03.1 Prod/Sup – Europa


Le superfici vitate in Francia – aggiornamento 2006

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Fonte: Viniflhor
Aggiorniamo oggi il post sulle superfici vitate in Francia, che lo scorso anno avevamo analizzato fino al 2004. Sono statistiche emesse da Viniflhor aggiornate al 2006 e analizziamo la suddivisione per vitigno. La conclusione non differisce da quella di un anno fa: in Francia le superfici si riducono moderatamente (da 884k/ha a 871k/ha), come saldo tra un incremento delle superfici per i vini bianchi (da 255k/ha a 258k/ha) e un calo di quelle per i vini rossi (da 627k/ha a 614k/ha). I vitigni che vedono un incremento delle loro superfici sono Syrah, Sauvignon, Merlot, Chardonnay e Pinot Nero. Tra i vitigni famosi, invece, un calo per il Cabernet Sauvignon e, soprattutto per il Carignan.


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Champagne – vendite e andamento superfici e rese produttive – aggiornamento 2007

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[English translation at the end of the document]
Fonte: Boizel Chanoine Champagne company report
Aggiorniamo al 2007 le statistiche relative allo Champagne. Le vendite sono cresciute del 5.3% a 338.7m di bottiglie, dopo essere salite del 4.6% nel corso del 2006. Le principali conclusioni della nostra analisi sono: (1) c’e’ stato un forte incremento delle vendite dal 2000 in avanti, pari al 34% cumulato dal 2001; (2) a questo incremento si e’ fatto fronte con un aumento del 9% delle superfici vitate, da 30500 a 32722ha, ma soprattutto con un incremento del 25% circa della resa per ettaro. (3) I costi di produzione stanno crescendo rapidamente: sono passati da circa EUR450/q a EUR530/q in un paio di anni.


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Vendemmia 2008 – previsioni di produzione di vino – Italia e Francia

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Aggiornamento di settembre/September update.

Fonte: ISMEA/Agreste
Stravolgo un pochino il calendario del blog per dare la precedenza alle prime previsione relative alla vendemmia 2008 che sono state emesse questa mattina da ISMEA-UIV e qualche giorno fa da Agreste in Francia. Diciamo subito che sono stime soggette a forti revisioni (la stima dello scorso anno di Agreste aveva sbagliato di un buon 4-5m/hl), ma che danno la sensazione di una vendemmia in recupero sul 2007 (soprattutto in Italia), ma comunque sotto le medie degli ultimi 5 anni.
I am shifting the calendar of blog post to promptly report the first estimates of 2008 wine production in Italy and France, issued today by ISMEA-UIV (for Italy) and a couple of weeks ago for France by Agreste. These are very rough forecasts, with a potentially large forecasting error (last year Agreste in July was overestimating by 4-5m/hl the actual level of production), but they give a first flavour of what might happen: both expects are slight recovery (mainly in Italy), but production will anyway fall below the average of the last 5 years.


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Passiamo ai numeri brutali: (1) 46.8m/hl in Italia, il 10% sopra il 2007 e il 3% sotto la media quinquennale; (2) 47.1m/hl in Francia, 1% sopra lo scorso anno ma 8% sotto la media quinquennale. Per farla breve, sembrerebbe una vendemmia piu’ positiva in Italia che in Francia, per quanto nel 2007 si era verificato esattamente l’opposto.
(1) 46.8m/hl production seen in Italy, +10% vs. 2007 and about 3% below the historical level; (2) 47.1m/hl seen in France, 1% better than in 2007 but 8% below the 5-year average. Shortly said, it seems a better vintage in Italy than in France in terms of volumes, although in 2007 the exact contrary was happening.


