vendite di vino


Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2018

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Il mercato italiano del vino, visto come vendite al dettaglio nella GDO, è continuato a crescere anche nel quarto trimestre del 2018, anche se si è verificata una inattesa decelerazione delle vendite di spumante (stabili nel trimestre) e un leggero miglioramento per i vini fermi, guidati da un robusto effetto prezzi già visto nei trimestri precedenti. Il quadro di insieme del 2018 è però anche l’obiettivo del pezzo di oggi e la conclusione non può che essere positiva, dato che le vendite sono cresciute del 2.8% a 2.4 miliardi di euro, nonostante un calo del 3.6% dei volumi venduti (a 7.3 milioni di ettolitri). Se dovessi fare un commento, direi che il calo dei volumi è una tendenza secolare che deriva dalle abitudini dei nuovi consumatori, mentre l’incremento delle vendite non è scontato in un mercato come quello italiano, dove l’unica cosa che cresce forte è il debito pubblico. Tornando ai nostri numeri, l’anno vede una crescita leggermente più marcata per i vini bianchi rispetto ai rossi (ma poca roba), dei vini meno pregiati (IGT e altri rispetto ai DOC/DOCG, ma di nuovo poca roba) e dei vini Charmat secchi (leggi Prosecco) rispetto ai dolci (sempre in caduta) e al “metodo classico” che invece ha avuto un anno di consolidamento dopo i dati positivi del passato. Nell’ambito di numeri che restano positivi mi sembrano tutti segni che i consumatori stanno cercando di “spendere un po’ meno”. Passiamo ai dati.

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Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2018

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Questo giro è successo un mezzo terremoto a Constellation Brands. Sì, perché per la prima volta dopo diversi anni di attese sempre battute, il terzo trimestre ha portato buoni numeri ma una riduzione delle attese di utili a fine anno. Il mitico CEO Bob Sands ha dunque deciso di fare un passo indietro, lasciando la sedia a un manager interno che dal 2015 lavora in azienda. Le attese di utili 2018-19 sono passate da 9.60-9.75 dollari a 9.20-930 dollari per azione. E con questo le azioni del colosso, che già stavano sotto il livello di qualche tempo fa (230 dollari), hanno preso un ulteriore colpo, circa il 10% considerando il parziale recupero del giorno successivo, stabilizzandosi intorno a 160 dollari. Cosa ha determinato il calo delle attese? Non certamente la birra, ma piuttosto i dati negativi delle vendite di vino, soprattutto nella fascia media del mercato (sotto 11 dollari a bottiglia) e un aggravio delle spesa per gli interessi per l’acquisizione della quota in Canopy Growh, che ha determinato un forte incremento nel debito del gruppo (in parte potenziale). A nulla sono invece valse le rassicurazioni del management sugli obiettivi di remunerare gli azionisti (4.5 miliardi di dollari promessi in tre anni) e sugli obiettivi di crescita delle vendite di “erba” (1 miliardi di dollari di vendite entro 18 mesi). Questa è la cronaca spicciola di quello che è successo, passiamo a una breve analisi dei numeri del gruppo.

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Vendite di vino al dettaglio Italia – primo trimestre 2011

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ISMEA/Nielsen ha pubblicato il rapporto sugli acquisti di vino al dettaglio in Italia, quello che chiamano “indice degli acquisti”. I numeri del primo trimestre 2011 sono molto brutti, anche se andrebbe quantificato l’impatto dello spostamento della Pasqua dalla fine di marzo (quindi nel 2010 nel primo trimestre) alla fine di aprile (quindi presumibilmente nel secondo trimestre). Che cosa c’e’ di negativo: (1) il calo delle vendite e’ stato del 6%, in accelerazione rispetto sia al calo dell’anno scorso che a quello del primo trimestre 2010. In altre parole, il mercato non soltanto non si stabilizza ma sembra scendere a una velocita’ maggiore. (2) Ci sono due tendenze contrarie e poco simpatiche: i vini DOC/DOCG stanno perdendo pesantemente sul prezzo mix (mix?) e recuperano in volume mentre i vini da tavola/IGT, viceversa, tengono i prezzi e perdono in quantita’. E’ come se le due categorie stessero avvicinandosi, con il piccolo problema che non e’ quella povera che si avvicina a quella ricca ma il contrario. (3) ISMEA Nielsen si e’ arresa e ha smesso di pubblicare i dati sugli spumanti. Peraltro, se il totale degli acquisti al dettaglio fa -5.9% e quelli del vino fermo fanno -6.3%… l’andamento delle vendite di spumanti lascia poco spazio all’immaginazione: un po’ meno peggio ma presumibilmente non con un segno positivo. Tornando al discorso della Pasqua, sara’ soltanto con i dati del primo semestre a fine luglio che potremo veramente comprendere se le vendite italiane di vino nel 2010 saranno una fotocopia del pessimo 2010 oppure no…



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Vendite di vino al dettaglio Italia – aggiornamento 2010

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Fonte: ISMEA
ISMEA ha pubblicato i dati congiunturali sul vino dove ha tracciato il primo bilancio sulle vendite al dettaglio di vino, che compila in collaborazione con Nielsen. I dati mostrano un quadro meno grigio di quello di fine settembre, anche se i dati restano con davanti il segno meno. Da notare che ISMEA non ha fornito alcuna indicazione sugli spumanti, il cui andamento nell’ultimo trimestre e’ critico per determinare la performance annuale: tenete conto che i dati che includiamo sono quelli stimati per fine 2010 a settembre e non il dato (sempre stimato ma piu’ preciso) degli ultimi giorni. I dati mostrano che nel 2010 si e’ gradualmente realizzata una “ripresa qualitativa” del mercato, con i vini DOC-DOCG che hanno finito il 2010 con un -0.6% contro il -5% dei vini da tavola, ribaltando la situazione del 2009. I volumi sono calati del 3% circa, piu’ che negli anni scorsi, a causa del calo degli spumanti.



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Vendite di vino al dettaglio Italia – dati a settembre 2010

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ISMEA ha pubblicato il rapport trimestrale a fine settembre. Le vendite di vino in Italia sono continuate a scendere anche nel terzo trimestre. Il dato a fine settembre mostra un calo del 6.5% per le vendite a valore, soltanto marginalmente meglio del -7.3% della fine di giugno. ISMEA si spinge oltre e stima anche un fine anno, nonostante gli ultimi 3 mesi possano cambiare molto del bilancio annuale: secondo l’istituto di ricerca le vendite scenderanno del 5.9% rispetto al 2009, marcando ancora un leggero miglioramento rispetto a fine settembre, ma non sufficiente da lasciare ipotizzare una stabilizzazione del mercato.



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