Campari e’ la prima azienda italiana nel mondo del vino di cui guardiamo i numeri nel 2009. E non e’ un bel vedere: abbiamo da ormai diverso tempo commentato come la divisione vino di Campari stesse andando meglio del resto del gruppo, grazie alla forte spinta del Vermouth Cinzano e, in parte, degli spumanti. Il primo trimestre dell’anno e’ andato invece particolarmente male (-10.5% delle vendite organiche contro -4.2% per il gruppo). Non abbiamo i dati relativi ai margini e bisogna considerare che il primo trimestre rappresenta soltanto il 17% delle vendite annuali. Resta comunque un segnale non positivo. Forse, piu’ che dei numeri, che nel primo trimestre sono poco significativi, vale la pena fare una considerazione strategica: Campari sta perseguendo in modo aggressivo la crescita nel mondo degli spirits ed ha appena completato l’acquisizione di Wild Turkey (Bourbon) da Pernod Ricard per oltre 400 milioni di euro. Per quanto la divisione vino resti strategica non e’ a questo punto pensabile che il gruppo possa compiere operazioni significative nel mondo del vino.

Vediamo in maggiore dettaglio l’andamento per marchio, con informazione in piu’. Considerate che l’attivita’ della divisione vino da quest’anno include le vendite realizzate in Argentina, che hanno pesato per circa l’1.6% sulle vendite del primo trimestre.

• Cinzano spumante, -1.4% a cambi costanti. Buon andamento in Germania ed Europa e impatto negativo della Pasqua ritardata.
• Cinzano Vermouth, -34.4% a cambi costanti dovuto essenzialmente al calo in Russia ed Est Europa.
• Riccadonna, +114.6% grazie al forte sviluppo in Australia/Nuova Zelanda e al rientro dalla fase di de-stocking del 2007.

• Mondoro, -55%. Anche qui Russia e de-stocking.
• Per quanto riguarda i vini fermi, Sella e Mosca ha fatto -12.5%, Terrazzi e Puthod -44% e Cantina Serafino +13.3%. Per tutti, il commento e’: buone vendite sul mercato italiano, rallentamento significativo per le esportazioni.

Infine, vale la pena di approfondire la questione Wild Turkey per capire gli effetti sul gruppo e sulla strategia. L’acquisizione portera’ il peso della categoria spirits al 73% dal 70% e il debito da poco piu’ di 200 milioni a oltre 700 milioni. L’operazione rappresenta un grosso passo avanti per Campari, dato che aggiunge ai marchi “critici” Campari, SKYY, Cinzano e Crodino un quinto, in una categoria non presente nel portafoglio e con consumi in buona crescita. Detto questo, le mire espansionistiche del gruppo sono per ora congelate. E’ ora necessario integrare e sfruttare il nuovo brand e ridurre il debito. Per la crescita via acquisizioni di un certo rilievo se ne riparla nel 2011-2012.

Campari was the first Italian company in the wine business to give Q1 numbers. Q1 was bad (-10.5% organic sales against -4.2% for the group). We have no data on margins and we must consider that the first quarter represents only 17% of annual sales. Still a negative signal. Perhaps more than numbers, which in the first quarter were insignificant, it is worthwhile to make a strategic consideration: Campari is aggressively pursuing growth in the world of spirits and has just completed the acquisition of Wild Turkey (Bourbon) from Pernod Ricard for more than 400 million. While the wine division remains strategic it is not thinkable that the group can make significant transactions in the world of wine in the next 2-3 years.
Let’s look in more detail the trends by brand.
• Cinzano sparkling, -1.4% at constant exchange rates. Good performance in Germany and Europe and negative impact of Easter timing.
• Cinzano Vermouth, -34.4% at constant exchange rates due to the decline in Russia and Eastern Europe.
• Riccadonna, +114.6% thanks to strong growth in Australia / New Zealand and return to the stage of de-stocking in 2007.
• Mondoro, -55%. Russia also here and de-stocking.
• As regards still wines, Sella and Mosca was -12.5%, Terruzzi & Puthod -44% and +13.3% Serafino Winery.
Finally, it is worthwhile to investigate the matter Wild Turkey in order to understand the effects on the group and strategy. The acquisition will bring the weight of spirits to 73% from 70% and debt to be little more than 700 million. The transaction represents a major step forward for Campari. That said, the acquisition campaign of the group is frozen for now.


