L'impatto della nuova regolamentazione europea del vino – stime UE

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Dopo una valanga di post sulla riforma EU del settore vinicolo (per tutti il completissimo post di Mike Tommasi), ho pensato di mettermi anch’io all’opera, guardando le cose dal mio “angolo”: i numeri. Non mi dilungo sulle misure, da tutti gia’ spiegate, che saranno (?) implementate dal 2008 al 2013: estirpazione, ristrutturazione dei vigneti, promozione del vino europeo, niente piu’ distillazioni, politica della qualita’, etichettatura, ecc. E dal 2014: abolizione del diritto di impianto e via discorrendo. Quali conclusioni? Due:
– che la modulazione delle risorse e’ per lo piu’ demandata alle diverse nazioni (il che mi preoccupa un po’ visto il modo di gestire il denaro pubblico dei politici italiani);
– che se la riforma funziona, il surplus di vino nell’unione potrebbe effettivamente essere quasi cancellato, con un benefico impatto sui prezzi del vino (nel medio termine).
Si tratta di EUR1.3bn annui, suddivisi come segue.

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After several posts in many blogs talking about the reform of the wine industry in Europe, I have decided to give my personal contribution by addressing the subject from the “angle” of my blog: the numbers. So I cut the long story short by avoiding to address the many measures to be implemented and I go to the two key conclusions:
– first that the financial resources will still be delivered to the nations which will then decide how to use them (given the way in which Italy manages money this is quite worrysome);
– second, if the reform works out properly, it could cancel the production surplus of wine in Europe, with a beneficial impact on prices (in the medium term, so in 4-5 years from now).
We are talking about EUR1.3bn on a yearly basis, to be used as shown before.

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Fa davvero piu' caldo nelle Langhe? – i dati di Bra dagli anni 90 a oggi

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[English inside]
Incuriosito dalla questione climatica mi sono messo a cercare qualche serie storica relativamente alle temperature medie. E ho trovato molto di piu’: minima, massima, media, insolazione e pioggia per il comune di Bra (Langhe), disponibile sul sito del comune. Quindi?
Quindi le conclusioni sono le seguenti, relativamente ai dati dal 1994 al 2007:
– non esiste una chiara evidenza di un aumento significativo delle temperature medie (mezzo grado in 13 anni in piu’);
– se vogliamo dire che l’aumento della temperatura e’ significativo, allora e’ piu’ significativo l’aumento di oltre mezzo grado del gap tra le minime e le massime, che dovrebbe essere benefico per la produzione di vino.
– se vogliamo dire che stiamo al picco (vedi grafico), possiamo anche dire che il picco e’ dovuto all’inverno caldo;
– paiono invece piu’ significative due altre tendenze: l’aumento dell’insolazione e la riduzione delle pioggie, che mostrano un andamento meno volatile e piu’ costante nel tempo.
Quindi? Quindi spero di bere dei buoni Baroli anche per gli anni a venire…

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Vendemmia 2007 – pessimismo dalla stima Assoenologi sulla produzione di vino 2007

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Attenzione: trovate i dati definitivi pubblicati in questo post aggiornato!
Please find here the final figures.

Dopo aver analizzato le stime degli organi ufficiali di Francia e Italia, analizziamo quello che Assoenologi ha pubblicato il 1 Settembre. Si parla di uno scenario molto peggiore rispetto a quello emesso a fine agosto da ISMEA-UIV (-5% a 47m/hl). Secondo l’associazione, la vendemmia italiana sara’ di circa 43m/hl, cioe’ il 13% in meno rispetto ai 49.6m/hl dello scorso anno e addirittura sotto i 44-45m/hl delle annata 2002 e 2003. . Peraltro, l’accento sulla buona qualita’ rende il quadro meno negativo. Perche’ questa stima appare piu’ sensata rispetto a quella di ISMEA? (1) e’ fatta un mese dopo; (2) e’ giustificata da una stima puntuale regione per regione, come hanno fatto i francesi ad agosto. Conclusioni? Non ho esperienza riguardo alla bonta’ di queste stime, ma se cosi’ fosse potremmo dire che anche quest’anno (come nel 2002 e 2003) il mondo del vino italiano non sara’ afflitto dal solito problema di sovrapproduzione…

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Puglia – produzione e superfici – aggiornamento 2006

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E’ necessario coprire una grave lacuna del blog, che e’ rappresentata dai dati sulle superfici e sulle produzioni pugliesi. La Puglia e’ per certi versi la regione piu’ importante in Italia per il mondo del vino, insieme a poche altre. Senz’altro, il vino e’ piu’ importante in Puglia che in ogni altra regione italiana: a dati del 2003, la produzione di vino rappresenta l’1.3% del valore aggiunto regionale, circa 3 volte il livello italiano. Dai dati che commenteremo, si notera’ la grande rilevanza nazionale della regione (15% della produzione), con rese allineate alla media nazionale. Come per altre regioni del sud, e’ subito evidente la scarsa rilevanza delle DOC.

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I have to cope with a significant deficiency of this blog, which is to cover Apulia. This is a very important region for Italian wine production, representing 15% of the total vineyard and 15% of total wine produced in Italy. It is even more important to underline that wine production is more important in Apulia than in any other region in Italy: it represent 1.3% of the value added of the region vs. an average of 0.40% for the Italian average. As for other regions of Southern Italy, the quality wine under DOC category is really not relevant.

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Il sommario di Agosto 2007, per quelli che sono andati in vacanza

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Riassunto dei post del mese di agosto.
Il 14 Agosto abbiamo analizzato le prime previsioni per la vendemmia 2007 di Italia e Francia.
Abbiamo visto i dati sulle esportazioni ad Aprile 2007 di vino italiano e di spumanti e ci siamo poi soffermati su una questione piuttosto interessante: a quanto pare gli italiani bevono molto meno vino estero che i loro vicini di casa. Sempre nell’ambito del commercio estero, abbiamo analizzato il deterioramento del prezzo medio degli Champagne importati in Italia.
Abbiamo quasi completato l’analisi dei bilanci con i dati di Banfi, poi abbiamo visto Vranken-Pommery in Francia e i risultati piuttosto cattivi del primo trimestre di Constellation Brands. Una statistica molto interessante: quanto conta la produzione di vino nell’economia italiana. Per gli amanti delle bollicine, le quote di mercato dei produttori di Champagne. Lo sapevate che il maggior mercato per il Porto del mondo e’ la Francia ? No? Allora leggete qui.
Dati produttivi: DOC della Lombardia 2005, Calabria 2006.
Infine, ci siamo spostati oltreoceano, per vedere come e’ andato il mercato del vino nel 2006 in USA e come si sono comportati i produttori californiani.

E per quelli che si sono fatti DUE mesi di ferie… questo e’ quello di cui si e’ discusso a Luglio.