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Produzione e consumi mondiali di vino nel 2007 – fonte: OIV

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[English translation at the end of the document]

Fonte: OIV
Facendo leva sulle ultime pubblicazioni di OIV riguardiamo all’equilibrio del mercato del vino a livello mondiale e di macroregioni. Conclusione: il forte decremento di produzione degli ultimi 12 mesi, sia in Australia (-4m/hl nel 2007) che nei maggiori paesi Europei (circa -18m/hl tra Italia, Francia e Spagna) ha portato a un repentino riequilibrio del mercato mondiale, stimato da OIV a 267m/hl (rispetto ai 300m/hl di picco del 2004) contro un consumo “umano” di circa 240m/hl (che ha pero’ intrapreso un timido percorso di crescita) e circa 30m/hl che OIV stima come consumo “industriale” per i prodotti derivati del vino. Come vedete dal primo grafico, quindi, secondo OIV nel 2007 il settore mondiale del vino ha incominciato a intaccare le riserve di alcol per soddisfare le richieste di produzione di prodotti derivati, dato che nel 2007 mancherebbero all’appello circa 10m/hl. Il tutto avviene in uno scenario di graduale riduzione del vigneto europeo (che ha perso circa 300k/ha dal 2000 al 2007), compensato dalla forte crescita nel resto del mondo: secondo OIV il vigneto mondiale (sia per il vino che per l’uva sultanina e da tavola) si e’ attestato a 7900 ettari.

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Sulla relazione tra temperature stagionali e qualita' del vino – studio scientifico

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La base per questo post e’ uno studio pubblicato nel settembre 2005 da Jones/White/Cooper/Storchmann, che hanno sviluppato un modello per cercare di capire l’impatto del global warming sulla qualita’ del vino, nelle piu’ importanti regioni vinicole mondiali. Per chi volesse accedere al documento completo, rimando a questo pdf in inglese. Le conclusioni dello studio sono: (1) le temperature medie (nell’epoca vegetativa della vite) delle maggiori zone vinicole mondiali sono cresciute di 1.26 gradi dal 1950 al 1999 in media; (2) una quota tra il 10% e il 60% dei giudizi sulle annate e’ spiegabile con le variazioni climatiche (particolarmente per le regioni piu’ fredde com la Germania); (3) sulla base del modello sviluppato non e’ vero che piu’ fa caldo meglio e’. La regressione mostra che la qualita’ tende a deteriorarsi sopra certe temperature; (4) di qui al 2049 e’ prevedibile un ulteriore aumento della temperatura medie di 2.04 gradi, cioe’ 0.4 gradi per decennio. Questo portera’ alcune regioni vinicole (a sud) a superare quel “flesso” di temperatura ottimale e quindi ad avere delle implicazioni negative sulla produzione e altre a vivere un periodo di migliori vendemmie (a nord).

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The base for this post is a study published in September 2005 by Jones/White/Cooper/Storchmann who developed a model to try to assess the impact of higher temperatures on wine quality in the major world wine regions. If you like to read the original full document go here. The key conclusions are: (1) average temperatures (in the growing season) grew by 1.26°C from 1950 to 1999 on average; (2) a portion between 10% and 60% of the perceived quality of vintages can be attributed to climate change (particularly true for regions at the north of the hemisphere); (3) the model is saying that it is not true that the warmer the better. The regression shows a flex, meaning that quality starts to deteriorate over certain temperatures; (4) from now to 2049 the model estimates a further increase in average temperature by 2°C, or 0.4°C per decade. This should bring some wine regions (located in the south of the wine world) to exceed the theoretical optimal temperature and therefore to have worse vintages at the advantage of wine regions placed in the northern regions.

Partiamo con l’analisi delle temperature in Europa. Lo studio identifica le temperature medie della fase vegetativa in Europa negli ultimi 50 anni. Cosi’ come vedete dal grafico, ci sono aree considerate fresche a Nord, quindi Mosella, Alsazia, Champagne e valle del Reno che stanno sotto i 15 gradi, poi vengono le aree considerate “tiepide” che sono la Borgogna, Bordeaux e la valle della Loira in Francia e Rioja in Spagna. Le aree calde sono quelle italiane (Langhe e Chianti nello studio a 17.8 e 18.8 gradi medi rispettivamente) e la valle del Rodano. Unica area caldissima in Europa e’ invece classificata il Sud del Portogallo (20.3 gradi medi).
Let’s move on with an analysis of temperature in Europe. The study shows the average temperature of the growing season in the last 50 years. As you can see, there are “cool” ares in the north, including Mosel valley, Alsace, Champagne and Rhine valley which are below 15 degrees. Then you find “intermediate” areas such as Burgundy, Bordeaux, Loire valley and Rioja. Warm areas are considered Langhe (17.8°C) and Chianti (18.8°C) and Rhone Valley. The only area which is considered “hot” in Europe is Southern Portugal (20.3°C).

