Veneto


Santa Margherita – risultati e dati di bilancio 2016

nessun commento
santamargherita2016-1

Nel 2016 Santa Margherita ha raccolto i frutti dell’integrazione a valle nella distribuzione in USA, suo più importante mercato, che nel 2015 avevano determinato un deciso appesantimento dei conti strumentale all’inizio dell’operatività. I dati del bilancio sono clamorosamente migliori degli anni passati, sia in termini di crescita delle vendite, +32%, di cui si può stimare che il 25% circa derivi dal “mark-up” delle operazioni americane, ma soprattutto in termini di utili, che per dirla breve sono il doppio degli anni passati (da 24 milioni – 2015 aggiustato – a 47 milioni di euro di utile operativo e da circa 15 milioni – 2015 aggiustato – a 30 milioni di utile netto).

Prima di addentrarci nei dati, due considerazioni sono importanti da fare: 1) la distribuzione diretta (in questo caso delle importazioni, più in là non si va in USA) è un passo essenziale per il controllo e la promozione dei propri marchi, nonché, come vediamo dal bilancio di oggi, un pezzetto molto ricco della catena del valore. Qual’è il problema? Raggiungere una massa critica sufficiente per poter fare il salto dal distributore terzo (commissioni variabili alle vendite) alla propria filiale (costi fissi). In questo caso, Santa Margherita vende in USA suoi prodotti per 88 milioni di euro, tantissimo considerando che tutte le vendite estere sono circa 110 milioni; 2) in secondo luogo, una volta che si controlla la distribuzione, quando si compra un nuovo marchio si crea una sinergia immediata: lo si distribuisce direttamente. Il pezzetto di valore che si aggiunte è molto elevato. Lo vediamo con Santa Margherita: gli 88 milioni di vendite americane corrispondono a 51 milioni di euro di prodotto inviato dalle aziende prodotto italiane, e della differenza ben 17 diventano utile operativo! Un esempio nel settore bevande di sinergia tra distribuzione diretta e acquisizioni? Campari (che distribuisce direttamente in ben 20 paesi) compra Grand Marnier che genera un margine operativo lordo di 32 milioni di suo, ma viene distribuito da terzi: una volta “innestato” nel sistema Campari, il MOL annuo diventa 47 milioni, dal giorno 1. Tutto questo per dire che Santa Margherita con questa operazione si è creata un grosso vantaggio rispetto ai suoi potenziali concorrenti in una possibile acquisizione: può permettersi di pagare un po’ di più perché il contributo di una potenziale acquisizione sarebbe superiore, naturalmente nel caso di un marchio appetibile per il mercato americano.

Passiamo ai numeri 2016. Continua a leggere »

Veneto – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

2 commenti
veneto-2016-1

La produzione di vino in Veneto tocca per la prima volta quota 10 milioni di ettolitri, con un incremento del 4% rispetto al 2015 che si origina nel segmento dei vini bianchi soprattutto nelle categorie IGT e Vini da Tavola, mentre i vini DOC crescono leggermente di meno. La vendemmia in Veneto è peraltro paragonabile ai dati italiani che abbiamo attualmente a disposizione, che vedono un incremento del 3% della produzione di vino a 50.1 milioni di ettolitri. Il Veneto dunque rappresenta il 19% della produzione nazionale, ma molto di più dei vini bianchi (27%) e ancora di più dei vini bianchi DOC, che sono il 45% della produzione italiana (4.8 milioni di ettolitri rispetto a 10.6 totali). Passiamo ad analizzare i dati dettagliati.


Continua a leggere »

Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2016

nessun commento

export-regioni-2016-4
Chiudiamo la “saga” delle esportazioni annuali di vino italiane con l’analisi dettagliata per regioni, che viene da due diversi set di dati. Un’analisi fatta da ISTAT sulle categorie ATECO, dove vengono recensite le esportazioni per regione italiana (ma non necessariamente di vini di quella regione); una seconda analisi più dettagliata sui vini fermi imbottigliati, dove vengono specificate le categorie di qualità (DOC/IGT/VdT) e i dati di alcune regioni, questa volta riferiti all’origine del prodotto e non all’indirizzo di chi ha esportato.

