I grandi marchi del vino italiano nelle cantine dei collezionisti – dati Cellar Tracker 2025

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Oltre 11 milioni di bottiglie di vino italiane sono caricate nei database di Cellartracker nello scarico fatto qualche settimana fa, con un incremento del 7% sull’anno precedente, un po’ più della crescita del database, che è stata del 6% circa (96 milioni di bottiglie in tutto, di cui 36 americane e 32 francesi). Analizziamo oggi i dati aggiornati per marchio e per referenza rispetto ai due anni precedenti. Tenete conto che si tratta di un database americano e che quindi l’influenza americana è significativa, come si può vedere anche dalla forte rappresentanza di vini americani.

La classifica italiana è guidata dalle aziende toscane, Antinori, Tenuta San Guido e Tenuta dell’Ornellaia (Frescobaldi è “spezzato” nelle sue tenute e non considerato un tutt’uno), cui seguono le due piemontesi Produttori del Barbaresco e Gaja. In termini di referenze, invece, le prime 5 bottiglie sono tutte toscane, con Sassicaia e Tignanello che viaggiano sulle 200-220mila bottiglie regine incontrastate nel database americano.

Passiamo a un’analisi dettagliata delle principali tendenze nel resto del post, dove trovate tutte le classifiche, inclusa quella per i vini “oltre gli 80 dollari di valore”, estese per le prime 100 posizioni.

  • Nell’ambito dei primi 100 marchi, il 52% sono toscani, il 40% piemontesi e l’8% del resto d’Italia, con il Veneto a rappresentare il 5%.
  • Abbiamo detto quali sono i marchi top, nella classifica qui sotto trovate i primi 100. Chi cresce di più? Scorrendola trovate il +12% di GD Vajra, 13esimo marchio, il 17esimo Argiano, +10% e il 33esimo Comm. GB Burlotto, +10%, unici marchi a crescere più del 10%.
  • La lista di chi cresce di meno potrebbe essere lunga ma nei top 10 vanno menzionati Bruno Giacosa, +4%, e il Poggione +3%, poi il +1% appena fuori dai primi 10 di Fattoria di Felsina Berardenga.
  • Passando ai marchi dei vini “di lusso” oltre gli 80 dollari, la maggiore particolarità è il balzo dei Produttori del Barbaresco presumibilmente per l’incremento di valore delle sue famose riserve, che lo fa salire al decimo posto tra questi marchi, in una classifica guidata da Antinori e Tenuta San Guido, Ornellaia, Gaja e Bruno Giacosa.
  • Chiuderei con un cenno alla lista delle singole referenze, dove le maggiori crescite nel 2024-25 sono relative al Guidalberto di Tenuta San Guido (+10%, decima referenza nella lista), poi il Brunello di Argiano (16esimo, +10%), il Monfortino di Giacomo Conterno (+10%, 27esimo vino), il Galatrona della Fattoria Petrolo (+12%, 34esimo), il Brunello Pianrosso di Ciacci Piccolomini (+12%, 37esimo), e qui mi fermo, invitandovi a consultare la lista!

 

 

 

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