Produzione e superfici


Trentino Alto Adige – superfici vitate e produzioni – aggiornamento 2005

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Dopo una lunga parentesi "finanziaria", ho pensato di riprendere la saga regionale delle produzioni e delle rese. Il Trentino Alto Adige riserva qualche sorpresa, rispetto a quello che mi sarei aspettato. Per giungere subito alle conclusioni, credo che si possa dire che:
le rese per ettaro sono uguali (Bolzano) o superiori (Trento) a quelle italiane;
– le superfici vitate sono superiori a Trento che a Bolzano (se interrogato avrei detto il contrario);
– le superfici vitate mostrano un andamento (declinante) simile a quello medio italiano;
– in totale, la produzione di vino della provincia di Trento e’ 2.5 volte quella di Bolzano nel 2005, contro 2 volte nel 2000, fonte essenzialmente dell’aumento delle rese.

 We go back to the regional review of production and yields after a long period of financial information. We restart with Trentino Alto Adige, which is relatively surprising to me. We might immediately conclude that: (1) yields are equal (for Bolzano) or higher (Trento) than Italian average; (2) Trento has more vineyards than Bolzano; (3) the decline of areas is similar to the Italian trend. The yearly production in Trento is 2.5 times the one in Bolzano in 2005 vs. 2 times in 2000, mainly due to the gradual increase of the yields.

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Il "wine divide" italiano – peso dei vini VQPRD per regione

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I dati di Federdoc ci consentono di analizzare da vicino la situazione regionale relativa ai vini di qualità relativa all’annata 2004 (VQPRD, cioe’ DOCG, DOC e IGT).

Dalle elaborazioni svolte, risulta che la produzione italiana VQPRD e’ ammontata a 12.7 milioni di ettolitri, circa il 24% della produzione totale dell’anno (record degli ultimi anni a 53.1 milioni). Di questi, quasi 8 milioni di ettolitri (cioe’ il 62%) sono situati nel nord, mentre meno di 1 milione di ettolitri e’ al sud (7% del totale, contro il 35% della produzione totale vinicola italiana).

Le regioni con un maggiore apporto in termini assoluti di VQPRD sono il Piemonte (2.1 milioni), il Veneto (praticamente uguale al Piemonte), poi la Toscana (1.6m), l’Emilia Romagna (1.2m) e il Trentino Alto Adige (1.1m).

Data from Federdoc allows us to give a look to the breakdown by regions of quality wines of the 2004 vintage. italy produced 12.7m hl of VQPRD category wines, representing 24% of total production (53m). Of which 8m hk (62%) are in the north of the country, less than 1m hl are in the south. South Italy just counts for 7% of VQPRD wines vs. their 35% weight on total production.

The regions with higher contributino of VQPRD wines are Piedmont (2.1m), Veneto (2m), then Tuscany (1.6m), Emilia ROmagna (1.2m) and Trentino Alto Adige (1.1m).

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I 61 grand cru di Bordeaux, dati trasversali – seconda puntata

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Date le difficolta’ a trovare gli uvaggi degli altri castelli, mi sono messo a fare qualche dato trasversale e medio sui 61 castelli classificati nel 1855. Alcuni dati medi sono i seguenti:

  • dimensione media per ettari vitati: 46ha;
  • produzione media (casse da 9 litri): 16500;
  • uvaggio medio (dati incompleti): 65% cabernet sauvignon; 25% merlot; 7% cabernet franc, 3% Petit Verdot.

 Ho poi elaborato i dati suddividendoli nei 5 raggruppamenti del 1855 e cioè: i 5 iperfamosi 1er cru, i 14 2eme, i 14 3eme, i 10 4eme e i 18 5eme. Le risultanze nei grafici qui sotto sono abbastanza chiare: i 1er grand cru sono i piu’ grandi e (come da attese) hanno le rese piu’ basse); c’e’ una leggera ma evidente relazione tra le rese e le dimensioni degli chateau, cioè quelli piu’ grandi hanno rese più basse. Anche se questo si spiega in parte con il fatto che i piu’ grandi sono i premier, questa e’ stata una risultanza per me piuttosto sorprendente.

Given the difficult task of getting figures for the grape composition of all the properties, I am now publishing a few average date for the Bordeaux 61 Chateau: avearge size of vineyards 46ha, average production 16500 cases, average grape composition (incomplete sample): 65% cab sauv, 25% Merlot, 7% Cab Franc, 3% Petit Verdot.

I have then split the date in the 5 classes set up in 1855. There are 5 1er cru, 14 deuxieme,14 3emne, 10 4eme and 18 5eme. What we got is shown in the following graphs: 1er are the largest ones and show the lowest yields. There is a slight but visible connection between the size of the properties and the yields: small properties tend to have higher yields.