Passando alle conclusioni dell’analisi sui dati Ateco, il 2016 ha visto un incremento del 4% circa delle esportazioni, dove a eccellere è stato il Veneto, spinto dal Prosecco, con un incremento del 9% a 2 miliardi di euro, mentre le due altri principali regioni, Toscana e Piemonte, sono rispettivamente in leggera crescita e in leggero calo. Molto positivi appaiono i dati per le aziende pugliesi e siciliane. Nell’analisi sui vini imbottigliati non ci sono grandi sorprese invece: progrediscono i vini DOC a spese degli IGT e soprattutto dei vini da tavola, si registra un fortissimo incremento delle esportazioni di vino bianco DOP del Trentino (dato la cui rilevanza è da verificare, potrebbe essere legato a uno spostamento da IGT a DOC), che spinge la categoria dei bianchi DOP a +18% (bianchi IGT -11%). Proseguiamo con una breve analisi dei dati.

Continua a leggere »

Masi – risultati 2016

nessun commento


masi-2016-2

Non sono buone le notizie che vengono dal bilancio di Masi 2016. Le esportazioni di vino hanno subito una battuta d’arresto nella seconda metà dell’anno, invertendo la rotta, e nonostante l’Italia e l’acquisizione di Canevel (60% per 7 milioni di euro) abbia fornito un contributo molto positivo. In termini di margini, Masi ha subito una riduzione piuttosto marcata nel corso degli ultimi anni. A contribuire nel 2016 a questo calo c’è anche un impatto negativo dai contributi OCM, che sono calati di oltre 1 milione di euro, ma dall’altra parte come si legge dal comunicato, il forte aumento delle scorte ha supportato il margine industriale del 2016. Tutto dentro, Masi non è riuscita a confermare gli utili dell’anno scorso, subendo un calo del margine operativo lordo del 5% e del 9% dell’utile netto, nell’ambito di un incremento delle vendite del 5% (di cui il 3.6% in termini organici). L’andamento delle azioni in borsa è stato molto positivo da inizio anno, tanto da portare nei giorni precedenti all’annuncio le azioni al di sopra del livello di quotazione della primavera 2005 (EUR4.6 per azione). Prevedibilmente, questi dati e la poca visibilità sulla questione dei contributi OCM non gioveranno al titolo nel breve termine. Passiamo all’analisi dei dati.

Continua a leggere »

Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – primo semestre 2016

nessun commento
regioni h1 2

Sono con questo post in colpevole ritardo, sia perché non l’ho elaborato, sia perché la tabella di marcia è già piena. Ma veniamo a noi. I dati qui pubbicati sono di due tipi: 1) i dettagli resi disponibili da ISTAT sulle esportazioni di vino imbottigliato per regione (solo alcune) e per tipologia, dove i dati sono relativi alla provenienza dei vini; 2) il dettaglio solo trimestrale dei dati delle esportazioni per regione, che però sono riferiti non all’origine del vino ma all’origine di chi lo ha esportato. I dati mostrano il forte impatto positivo del Prosecco sull’export delle aziende venete (+9% nel semestre 2016, come già osservato negli scorsi anni) a fronte di un incremento dell’export totale italiano del 3%, mentre sono negativi i dati delle aziende piemontesi (-7%). L’altra tendenza piuttosto interessante (e positiva) è la crescita dei vini bianchi DOP a svantaggio dei vini IGP, che restano comunque preponderanti, nel contesto delle esportazioni di vino fermo imbottigliato, che vi ricordo non ha mostrato alcuna crescita nel primo semestre dell’anno (-1%). Passiamo a un breve commento dei dati in particolare…

Continua a leggere »