USA


Brand awareness delle regioni vinicole mondiali in USA e UK

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Alla London International Wine Fair dello scorso Maggio e’ stato presentato uno studio/indagine sui consumatori americani e inglesi con lo scopo di comprendere la forza delle denominazioni nel mondo del vino, le motivazioni che spingono i consumatori a scegliere determinati prodotti e l’affinita’ culturale degli inglesi e degli americani verso determinate nazionalita’. Che cosa si conclude da questo studio: (1) che il vino e’ un prodotto molto particolare, dove il marketing e il marchio non sono i principali driver all’acquisto (e questo e’ piu’ vero in Inghilterra che in USA); (2) che in questi mercati il fattore culturale favorisce gli australiani, anche se subito dopo di loro viene l’Italia (gli stiamo simpatici molto piu’ che i francesi, pare); (3) che nonostante il molto rumore che si fa intorno al prosecco, il prodotto e’ ancora molto poco conosciuto nei mercati anglosassoni, il che indica da un certo punto di vista un forte potenziale di miglioramento.


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Superficie vitata in USA: andamento e tipologia dei nuovi impianti – dati 2008

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california superficie 2008

Il dipartimento dell’agricoltura americano ha diramato i dati relativi alla superficie vitata in California con il dettaglio per vitigno e dei nuovi impianti degli ultimi anni. Questa statistica ci consente (1) di confermare quanto detto recentemente, e cioe’ che la produzione di vino americana non crescera’ piu’, dato che il saldo nuovi impianti/vigneti abbandonati sta deteriorando; (2) di vedere quali sono le tendenze riguardo ai nuovi impianti per vitigno. Su questo punto non si preannunciano buone notizie per l’Italia, dato che gli americani si stanno attrezzando a produrre in California il Pinot Grigio.


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La strategia di Constellation Brands – aggiornamento 2009

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La presentazione del nuovo piano industriale di Constellation Brands e’ un evento chiave nel mondo “corporate” del vino. E’ per questo che gli dedico un post, dove non ci sono numeri da commentare, ma piuttosto scelte strategiche; e anche mi viene da consigliare a tutti di andare sul sito a guardarsi le presentazioni (dalle quali traggo spunti e grafici del post). Constellation Brands ha deciso di cambiare registro: niente piu’ acquisizioni ma crescita organica, un maggiore focus sui marchi chiave, una riorganizzazione generale di tutta l’azienda che si spacca in due pezzi (USA/Canada e internazionale) e una decisione importante in Australia: dal paese non si esce ma si cerca in tutti i modi di rimodellare la struttura dei costi attraverso una fusione con American Vintners. Infine, in USA la distribuzione viene riorganizzata concentrandosi su un distributore per stato e cercando di sfruttare il potere contrattuale (Cbrands e’ il secondo “pagatore” dei distributori americani di alcolici dopo Diageo).


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Constellation Brands – risultati primo semestre 2009

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Constellation Brands ha riportato qualche giorno fa dei risultati piuttosto incoraggianti per il secondo semestre dell’anno fiscale e ha lasciato invariate le attese di utili per fine anno (che invece lo scorso anno aveva costantemente abbassato). Il commento dell’azienda e’ che per quanto lo scenario resti difficile, si intravedono dei segni di stabilizzazione: i principali obiettivi sono di ristabilire una crescita organica positiva e di abbassare il debito (cosa che negli ultimi 2 trimestri non e’ peraltro successa, se non per motivi stagionali). Alcuni dati che si riferivano al segmento vino a livello di margini non saranno da ora in avanti piu’ commentabili, perche’ l’azienda ha deciso di fondere la divisione vino con quella di superalcolici: restano i dettagli dell’andamento a livello di fatturato.


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Rapporto sullo stato dell’industria del vino USA 2009-10

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Fonte: Silicon Valley Bank
Questo studio e’ stato presentato al Vinexpo e si concentra sull’evoluzione attesa del settore del vino americano nei prossimi anni. Ci sono considerazioni molto interessanti e c’e’ un sondaggio dove escono degli spunti piuttosto sorprendenti. In un quadro che resta in generale positivo, con i consumi di vino in costante crescita e molto al di sotto degli standard occidentali, lo studio mette in luce le principali difficolta’ che stanno incontrando i produttori/distributori: (1) non si vendono piu’ i vini da oltre $50 alla bottiglia; (2) le vendite nei ristoranti vanno male; (3) non si trovano finanziamenti; (4) il mercato dei vini da collezione continua a calare; (5) la distribuzione continua a ridurre il numero di marchi trattati; (6) il quarto trimestre 2008 e’ stato il peggiore che si ricordi per il segmento dei vini di qualita’.


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In questo scenario negativo, ci sono alcuni punti incoraggianti: (1) il mercato del vino americano va verso un eccesso di domanda che dovrebbe sostenere i prezzi; (2) nel corso del 2009, soprattutto dopo il primo semestre le vendite dovrebbero stabilizzarsi; (3) i consumi di vino continuano a salire. In questo momento, dai sondaggi i produttori meno preoccupati sembrano quelli che producono volumi elevati di vino di qualita’ medio-bassa: grazie anche al minore costo delle materie prime, questi produttori sembrano godere del “trading-down” dei consumatori verso vini meno costosi. Inoltre, i prezzi delle materie prime sono calati, rendendo i margini di produzione piu’ interessanti che nel 2008.

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