati di EUR300m nel 2006 rispetto ai EUR220-230m del 2004/05, pari a un rapporto sul fatturato dell’8.1%. Come vedete visivamente dal grafico, si nota una ripresa del ciclo di investimenti i cui primi segni erano gia’ evidenti nel 2005. Inoltre, il capitale circolante continua a crescere e raggiunge il massimo storico del 37% del fatturato, rispetto al 35.7% del 2005 e al 32/33% degli anni precedenti. Questo significa che mettendo insieme investimenti, capitale circolante, tasse e oneri finanziari, le aziende nel 2006 non hanno generato cassa.

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We recall that in 2006 wine firms showed a further recovery of profits, which might be confirmed in 2007 given the strong performance of the top line. Capital expenditures started to move up again, reaching EUR300m in 2006 vs. EUR220/230m of 2004/05, with a ratio on sales of 8.1%. As you can see from the graph, the cycle of investments seems to be on the upside. In addition, working capital continued to move up in terms of sales (37% in 2006 vs. 35.7% of 2005 and 32/33% in the previous years). All put together, this means that wine companies did not reduce debt in 2006.

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Il risultato lo vedete sul capitale investito, che cresce del 10% nel 2006 (+8% annuo nell’ultimo quinquennio) raggiungendo EUR3828m, di cui EUR2001 di capitale proprio e 1827m di debiti (+3.5% rispetto al 2005).
The result of this is in the growth of capital employed, up 10% in 2006 (+8% p.a. in the last 5 years), reaching EUR3828m, of which EUR2001m of net equity and 1827m of debt (+3.5% vs. 2005).

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Con un utile operativo in crescita del 20% e un capitale investito in crescita del 10%, il ritorno sul capitale e’ migliorato. Siamo al 6.7%, rispetto al livello del 6% su cui il settore si era assestato nei due anni precedenti. Questo livello e’ pero’ da spaccare tra le cooperative, che hanno un ritorno medio del 4.3% e le societa’ a controllo italiano che invece sono intorno all’8.7%. Passando invece al ritorno per gli azionisti, come vedete restiamo su livelli intorno al 6% (7% le private e 4% le cooperative) che non e’ per nulla soddisfacente, considerando un costo del capitale azionario che dovrebbe comunque porsi nell’intorno del 7-8%. In altre parole, dati questi numeri, le aziende vinicole non rappresentano un investimento cosi’ interessante per un potenziale azionista (chiaramente questa e’ una grande media, quindi ci sono casi eccellenti e viceversa).

With an EBIT up 20% and a capital employed moving up 10%, the return slightlhy improved. We are at 6.7% vs. 6% of the last 3 years. Broken down between cooperatives and private firms it would be 4.3% and 8.7% respectively. Moving to the return for the shareholders, as you can see we are at 6% (7% for private firms and 4% for cooperatives) which is not very satisfying, considering that a shareholder should require a 7-8% return on equity. In other words, given these numbers, the investment in equity of wine firms does not look, overall, as very interesting.

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Infine, cerchiamo di rispondere alla classica domanda. Le aziende vinicole sono solide? Direi proprio di si’, a guardare questi numeri.
I due classici indicatori che vedete nel grafico n.5 vi mostrano un leggero calo sia del rapporto debito/margine lordo che del rapporto debito/capitale. Il rapporto debito/EBITDA vicino a 4x potrebbe essere considerato elevato in alcuni settori, ma non nel mondo del vino dove generalmente a fronte di questi debiti ci sono attivi molto ben identificabili (cioe’ vigne e impianti).
Finally, a graph on the financial stability of wine firms. Both debt/EBITDA and gearing show a slight improvement in 2006 vs. previous years. The debt/EBITDA close to 4x could be considered high, but we remind that most of debt is faced with tangible assets such as vineyards, which are therefore providing a superior guarantee for the lenders.