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Lo studio mette poi in luce cosa e’ successo in questi 50 anni. Di quanto sono salite le temperature medie? Ci sono dati molto significativi: tra 2 e 4 gradi in piu’ nella valle del Rodano in 50 anni, 1.8 a Bordeaux, 1.6 nelle Langhe. Nel Chianti, come vedete, non ci sono tracce di significativi aumenti delle temperature nel passato (0.2 gradi contro la media di 18.8).
The study is then showing what happened in the last 50 years. Temperatures grew by 2-4°C in Rhone Valley, 1.8 in Bordeaux, 1.6 in Langhe. As you can see Chianti did not show any significant upward trend in the temperatures (0.2°C vs. 18.8°C average).

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Da questa base parte la stima: si incrociano temperature e qualita’ percepita della vendemmia per giungere a un’equazione che vedete nel grafico che ho direttamente preso dallo studio. Una regressione mette in luce la temperatura teorica ottimale. Non di tutte le aree si e’ riusciti a fare questa curva. Per le Langhe si arriva a 18.6 gradi, la Champagne sta a 15 gradi, l’Alsazia a 14 e 17.5 gradi a Bordeaux. Per il Chianti, Borgogna e altre aree non ci sono stati risultati.
From this set of data the study crossed the perceived vintage quality to get to an equation which you can see as an example for Langhe area. The regression shows you the optimal temperature. Not for all the areas this have been possible (Chianti and Burgundy for example have no significant value). For Langhe the identified average is 18.6°C, for Champagne 15, Alsace is at 14, Bordeaux at 17.5.

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Ecco quindi cosa e’ successo negli anni 90: le temperature medie del decennio contro quelle ottimali mettono in luce una eccezionale corrispondenza salvo che ha fatto ancora un po’ troppo freddo nella Mosella e nella valle della Loira e un po’ troppo caldo in Spagna.
Here you can see what happened in the Nineties: perfect temperatures in many areas except for a slightly cool temperature in Mosel and Loire valleys and a bit too hot in Spain.

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Finiamo con la previsione 2000-2049. Dove stiamo andando? Secondo lo studio ci sara’ un aumento di oltre un grado nella media del periodo contro i precedenti 50 anni. 2000 contro 2049 significa 2 gradi. Le medie stimate nel periodo mostrano una tendenza all’aumento di circa 1 grado o poco meno in Mosella, Loira, Champagne e valle del Reno. Di piu’ altrove: 1.2 gradi a Bordeaux, 1.3 gradi in Rioja e valle del Rodano, 1.4 gradi nelle Langhe. Come risultera’ la temperatura media secondo lo studio: il grafico mostra la differenza rispetto all’ottimale. Secondo questo lavoro sara’ 0.6 gradi troppo caldo nelle Langhe e 0.5 nel Rodano e in Spagna, mentre invece regioni piu’ a nord come la Mosella o la valle della Loira dovrebbero vivere un cinquantennio con temperature piu’ consone e vendemmie piu’ qualitative. Sara’ giusta questa stima? Speriamo di no e speriamo soprattutto che la natura si adatti alle nuove condizioni climatiche…
Finally, the forecast for the next 50 years. Where are we going? According to the study, temperatures will grow by 1°C on average vs. average of 1950-1999 and by 2°C from the beginning (2000) to the end (2049). Average temperatures are estimate to grow by just less than 1°C in Mosel, Loire, Rhine valleys and Champagne, by 1.2 in Bordeaux, by 1.3 in Rioja and Rhone Valley and by 1.4°C in Langhe area. I am showing you how the average temperature for the 50 years would look like vs. the one considered optimal. According to this study, in Langhe area it will be on average 0.6°C too warm, 0.5°C in Rhone valley and in Spain. On the other hand, Mosel and Loire valley should benefit from the warmer temperatures and produce better wines. Will this forecast prove true? Being Italian, we hope not! And we hope that nature (and vines!) will adapt to the new climate conditions.