USA


Constellation Brands – risultati primo trimestre 2010

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Constellation Brands ha chiuso il primo trimestre 2010 con risultati piuttosto deludenti dal punto di vista operativo, anche se l’utile netto e’ stato in linea con le attese del mercato. Coerentemente con quanto l’azienda aveva pianificato, e’ iniziato il programma di riacquisto delle azioni, che ha comportato un esborso di 300 milioni di dollari. A cio’ si deve l’incremento del debito, dopo una serie molto lunga di trimestri consecutivi di riduzione. Il mangament si e’ dichiarato contento per questa strategia “di crescita nei segmenti profittevoli”. Cioe’ si cresce soltanto dove si fanno piu’ soldi. Tutto allineato alle aspettative del management a quanto pare. Dal punto di vista commerciale hanno lanciato un Riesling tedesco, un Malbec nel Black Box (cioe’ il Bag in Box), uno spumante nella linea Robert Mondavi e un Pinot Grigio sotto il marchio Arbor Mist.



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Constellation Brands – risultati 2009

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Constellation Brands ha chiuso l’esercizio 2009-10 con risultati sostanzialmente in linea con le attese del mercato e ha fornito come d’abitudine le indicazioni sul prossimo anno fiscale (2010-11). E qui sta la nota dolente: il management ha indicato una forchetta di utile per azione tra 1.53 e 1.68 dollari per azione, rispetto a 1.69 raggiunto nel 2009 (+6% sui 12 mesi a febbraio 2008). In poche parole, il leader mondiale nel segmento del vino non si aspetta di fare nel 2010 piu’ utili di quelli fatti lo scorso anno. Di piu’, questa indicazione e’ largamente al di sotto delle aspettative del mercato, che stavano intorno a 1.78 dollari per azioni. Conclusione: il management is aspetta un calo degli utili del 5% circa, contro una aspettativa di mercato di un incremento del 4% circa. Conseguenza: il titolo ha subito un calo in borsa piuttosto significativo.



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USA – vendite al dettaglio di vino nel 2009

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Il Wine Institute americano ha pubblicato i dati sull’andamento del mercato americano del vino nel 2009, dove e’ evidente la tendenza a scegliere vini meno costosi (trading down). Principali conclusioni: (1) i consumi di vino a volume in USA sono ancora in crescita, anche se piu’ moderata; (2) il valore del vino consumato al dettaglio e’ in calo per un forte fenomeno di trading down; (3) i vini californiani, in questo contesto, si comportano meglio nel mercato locale, dove vengono venduti a un prezzo medio inferiore alla media, mentre subiscono un calo significativo delle esportazioni a volume (gia’ visto in un post precedente); (4) gli americani si stanno sempre piu’ orientando sui vini rossi a discapito dei vini rosati e, a guardare i numeri del 2009, anche a discapito dei vini bianchi.



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Le esportazioni 2009 dei principali paesi produttori di vino

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Oggi provo a fare un breve riassunto dell’andamento dell’export 2009 dei principali paesi del mondo, a valle dei dati sull’export americano. Come sottolinea anche OIV il 2009 e’ stato il primo anno in cui il commercio mondiale di vino e’ sceso. In questo campione che include Francia, Italia, Spagna, Australia, Cile, USA, Sud Africa e Argentina, il calo e’ stato del 2% per i volumi e dell’11% per i valori, espressi in euro. In questo contesto discendente, l’Italia diventa il leader indiscusso nei volumi esportati con 19.5m/hl, mentre rafforza la sua posizione di n.2 del mercato mondiale del vino dietro la Francia. Una posizione, questa, che difficilmente sara’ migliorata (i francesi fanno il 60% piu’ di noi con il 23% di volume in meno) o minacciata (dietro di noi vengono spagnoli e australiani che hanno ben pochi motivi per sorridere). Quindi tutto sommato le esportazioni italiane sono andate bene relativamente al resto, un pochino aiutate anche dal rafforzamento del dollaro. Il problema dell’Italia e’ che un vero n.2 dovrebbe essere anche un solido n.2 nella qualita’, cioe’ nel prezzo mix: in realta’ n.2 nel 2009 ci siamo diventati grazie al crollo piuttosto eclatante degli australiani e nonostante le nostre stesse esportazioni siano calate come prezzo mix; siamo pero’ sotto la minaccia di americani e argentini, che mostrano un trend ascendente.



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Esportazioni di vino americano – aggiornamento 2009

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Sono stati appena pubblicati i dati 2009 relativi alle esportazioni americane di vino. Gli USA hanno avuto un andamento a meta’ tra i crolli di Francia e Spagna e la buona tenuta dell’Italia: le esportazioni a valore sono in calo del 10%, mentre a volume scendono del 15%. Ci sono due cose da dire: (1) nel corso dell’anno, il cambio non ha piu’ aiutato gli esportatori americani (anzi, il dollaro si e’ rivalutato del 5% circa, e nel 2010 potremo attenderci che possa sfavorirli ancora di piu’ (anche se questo movimento favorira’ il prezzo mix rispetto ai volumi); (2) i dati visti in prospettiva storica si leggono come una correzione a un trend di crescita che era stato eccezionale, tanto che sui 5 anni le esportazioni sono ancora in crescita del 2.4% annuo e sui 10 anni di circa il 3.7% annuo; (3) l’andamento delle esportazioni per mercato mettono in luce un forte dinamismo dell’industria vinicola americana, in particolare nei mercati dell’estremo oriente. Cina e Hong Kong stanno rapidamente diventando dei mercati di riferimento.



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