Rapporto Mediobanca 2008 – andamento fatturato e margini

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E’ stato appena pubblicato il rapporto Mediobanca aggiornato con i bilanci 2006 delle aziende italiane (e con un aggiornamento al 2007 per quanto riguarda il fatturato). Cominciamo quindi la nostra analisi del settore, ricordando che l’analisi riguarda i bilanci cumulati di tutte le aziende con oltre 25m di fatturato, che sono 92, e che rappresentano circa il 41% del fatturato globale del vino italiano e il 52% delle esportazioni di vino. L’analisi mette in luce un generale miglioramento dello stato di salute del settore, con un fatturato in graduale accelerazione e margini di profitto in miglioramento, tali da riportare il livello degli utili operativi e netti all’interno di una curva di crescita. Come vedremo nel prossimo post, le aziende hanno ripreso a investire pesantemente nel 2006, riducendo cosi’ l’impatto positivo sugli indicatori di ritorno sul capitale.

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The new Mediobanca report on Italian wine industry with 2006 figures (2007 for turnover) has just been published. The analysis covers the cumulative budgets of all companies with more than 25m turnover, which are 92 and which represent approximately 41% of the total turnover of Italian wine business and 52% of exports wine. The key conclusion is an overall improvement in the state of health of the sector, with an acceleration in turnover and profit margins growth, which should bring Italian wine firms back into a long term growth trend curve. As we will see in the next post, companies have invest heavily in 2006, thus reducing the positive impact of better operatine results in terms of indicators of return on capital.

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Il fatturato e’ cresciuto del 4.7% nel 2006 dopo due anni molto statici (meno del 2% di crescita), soprattutto grazie alle vendite estere che sono cresciute del 6% contro il 4% di quelle italiane. Nel 2007, i dati preliminari mostrano una ulteriore accelerazione al 6.7%, che porta il fatturato cumulato a 3938m di euro, di nuovo grazie a un +9.6% delle vendite estere a cui e’ corrisposto un +4.3% di quelle italiane. Ormai le vendite estere del campione sono salite al 46.6% del fatturato totale, rispetto a un valore del 45.4% del 2006, recuperando i valori del 2000-2002 dopo il calo del biennio 2003-04. Lo spaccato del fatturato 2006 per tipologia di azienda indica invece che a crescere di piu’ sono le cooperative (+5.8%) rispetto a un +4.2% delle societa’ italiane e a un +1.7% di quelle detenute da operatori esteri.

Cumulated turnover rose by 4.7% in 2006 after two flattish years (less than 2% growth), mainly due to foreign sales that were up 6% compared to 4% of the Italian market. In 2007, preliminary data show a further acceleration to 6.7%, bringing the cumulative turnover to 3938m euros, again thanks to a +9.6% of sales in internazional markets and a +4.3% for Italy. The weight of foreign sales increased to 46.6%, compared to a 45.4% in 2006, recovering the values of 2000-2002 after the fall of 2003-04. In 2006, the highest top line growth was achieved by cooperatives (+5.8%) compared to +4.2% of the Italian companies and a +1.7% of those held by foreign operators.

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I margini di profitto sono invece in costante miglioramento da ormai 2 anni, e il margine operativo lordo sul fatturato si e’ riportato all’11.6%, cioe’ il medesimo livello del 2000-2002, dopo essere calato al 10% per un paio di anni. Il margine operativo vero e proprio segue la stessa tendenza e si riporta la 7% dopo aver toccato un minimo al 5.7% nel 2004; resta pur sempre al di sotto del 7.8% registrato nel 2000. Questo dato e’ fortemente influenzato dalla presenza delle cooperative. Depurando dal dato delle cooperative il margine operativo delle societa’ private italiane e’ stato del 9.7% nel 2006, quello delle societa’ estere del 12.7%. Mettendo insieme fatturati piu’ elevati e migliori margini di profitto, deriviamo un quadro sostanzialmente positivo, con un MOL cumulato che passa da EUR381m a EUR426m (+12%) e un utile operativo cumulato che dal 2005 al 2006 si muove da EUR214m a EUR257m, cioe’ una crescita del 20%. Vi inserisco anche un grafico per mostrarvi l’andamento della forza lavoro e del fatturato per dipendente, che rappresenta una misura molto vaga di produttivita’ come vedete il miglioramento rispetto al 2005 e’ tangibile e la curva del fatturato per dipendente sembra mostrare una certa ciclicita’ in leggero rialzo: speriamo di vedere tra un anno la curva in ulteriore salita…

