
I conti di Constellation Brands sono migliorati nel primo trimestre 2026/27, al netto dei disinvestimenti nel segmento vino effettuati nel secondo trimestre 2025/26. Il bilancio chiude con n fatturato di 2.4 miliardi di dollari, -3% sul dato riportato ma +3% se riclassificato per la variazione di perimetro. I margini sono in forte miglioramento, con l’utile operativo a 845 milioni (+18%), con un margine del 34.7%, mentre l’utile netto si attesta a 654 milioni (contro 516 dell’anno scorso). Il gruppo continua a remunerare gli azionisti in modo cospicuo, con un dividendo trimestrale di 1.03 dollari per azione e oltre 400 milioni restituiti tra buyback e cedole da inizio esercizio, mantenendo l’indebitamento netto a 10.437 milioni contro un patrimonio netto di 8.550.
Nonostante i dati apparentemente incoraggianti (come lo sono anche i commenti del nuovo CEO), spinti soprattutto dal segmento birra (vendite +2%, margine del 39%), gli investitori non sono stati contenti, perché le vendite di birra al dettaglio sono ferme con Corona e Modelo Especial in calo. Il grafico dell’andamento del prezzo rispetto al nostro INDV Wine Index (sempre aggiornato a lato), lo dimostra!
Proseguiamo il commento con un focus sulla divisione vino del gruppo.

La parte del vino ha avuto ricavi per 149 milioni (non vengono più dettagliati vino e spiriti), -47% sul dato riportato ma +8% se depurato dalle dismissioni (questo è l’ultimo trimestre). I volumi passano da circa 6 milioni di casse trimestrali del 2023-24 a 1.4 milioni, concentrandosi su Kim Crawford (primo Sauvignon Blanc negli Stati Uniti), The Prisoner, Robert Mondavi, Schrader, Lingua Franca, cui si affianca la tequila Mi CAMPO.
Il primo trimestre 2027 è anche il secondo in cui le vendite al dettaglio dei marchi rimasti crescono: +6.6%, con Kim Crawford +4%, Mi CAMPO +62%.
Non si vedono però ancora progressi dal punto di vista dei margini: la divisione resta in leggera perdita (1.1 milioni). Sui 12 mesi abbiamo il quadro generale: il margine operativo è al 2.2%. Detto questo, i trimestri più pesanti sono i prossimi, e Constellation Brands continua a indicare un obiettivo di margine tra il 5% e il 6%, con vendite stabili.
Quindi riassumendo, la divisione vino “ridimensionata” viaggia a poco meno di 6 milioni di casse annue, circa 700 milioni di dollari di fatturato e, se ce la fanno, 35-40 milioni di utile operativo.
Passando alla parte finanziaria, l’azienda si mantiene su un debito/EBITDA di 3 volte circa, con dividendi trimestrali che ormai da diverso tempo sono di circa 180 milioni di dollari e riacquisti di azioni di 224 nel trimestre, per un totale di 403 milioni di remunerazione. Includendo anche circa 200 milioni di investimenti, l’indebitamento finanziario resta stabile a 10.4 miliardi di dollari.



