Esportazioni di vino Italia – aggiornamento primo semestre 2025

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Le esportazioni italiane di vino nel primo semestre 2025 sono praticamente stabili a 3867 milioni di euro con un calo dei volumi di circa il 3% a 10.3 milioni di ettolitri. L’andamento è perfettamente allineato tra vini in bottiglia e spumanti, con l’unica differenza che gli spumanti hanno volumi stabili rispetto a un -3% per i vini. Al di là dell’analisi del resto del post, penso valga la pena di “anticipare” qualche considerazione che faremo nel post sulle esportazioni di vino mondiali: forse per la prima volta dal 2018 le esportazioni italiane non vanno “decisamente meglio” del totale. Guardando ai dati ancora parzialmente incompleti, il trend mondiale è stato circa -1% a valore e -2% a volume. La differenza è veramente marginale. La seconda considerazione è più editoriale: questa era l’ultima serie di dati sul vecchio e glorioso “coeweb” di ISTAT. Dal prossimo mese si passa quello nuovo, più potente ma meno immediato. La maggior parte delle tabelle (di più del solito) e dei grafici (di meno) che vedete oggi sono già “nel nuovo sistema”. Buona proseguimento della lettura.

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Andrew Peller – risultati 2024 (marzo 2025)

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Nel 2024, Andrew Peller ha messo a segno un recupero importante dei margini di profitto, tornati sui livelli record del 2019-20 del 16%, grazie a una intensa azione di taglio dei costi e nonostante la crescita dei ricavi resti anemica (+1%). Il management, anche supportato dagli ottimi risultati del primo trimestre 2025/26, ha dichiarato che prevede di continuare a crescere nel mercato canadese con prodotti premium (tornando al primo trimestre 2025, i ricavi non sono però cresciuti) e di migliorare ulteriormente i margini (e su questo punto ci sono). L’andamento in Borsa è stato positivo, con il titolo negli ultimi mesi sono tra i migliori del comparto vino: al 23 agosto, quando scrivo questo articolo, le azioni sono cresciute del 33% nei 12 mesi e del 27% da inizio anno; soltanto Purcari, che però è stata oggetto di un’offerta di acquisto ha avuto un andamento comparabile.

Passiamo a una breve discussione dei numeri 2024 con ulteriori grafici e tabelle.

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Produzione, superfici e valore della produzione delle IGT italiane – aggiornamento 2023 – elaborazione dati ISMEA

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Dopo il post sulle DOC, passiamo alle IGT. Il database ISMEA in merito alle IGT è un po’ meno completo, nel senso che copre il 75% circa della produzione 2023 (contro l’82% delle DOC), ammesso che la dicitura “ettolitri imbottigliati” sia compatibile con la produzione dell’annata. A differenza delle DOC, le IGT sono in minor numero e hanno un valore della produzione ovviamente molto inferiore alle DOC. Secondo i nostri calcoli l’82% delle DOC nel 2023 aveva avuto un valore della produzione di 3.2 miliardi di euro (quindi 3.9 volendo traslare in proporzione sul 100%), mentre quello delle IGT è stato di 1.2 miliardi di euro (volendo traslare di nuovo considerando il 75%, 1.65 miliardi di euro).

Le 5 maggiori IGT italiane rilevate dal database ISMEA sono Puglia con quasi 1.5m/hl di produzione, Veneto con 1.26m/hl, Emilia e Terre Siciliane con 0.9m/hl ciascuna e Toscana con 0.7m/hl. Se guardiamo al valore della produzione medio dell’ultimo triennio, è ancora Puglia IGT la maggiore in Italia con poco più di 100 milioni di ettolitri, mentre la IGT che ha coperto la maggior superficie vitata è Terre Siciliane con oltre 20mila ettari.

Nel post trovate tutte le tabelle dettagliate e un ulteriore breve commento.

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Produzione vini DOC e DOCG per denominazione – dati 2023

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Il post di oggi è uno di quelli “costosi” perché ha comportato almeno 15 ore di lavoro (grazie a Perplexity, altrimenti sarebbero ben di più) per l’aggiornamento dei dati e numerosi solleciti a ISMEA per ottenere la pubblicazione dei dati. Stiamo parlando della produzione di vini DOC (ma affronteremo anche gli IGT) aggiornati al 2023, vesto che il precedente aggiornamento era fermo al 2020. Aggiungiamo dunque tre anni. Le classifiche che trovate nel post sono anche replicate in formato testo nella sezione Solonumeri del blog in questa pagina.

A titolo informativo, vi dico che la somma della produzione 2023 delle DOC coperte dal database è di circa 16.2 milioni di ettolitri, mentre secondo AGEA la produzione di vini DOC 2023 è stata di 19.8 milioni di ettolitri, quindi abbiamo un grado di copertura dell’82% circa. Tra le grandi DOC mancanti a mio parere ci sono sicuramente due grandi DOC venete, Delle Venezie e Verona, visto che il Veneto è coperto per circa 6.1m/hl contro le dichiarazioni di 8.6.

Ad ogni modo, i dati che leggiamo in queste classifiche ci dicono che il 2022 è stato probabilmente l’anno di picco per il valore delle DOC italiane (le prime 10 organicamente hanno raggiunto 2.2 miliardi di euro, per poi scendere a 1.9 miliardi), che il Prosecco ha raggiunto i 42mila ettari di vigneto nel 2023, che se sommati a Conegliano e Asolo diventano 54mila, quindi più del doppio della DOC Sicilia e 3 volte il Chianti e Chianti Classico.

Dopo questo lungo preambolo è ora di entrare nel post e guardare i dati più in dettaglio, con tutte le tabelle in formato grafico (e, di nuovo, in formato testo nella sezione Solonumeri).

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Hong Kong – importazioni di vino – aggiornamento 2024

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Il mercato del vino di Hong Kong ha continuato a registrare un andamento negativo anche nel 2024, con un valore di 766 milioni di euro, -14,6% rispetto ai 897 milioni del 2023. Il dato si confronta con un picco di 1.15 miliardi nel 202, legato al Covid, e agli 1.3-1.4 miliardi del 2017-18, evidenziando dunque un quadro piuttosto nero. Quello che è chiaro e che resta uno dei mercati più ricchi del mondo, dato che questi 766 milioni vengono realizzati con meno di 300mila ettolitri (292mila per la precisione, -6% sul 2023) e dunque delineano un prezzo medio di importazione di 26 euro al litro (-9% sui quasi 29 del 2023) chiaro segno del prezzo mix molto elevato. I dati sono ovviamente sporcati dalla presenza di importatori inglesi, di Singapore, cinesi e svizzeri che non consentono di avere un quadro chiaro per nazione. Ad ogni modo, la Francia sembra essere l’unico paese che “tiene botta” nel mercato e resta con una quota di mercato del 40%, che però probabilmente sarà intorno al 55-60% se escludiamo dalla base di calcolo i paesi di cui abbiamo detto sopra. Vino italiano: quasi non pervenuto.

Passiamo a un’analisi più dettagliata. I dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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