The profit margins are improving steadily for the past 2 years, and EBITDA margin reached 11 .6%, which is the same level as in 2000-2002, after it fell to 10% for a couple of years. The operating margin followed the same trend and reached 7% after the minimum at 5.7% in 2004, still below the 7.8% recorded in 2000. This figure is strongly influenced by the presence of cooperatives: the operating margin of Italian private companies was 9.7% in 2006, that of firms owned by foreign operators reached 12.7%. Putting together higher sales and better margins, we derive a very positive picture, with a cumulative EBITDA passing from EUR381m to EUR426m (+12%) and a cumulative operating profit moving from EUR214m to EUR257m between 2005 and 2006, +20%. We also put a chart to show the evolution of the workforce and turnover per employee, which is a very rough measure of productivity: as you see there is an improvement over 2005 and the curve of turnover per employee seems to show some cyclicity with a slightly upward trend: we hope to see in a year from now a further climb in the curve

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Passando all’utile netto le crescite sono meno evidenti (+7%) per due ragioni: primo, aumentano gli oneri finanziari, sia a causa dei tassi di interesse piu’ alti che per un debito piu’ alto, e la tassazione torna al 40% dopo essere stata a un livello innaturalmente basso nel 2005 (23%). Le 92 societa’ registrano quindi un utile prima delle minoranze di EUR121m, che resta pur sempre il livello piu’ alto degli ultimi anni.
Turning to net incombe, growth is less significant (+7%) for two reasons: first, the increase the financial charges, both due to higher the interest rates and higher debt, and tax rate was back to 40 % after being at a very low level in 2005 (23%). The 92 companies’ recorded a profit before minorities EUR121m.

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Settore vino contro settore bevande – dati Mediobanca 2000-2005

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Vi propongo oggi un confronto tra i numeri aggregati del settore bevande (alcoliche e analcoliche, 1997-2006) in Italia e il settore del vino (nella forma dell’aggregato delle maggiori aziende compilato da Mediobanca, 2000-2005). Tutti e due i blocchi di dati vengono da Mediobanca Research e sono pubblicati sul loro sito (www.mbres.it). Cosa abbiamo ricavato da questa analisi? Che le aziende vinicole negli ultimi anni sono cresciute di piu’ (soprattutto recentemente) ed esportano di piu’, hanno oggi dei margini e un ritorno sul capitale piu’ alti del settore bevande e sono piu’ indebitate. Di nuovo, sottolineerei che i numeri delle aziende vinicole stanno nettamente migliorando nell’ambito del settore.
Today I propose you a comparison between the Italian beverage sector and the Italian wine sector, using the key financial ratios as supplied by Mediobanca. What is the conclusion? That wine firms in Italy are growing more (and exporting more), they are now more profitable and they hold more debt. Again, I would underline that the numbers of wine business in Italy is strongly improving vs. the average of the beverages sector in Italy.

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Dunque, partiamo con il fatturato, sul quale possiamo confrontare dal 2000 al 2006. Ho riportato i dati a 100 nel 2000 in modo da dare l’idea di come si sono mossi i due campioni. Per darvi l’idea delle dimensioni, il campione vino fattura EUR3.5bn nel 2006, mentre il settore bevande qui preso in considerazione arriva a EUR6.8bn. Come vedete, il settore vino si sta comportando meglio: nel 2006 e’ cresciuto del 5% contro il 4% delle bevande, l’anno precedente e’ stato stabile contro un calo dell’1% delle bevande, mentre nel 2004 e’ cresciuto del 2% contro un calo dell’1% delle bevande.
Sales rebased to 100 in 2000 for both samples (EUR3.5bn sales in 2006 for wine and EUR6.8bn for the beverage sector sample). As you can see, the wine started to perform better in 2004, when it was +1% vs. -2% for the sector, followed by a 1% gap in 2005 and 2006.

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E’ anche evidente la maggiore propensione all’export del settore vino, che credo sia l’aspetto principale che lo differenzia e che, dato il mio pessimismo sul destino dell’Italia, sia anche una assicurazione per il futuro. Le esportazione crescono per entrambi i campioni, con il settore bevande che passa dal 24% al 27% e il vino che si e’ mosso dal 44% a quasi il 46%.
Wine firms are also exporting much more than the sector average (46% of sales vs. 44% of 6 years ago compared to 27% vs. 24% for beverages). This could also be an important advantage in the future, as I feel that Italian economy will perform very poorly…