ciao,
quindi, secondo te, le insistenti voci che vedrebbero la Masi acquisita dalla Campari, sono infondate…
Carlo
Direi che a questo punto Campari e’ bloccata per almeno un anno, anche se ha appena emesso 250m di dollari di prestiti, nonostante non avesse l’immediata necessita’ di rifinanziare.
Pero’ le voci su Masi le avevo sentite anche io a suo tempo…
Bacca
E se invece di fare acquisizioni (leggi Masi) Campari decidesse di tagliare i business non strategici – e quindi penso ai vini fermi Sella&Mosca, Teruzzi e Serafino – quanto potrebbe valere il pacchetto? Sia in Sardegna che in Toscana ci sono asset in termini di vigneti per oltre 600 ha, non dovrebbe esserere cosa da poco. Inoltre, il Mirto Zedda Piras è incorporato a Sella&Mosca, potrebbe essere scorporato? Grazie.
PS: visto che è stata citata MASI, quanto potrebbe valere di questi tempi?
Ciao Massimo, per quello che so io (parlando con loro) ad oggi non ci sono attivita’ non strategiche. Il segmento vino e’ considerato strategico e credo gli convenga tenerlo anche per mantenere una massa critica nell’ambito della distribuzione. Hanno prodotti che sono molto forti come Cinzano in Russia o Riccadonna in Australia e i margini restano piuttosto alti. Da un punto di vista valutativo, io credo che il segmento vino di Campari vale largo circa 250-300m di euro (senza debito), considerato i 30-35m di margine di contribuzione che genera. O altrimenti detto non credo che siano disposti a venderlo a meno (posto che non credo lo vendano). L’unico asset teoricamente non strategico e’ quello dei soft drinks (escluso Crodino), cioe’ Crodo Lisiel (acqua minerale), Lemonsoda e i suoi fratelli. Ma anche in questo caso trovo che la Campari probabilmente non vende nulla, salvo avere davanti a se un’occasione ghiotta in un periodo come i prossimi 12-18 mesi in cui di soldi da spendere non ce ne sono molti…
Su Masi io sono in oggettiva difficolta’ e approfitto del tuo post per dichiararlo: ho chiamato e scritto numerose volte all’azienda per ricevere il bilancio senza alcun risultato. Semplicemente mi ignorano. Detto questo, posso vivere senza. Nel 2006 faceva un MOL di 18 milioni, non credo valga piu’ di 150m se questi sono ancora i numeri che fa e considerati i multipli che girano nel settore… tu hai qualche dato piu’ interessante?
bacca
Ciao Bacca,
Su Masi non ti posso aiutare, ma è possibile che si decida di commissionare l’acquisto dei bilanci visto che l’azienda non collabora (so che non è l’unica)… Se poi ci dai una mano a riclassificarli potremmo effettuare un panel Medio-Bacca con indicatori di bilancio omogenei per le principali realtà del settore.
Torno su Campari: sono d’accordo che il segmento vini in toto sia strategico e quindi non cedibile (in toto), ma i vini delle vinicole (Sella&Mosca, Teruzzi, Serafino) sono in seno ad una Business Unit indipendente che quindi beneficia di poche sinergie con Cinzano e Riccadonna che hai menzionato. In questo senso ti chiedevo se a tuo parere quello degli Still wines sia un business strategico per Campari.
Massimo
Bello il panel Medio-bacca!
Sulla questione Campari-still wines, io ho la sensazione che Campari non consideri la possibile cessione a meno che non si ritrovi tra le mani l’acquisizione del secolo nel segmento spirits. A quel punto, forse, potrebbe prendere in considerazione l’opportunita’ di vendere gli still wines, anche a un prezzo “sacrificato” come quello che realizzerebbero di questi tempi.
ciao
bacca