 

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I numeri degli Chateau di Bordeaux – prima puntata

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Premessa: una delle grandi curiosità che ho sui numeri del vino è quella di capire quanto sono accessibili i grandi vini. Sfogliando la guida AIS 2000 vini, mi sono accorto che i vini premiati con i 5 grappoli (e mi perdonerete se li confondo con i grandi vini italiani ma un punto fermo lo dobbiamo pur avere) sono per la maggior parte prodotti in volumi piuttosto piccoli. Mi sono quindi smazzato la guida AIS per segnarmi queste bottiglie, oggetto di un post futuro. Dall’altro lato, ho cominciato a guardare fuori dall’Italia e ho cominciato con Bordeaux.

Allora, per prima cosa bisogna dire che gli Chateau di Bordeaux sono "grandi". La dimensione media dei castelli dal premier al troisieme grand cru (33 in tutto) è di 49 ettari. Il piu’ grande tra questi e’ Chateau Lascombes (94 ettari, deuxieme GC), il più piccolo è Chateau Ferriere (5 ettari). Allargando a tutti i 61 Chateaux Classe’ restiamo intorno ai 46 ettari di media. In tutto i 61 castelli arrivano a 2850 ettari, che corrispondono si e no al 2.5% della superficie vitata della regione.

La maggior parte dei dati sono tratti da un libro intitolato "Bordeaux", di David Peppercom. Un’altra porzione proviene da "An encyclopedia of the wines and domaines of France" di Clive Coates.

As a preliminary comment, I have to say that one of the major curiosities that I have on the "numbers of wine" is how accessible are great wines. By reviewing one of the Italian guides of wine, I noticed that the top Italian wines are normally produced in rather small volumes. So I have decided to look for similar figures outside Italy and, well, I started with Bordeaux.
Bordeaux producers are generally “large”. The medium size of the castles from the 1er to the 3eme grand cru (33 ) is of 49 hectares. The largest one is  Chateau Lascombes (94 hectares, 2eme GC), the smallest is Chateau Ferriere (5 hectares). The average for all the 61 Chateaux ranked in 1855 points to 46 hectars, for a total area of 2850 hectars, corresponding to 2.5% of the surface of Bordeaux vineyards.
For the sake of transparency, the greatest part of this data is drawn from “Bordeaux”, a book by David Peppercom. Another (smaller) portion comes from “An encyclopedia of the wines and domaines of France”, written by Clive Coates

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In questa prima puntata vi posto i dati dei premier GC, con quale elaborazione in merito relativamente a dimensioni, produzione e uvaggi dei diversi vini. Dunque, i 5 premier grand cru coprono 348 ha, aggiungendo Yquem (il piu’ grande, 113 ettari vitati), arriviamo a 461 ettari, circa lo 0.4% della superficie vitata di Bordeaux che si attesta intorno ai 113000 ettari. Di qui in avanti parliamo solo dei 5 cru rossi, lasciando Yquem da parte (forse qualche numero in piu’ su questo lo becchiamo, essendo di proprietà di LVMH, società quotata in borsa – quella delle borsette Louis Vuitton se a qualcuno fosse venuto un dubbio).

 I start by posting the data of premier GC: the 5 premier grand cru they cover 348 hectars excluding Yquem (the largest one with 113 hectares). With Yquem, we reach 461 hectares, approximately 0,4% of the area of Bordeaux (113000 hectares).  

 

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Tendenze di lungo termine della viticoltura piemontese – dati 1984-2005

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Grazie ai dati derivati dal sito statistico della regione piemonte, ho analizzato le tendenze di lungo termine della viticoltura piemontese. Cosa ci indicano questi dati. Per prima cosa evidenziano che la superficie vitata in Piemonte e’ scesa costantemente negli ultimi 20 anni, con una attenuazione della tendenza soltanto negli ultimi 2-3 anni. Ci sono stati due salti rilevanti all’ingiu’ nel 1990-91 e nel 1999-2000. Il trend "secolare mostra un calo del 27% in 21 anni, quindi con un calo "composto" annuo nell’intorno del 1.5%.

Thanks to the data derived from  Piemonte regional site, we analyzed the long term trend of the piemontese wine industry. First of all, data shows that the area devoted to vineyards declined constantly in last the 20 years, with an attenuation of the trend only in last the 2-3 years. We identified two important declines: the first occured in 1990-91, the second in 1999-2000. The long term trend shows a decrease of 27% in 21 years, therefore with annual a decrease of around of 1,5%.

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