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Passando in rassegna i margini, abbiamo considerato il margine operativo lordo sul fatturato, ma non avremmo tratto conclusioni molto differenti con altri indicatori. Il settore bevande ha avuto un calo molto significativo dei margini negli ultimi anni, cosa che avevamo commentato anche per il vino. Pero’ nel caso del vino, potete vedere che i margini sono calati meno e, nel 2005, il vino aveva dei margini migliori del campione bevande (11% contro 10.5% a livello MOL e 6.8% contro 4.7% a livello di margine operativo netto). Questo e’ un risultato importante, anche considerando che i margini del campione vino sono diluiti dalla presenza delle cooperative.
Margins. EBITDA margin showed a very steep decline for the beverage sector in the last years, similarly to what we commented about wine. However, the decline of wine firms has been much less evident, as you can see and in 2005 wine firms for the first time were more profitable than beverage sector (11% vs. 10.5% for EBITDA and 6.8% vs. 4.7% for EBIT margin). This is an important result, also considering that margins of the sample are diluted by the non-profitable cooperatives.

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Infine, debiti e ritorno sul capitale. Le aziende vinicole sono chiaramente piu’ indebitate: hanno un rapporto Debiti/Mol superiore a 4x contro un livello di circa 3x per il settore bevande. Come vedete dal grafico, pero’, anche in questo caso il settore vino mostra un andamento piu’ costante, mentre le bevande mostrano significativi segni di deterioramento di questo indicatore, soprattutto considerando che i maggiori debiti non corrispondono a andamenti piu’ favorevoli del fatturato. Nel caso del ritorno sul capitale, l’analisi non fa altro che riproporre il tema di base: le aziende del vino non stanno andando benissimo, ma quelle del loro settore (bevande) stanno sicuramente andando peggio: e cosi’, come vedete la riga del vino ha incrociato la linea discendente del ritorno sul capitale del settore bevande…
Finally, debt and return on capital. On debt, wine firms are clearly more leveraged with a debt/EBITDA ratio of over 4% vs. around 3x for the beverage sector. As you can see from the graph, while beverages are constantly worsening (not offset by better sales trend), the wine business has been relatively stable. In the graph for return on capital, what you see is just a final confirmation of what written in the rest of the post: while wine is not doing great, beverages did much worse than that, and therefore the line of the wine return on capital crossed the one of beverages…

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Veneto – superfici e produzione – aggiornamento 2006-07

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Il Veneto e’ una delle regioni italiane piu’ produttive dal punto di vista delle rese per ettaro e della produzione. E’ anche, come vedremo, una regione dove la legislazione vinicola e’ molto sfruttata: meno del 10% della produzione e’ adibita ai vini da tavola. Infine, come cominciamo subito a vedere, la produzione vinicola del 2007 non sembra essere stata cosi’ drammatica, come mostrano le stime ISTAT: siamo intorno ai 7.8m/hl esattamente in linea con la produzione degli ultimi anni e circa l’8% al di sopra del 2006.

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Veneto is one of the key Italian regions for wine. It is also a region where rules are fully exploited with a very low portion of table wines. 2007 was overall a good year for the region with a 7.8m/hl estimated production, in line with the production of the past years and roughly 8% better than in 2006.

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Le rese per ettaro non sembrano avere sofferto in modo cosi’ significativo come nel resto del paese. Il Veneto si e’ mantenuto sui suoi livelli molto elevati, di 150q/ha, un filo meno delle medie storiche gia’ da due o tre anni a questa parte, quanto invece in Italia si registra un calo dai 100-110q/ha degli anni passati a 90-91, quindi un buon 12% al di sotto delle medie storiche.

Yields seems to have remained quite high and not really changed vs. past years. The yield is estimated at 150q/ha, a bit less than the historical average already since a couple of years, while in Italy yields were down from 100-110q/ha in the past years to roughly 90 in 2007 (12% below historical average).

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Ma la produzione elevata non e’ soltanto frutto delle rese: il Veneto, e la provincia di Treviso in particolare e una delle aree dove la viticoltura e’ piu’ florida, e le superfici crescono invece che diminuire come nel resto del paese. Fino al 2006, in Veneto si registra una crescita annua delle superfici vitate del 2% circa, in contrasto con il calo dell’1% annuo registrato nel resto del paese. Il passo in piu’ lo da’ proprio Treviso, che cresce del 3-4% annuo e che nel 2006 ha raggiunto i 25000 ettari, contro circa 23600 di 6 anni fa. Anche l’altra grande provincia, Verona, mostra dei tassi di crescita, anche se molto piu’ tenui (1.5-2%). Invece, nelle zone meno vocate, si evidenzia il trend contrario: nel resto della regione le superfici calano del 1.5-2% circa.

