
Il gruppo Frescobaldi chiude il 2025 con ricavi a 159 milioni di euro, in calo del 3% sul 2024 e con un EBITDA di 56 milioni (35% sul fatturato e -13%), mentre l’utile netto di gruppo si ferma a 28 milioni (-23%). Nonostante l’annata difficile, caratterizzata da una leggera correzione del fatturato ma soprattutto da un margine lordo inferiore agli ultimi 2-3 anni, Frescobaldi ha continuato a investire pesantemente, dedicando oltre 26 milioni agli investimenti e 11 a un’acquisizione strategica sull’Etna, impiegando in questo modo (e al netto dei dividendi) quasi tutta la generazione di cassa dell’anno.
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La riduzione dei ricavi è relativa sia all’Italia, -4% a 65 milioni che all’estero (94 milioni, -2%). Il peso delle due aree resta praticamente stabile, con il domestico intorno al 41% e l’export al 59% del totale. Sui mercati esteri pesano i dazi USA sui vini europei, la riduzione delle scorte successiva alle spedizioni anticipate degli anni scorsi, un dollaro debole (vedi anche perdite su cambi) e la ristrutturazione in corso della filiera distributiva americana del gruppo. Il Canada, per contro, ha beneficiato dello spazio lasciato dai vini statunitensi. In Italia, per la prima volta dal 2020, anche i prodotti del gruppo hanno registrato una battuta d’arresto nell’HoReCa, mentre, sulla grande distribuzione, Frescobaldi ha continuato a guadagnare quota.
L’EBITDA scende a 56 milioni dai 64 del 2024, in calo del 13%, mentre il margine arretra al 35% dal 39%. La leva negativa è soprattutto visibile a livello industriale, con un peso degli acquisti sul fatturato in crescita di 3.6 punti percentuali, rispetto a una diluizione totale del margine di 4 punti. I costi operativi restano stabili in valore assoluto a dimostrazione di uno sforzo di contenimento delle spese, così come gli ammortamenti.
L’utile netto di gruppo a 28 milioni è influenzato dalla gestione finanziaria, in peggioramento di circa 3 milioni, principalmente per via delle perdite su cambi (da dollaro statunitense e canadese, 3 milioni di differenza sull’anno prima), mentre le rivalutazioni delle collegate valutate a patrimonio netto scendono a 0.5 milioni dagli 1.3 del 2024.

Il rendiconto finanziario 2025 mostra un livello di investimenti molto elevato, nonostante un mercato debole. Gli investimenti superano i 26 milioni, contro i 24 del 2024, in relazione al nuovo polo aziendale “Castellare” a Pontassieve (5 milioni su fabbricati in costruzione), alla nuova struttura produttiva presso la Tenuta Lorenese (1.6 milioni di serbatoi e vinificatori, 1.8 milioni di impianti di termoregolazione, illuminazione e supervisione enologica), oltre a 3.2 milioni di capitalizzazioni su vigneti e oliveti non ancora in produzione. Oltre a questo va considerata l’acquisizione del 40% di Tenuta delle Terre Nere sull’Etna (consolidata con il metodo del patrimonio netto, quindi fuori dal perimetro integrale) che ha comportato un esborso di 10 milioni, oltre a 5 milioni versati contestualmente all’acquisto del ramo d’azienda a luglio e a un finanziamento di 0.6 milioni. Nel rendiconto spiega i 10,8 milioni di investimenti in immobilizzazioni finanziarie.
Ne risulta una posizione finanziaria netta positiva di 59 milioni di euro comunque in miglioramento di 2 milioni rispetto al 2024. Frescobaldi ha pagato circa 13 di dividendi (in linea con gli anni scorsi) e ha avuto un assorbimento di cassa dal capitale circolante di circa 5 milioni di euro, soprattutto legato all’incremento dei crediti verso clienti. Il patrimonio netto consolidato sale a 446 milioni, il ROCE scende al 10.7% dal 13.6% e il ROE al 7.0% dal 9.6% del 2024.


