Vranken Pommery


La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2019

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Le politiche monetarie espansive adottate sia dagli europei che dagli americani hanno continuato a dare fiato alle valutazioni borsistiche mondiali e di conseguenza anche alla valutazione delle aziende vinicole quotate. Dopo una leggera “svalutazione” osservata lo scorso anno, quasi tutte le aziende mostrano dei multipli di valutazione applicati all’anno corrente (2020) superiore a quelle osservate un anno fa, con una sola eccezione: le aziende della Champagne, dove l’andamento dell’attività annunciato negli ultimi mesi è stato particolarmente negativo (vedere i post relativi in particolare a Lanson e Vranken Pommery). Andiamo dunque ad analizzare i dati insieme, che vedono tre gruppi di aziende (per dimensione e specializzazione) trattare tra 16 e 21 volte gli utili, 2.5 e 4 volte le vendite e tra 14 e 25 volte l’utile operativo. Buona lettura.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2019

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I dati semestrali di Vranken Pommery sono sulla stessa linea di quelli appena commentati di Boizel: fatturato in calo vicino alla doppia cifra e utili in forte riduzione. Come ben sappiamo, per Vranken la situazione è meno difficile, essendo l’azienda più diversificata geograficamente e con una presenza anche nei vini fermi. Il primo semestre è stato però funestato da una serie di oneri straordinari relativi al calcolo degli oneri contributivi sul personale che aveva aiutato in modo pesante l’anno scorso e ha invece avuto un impatto negativo quest’anno. Quindi, come leggete dalla tabella allegata nel resto del post, se l’utile operativo dichiarato si è dimezzato (da 5.9 a 2.9 milioni), quello aggiustato per questi oneri (positivi nel 2018, negativi nel 2019) sarebbe in realtà cresciuto da 3.4 a 3.8 milioni, seguendo una traiettoria leggermente positiva vista negli ultimi anni (2.3 – 2.6 – 3.2 milioni di euro nel 2015-2016-2017). Tutto dentro resta il fatto che i margini sono (aggiustati o meno) molto esigui e la performance commerciale resta piuttosto insoddisfacente, soprattutto considerando i dati che leggiamo nel rapporto semestrale del gruppo LVMH. La struttura finanziaria è la cartina al tornasole del discorso di sopra: da un anno con l’altro peggiora (in parte per colpa di IFRS16) e la crescita del debito anno su anno di 41 milioni (18 senza IFRS16) è superiore a quella del magazzino (+11 milioni). Passiamo ai dati dettagliati.

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Vranken Pommery – risultati 2018

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La ripresa delle vendite e dei margini di Lanson BCC già intravista nel primo semestre è continuata anche nel secondo e ben più critico periodo dell’anno, con una ulteriore accelerazione. Di conseguenza, dopo anni di prestazioni ben poco convincenti (soprattutto dal punto di vista economico), il 2018 è finalmente un anno di crescita del 6% per le vendite e dell’8% per l’utile. Anche se il debito cresce leggermente, si mantiene sotto il valore del magazzino e incamera una accelerazione sia degli investimenti (che includono un’acquisizione di alcuni ettari di vigneto per 8 milioni di euro) che del dividendo (dopo diversi anni di stabilità). L’unico dubbio è l’origine di questa crescita, tutta di matrice francese ed europea, che potrebbe non essere sostenibile nel futuro (soprattutto il balzo in Europa nel secondo semestre), anche se lo sforzo sia nella distribuzione che nel miglioramento dell’offerta diretta al consumatore è stato importante. Come sempre, l’azienda non fornisce indicazioni sul 2019, anche se la strategia prosegue sulla stessa linea. Passiamo ad analizzare qualche numero insieme.

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La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2018

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Dopo un 2018 iniziato in maniera scoppiettante, la seconda parte dell’anno ha visto un deciso ribasso dei mercati azionari, legato da una parte alle attese di decelerazione di alcune economie chiave (Cina), al graduale rialzo dei tassi di interesse negli USA e, non ultimo, alla forte decelerazione delle principali economie europee, come si evince dai dati pubblicati proprio in questi giorni. La conseguenza di queste fasi del mercato è che le valutazioni delle aziende in borsa scende, sia per un oggettivo calo delle attese di utili che per la “contrazione” dei multipli a cui vengono valutate. La premessa serve come chiave di lettura del post, dove trovate la valutazione (ai prezzi di venerdì 18 gennaio) delle principali aziende vinicole quotate in borsa. Ad “aggravare” la situazione è nello specifico anche il “profit warning” di qualche giorno fa di Constellation Brands, che da luglio 2018. Il suo valore è sceso da circa 37 miliardi di dollari agli attuali 27. Dunque, dicevamo che dopo il 2018 record, siamo “scesi” a multipli più comprensibili: le tre grandi aziende ora sono valutate 18 volte gli utili attesi del 2019, 13 volte l’EBITDA e 15 volte l’utile operativo, mentre le piccole aziende sono a una media di 14 volte l’utile netto, 10 volte l’EBITDA e 12 volte l’utile operativo, con una variabilità molto significativa in entrambi i casi. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2018

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Nel contesto di consegne di Champagne in leggero calo nel semestre (-1%) già brevemente commentate nel post su Lanson, Vranken ha subito un calo del fatturato del 7% nel semestre a livello consolidato. Il “di cui” Champagne è sceso del 4% circa, mentre le vendite dei vin de sable calano soprattutto per la decisione di ridurre le forniture a basso margine. A differenza di Lanson vista due giorni fa, i conti però si presentano in modo decisamente diverso. Le azioni di taglio di costi e investimenti in efficienza stanno dando il loro contributo. Il margine è in crescita sia nella divisione Champagne che in quella dei Vin de Sable. Partendo da una situazione ancora più indebitata dei diretti concorrenti, il debito mette a segno un calo di 10 milioni, cui corrisponde un incremento del magazzino di 15 milioni di euro. Sebbene la strada sia lunga e il primo semestre sia poco significativo, il progresso di Vranken Pommery è molto ben visibile dalla tabella allegata. E secondo gli amministratori, il futuro è promettente: la vendemmia 2018 è stata eccezionale e questo fornisce un supporto all’azienda nel 2020/2021. Passiamo ai dati.

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