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Production is high not just for very high yields, but also because planted area is growing, particularly in the key areas such as Treviso. Up to 2006, we calcolate a yearly increase of areas by 2%, vs. a -1% posted in the rest of the country. The key area is Treviso, which is growing by 3-4% p.a. and which in 2006 reached 25000ha vs. 23600 of 6 years ago. The other large province, Verona is also growing a decent rates (1.5-2%). On the other hand, in the other areas, the trend is opposite with a 1.5-2% yearly decline in the areas planted.

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Una ulteriore occhiata alle rese per ettaro mostra come in tutta la regione le rese sono al di sopra della media italiana. Partiamo da un 125q a Venezia per raggiungere un livello di 183q in provincia di Vicenza. Anche le zone dove sono presenti le grandi DOC e DOCG della regione sono comunque intorno ai 150-155q/ha.
We give a further look to the yields to show that in all the region there has been very high ones, from 125q/ha in Venice to reach 183 in Vicenza. Even where the top quality wines are produced, yields are still in the region of 150-155q/ha.

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Infine, introduciamo una nuova statistica, forse un po’ vecchiotta (arriviamo al 2005), ma che rende l’idea della struttura produttiva della regione da un punto di vista legale. Come vedete, abbiamo diviso la superficie regionale tra vini DOC/DOCG (i DOCG praticamente non esistevano a quella data in Veneto), IGT e vini da tavola. Cio’ vi rende conto del forte utilizzo in Veneto sia della DOC (che rappresentava 31300 ettari dei 75000 vitati nella regione) sia degli IGT (37000), con una penetrazione minima dei vini da tavola. A confronto con l’Italia, il Veneto e’ una specie di “piramide rovesciata” nella gerarchia DOC/IGT/vini da Tavola. E come vedete dal secondo grafico, questa vocazione e’ immutata negli anni: la penetrazione dei vini da tavola e’ stata sempre molto piu’ limitata che nelle altre regioni italiane.

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Finally, we introduce a new statistic, which is a bit old (up to 2005), but which provides a picture of how the production structure of the region is broken down between quality wines (DOC/DOCG), regional wines (IGT) and table wines. As you can see, Veneto looks very well exploited, with 31300ha of quality wines out of the total of 75000ha, 37000ha of IGT wines and with a very low penetration of simple table wines. When comparing Veneto with Italy, you can immediatly perceive that the jerarchy of wines in Veneto is reversed, with a very low representation of table wines and most of production being classified as quality wine.

Esportazioni di vino italiano – dati annuali 2007

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Cosi’ come e’ gia’ successo lo scorso anno, l’Italia ha chiuso il 2007 con un mese un po’ debole. In Dicembre le esportazioni sono scese dell’1% circa in valore e del 16% in volume. Nonostante questo l’anno e’ andato particolarmente bene, con un volume totale di vino esportato di 18.8m/hl, circa il 3.3% in piu’ del 2006, per un valore totale di EUR3,459m, in crescita del 9.4%. Il segmento piu’ in crescita e’ quello dei vini spumanti, che ha vissuto un anno eccezionale con un +28% in valore, che ha portato i vini spumanti a crescere il loro peso sul totale delle esportazioni fino a quasi il 12% del totale. Bene e’ andata anche per i vini sfusi, che sono cresciuti del 15%, mentre i vini imbottigliati, che rappresentano la stragrande maggioranza delle esportazioni hanno fatto segnare una crescita del 6%. Siamo abbastanza chiaramente a un punto di inversione della tendenza (come vedrete dagli ultimi due grafici), che e’ arrivato prima per i volumi, e che sembra ora estendersi anche ai valori delle esportazioni. Vedremo se nei prossimi mesi le cose cambieranno…

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Similarly to what happened last year, Italy closed 2007 with a rather weak month. Export in December were down 1% in value and 16% in volume. Despite that, 2007 was a very good year for Italian wine exports, with 18.8m/hl of volumes, +3.3%, for a value of EUR3459m, up 9.4%. The best segment was sparkling wines, which had a fantastic year with 28% increase in value, leading the category to reach a total weight on exports of nearly 12%. A good performance was also posted by bulk wines, which were up 15%, while bottled wines, which are the most important portion of exports were up by just 6%. We are quite clearly at an inflection point, as you will notice in the last 2 graphs: volumes are already starting to decline (trend started last June) and we might now be starting to see the same happening for exports.

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In Dicembre i volumi sono andati particolarmente male. Abbiamo esportato 1.36m/hl. Questo calo del 15% e’ stato essenzialmente ai vini sfusi a -30% e ai vini spumanti a -15%. Passando ai dati annui, nel 2007 si sono esportati 11.2m/hl di vini imbottigliati, 6.4m/hl di vini sfusi e 1.2m/hl di vini spumanti.
In December, volumes were performing badly. We exported 1.36m/hl, down 15%, mainly due to a 30% fall of bulk wines and 15% of sparkling wines. Moving to yearly data, in 2007 we exported 11.2m/hl of bottled wine, 6.4m/hl of bulk wine and 1.2m/hl of sparkling wines.

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Il prezzo mix e’ finalmente migliorato, piu’ pero’ per il calo dei volumi del vino sfuso (-1% nell’anno) che non per il miglioramento in se della performance all’interno delle categorie. In particolare, nel campo dei vini imbottigliati il prezzo mix si muove soltanto dell’1.5% nel 2007, contro oltre il 10% di miglioramento per sfusi e spumanti.
Price mix finally improved, but this was mainly due to the lower volumes of bulk wines (-1% in 2007), rather than from a very significant increase of the mix within categories (apart from bulk wines). For bottled wines, mix was up just by 1.5% in 2007, vs. a 10% improvement for bulk and sparkling wines.

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Vi propongo la suddivisione delle esportazioni di vino imbottigliato nel 2007. Il quadro e’ a mio avviso in miglioramento, nel senso che le esportazioni si stanno gradualmente allargando ai paesi meno importanti: la quota di export fuori dai primi 10 paesi sale dal 12.7% al 14% nel 2007. La Germania e’ andata maluccio, cosi’ come gli USA, principalmente a causa del fattore cambio. Nonostante la debolezza della Sterlina e del Franco Svizzero, il Regno Unito e la Svizzera sono stati chiaramente i migliori paesi di destinazione del vino Italiano nel 2007.
I propose you a table with the country performance of bottled wine for 2007. The picture is overall improving, as exports are gradually spreading among different countries: the weight of exports outside the first 10 countries improved from 12.7% to 14%. Germany was performing not well, same for USA. Despite the weak currencies, UK and Switzerland were clearly outperforming among the top countries for exporting bottled wines.

[TABLE=47]

Infine, i grafici che vi avevo promesso sul trend annuale. Quello che vedete e’ l’evoluzione delle esportazioni cumulate sui 12 mesi a quel mese. Come vedete, per i valori abbiamo ancora un vantaggio di circa il 9% nonostante il rallentamento degli ultimi mesi. Questo perche’ lo scorso anno gli stessi mesi erano andati anche loro male. Invece per quanto riguarda i volumi, come vedete a giugno-luglio il trend di crescita si e’ esaurito. La linea del prossimo anno partira’ da 18.8m/hl, quando la linea dello scorso anno partiva da 18.5 per salire a 19m. Se i volumi non riprendono (come e’ logico attendersi anche rispetto alla vendemmia povera), ci troveremo ben presto di fronte a un volume annuo in calo. E a quel punto far salire il valore delle esportazioni sara’ veramente difficile.

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Finally, the graphs for annual trends. This is the evolution of cumulated exports for the 12 months at that month. As you can see, for values we still have a 9% increase, thanks to the fact that the slowdown of the recent months was happening more or less in the same way in 2006. However, that was happening in a trend of growing volumes, which is not repeated this year. If you switch to the graph for volumes, you can notice that the trend inverted in June-July. The line for 2008 will start from 18.8m/hl when the line of last year started from 18.5m and went up above 19m. If volumes do not recover quickly (and we have no reason to think this could happen), we would very early be in front of a volumes fall. And in that scenario, making more money from exports will be very difficult.

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