USA


Constellation Brands – risultati primo trimestre 2013

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Con l’acquisizione della birra (Gruppo Modelo, cioè la Corona) annunciata a suo tempo e completata il 7 giugno scorso, Constellation Brands sposta l’attenzione sul “nuovo gruppo” dove il consolidamento dell’acquisizione stravolgerà le vendite (che raddoppiano) e gli utili, che sono attesi crescere del 25% a fine anno. In questo modo sposta l’attenzione dai risultati del primo trimestre, che invece è oggetto del nostro interesse odierno, che ci dimostrano come anche le aziende oltreoceano sono colpite dal rincaro delle materie prime. Le vendite crescono del 4% su base comparabile (anche se il sell-out, cioè le vendite al dettaglio dei marchi CB fanno +2%), ma i margini sono erosi dai costi di produzione e dalle spese generali. Grazie all’operazione e a un calo del costo dei finanziamenti il titolo in borsa non sembra averne risentito più di tanto. Andiamo a vedere come sono andati i numeri del trimestre, che trovate nella tabella qui di seguito.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2012

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Dopo un paio di anni di assenza, riprendiamo il commento del mercato americano sui dati pubblicati da Wineinstitute.org, a loro volta presi da uno studio di Jon Fredrikson of Gomberg, Fredrikson & Associates in Woodside. Il mercato americano resta molto ben intonato sia in termini di volumi che in termini di valore. Nel 2012, il valore al dettaglio del mercato americano è stimato a 34.6 miliardi di dollari, a sua volta suddiviso tra circa 22 miliardi di vini californiani e 12.6 miliardi di dollari per il resto del mondo. I dati però ci dicono qualcosa di più. Il vino californiano sembra aver intrapreso la strada della qualità. Anche se la quota di mercato a volumi continua a scendere (58% nel 2012), la quota a valore sembra aver ripreso a crescere dopo un lungo declino (a favore dei prodotti importati) e una fase di stabilizzazione tra il 2007 e il 2011. Vediamo i dati in dettaglio.

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Constellation Brands – risultati 2012-13 e previsioni 2013-14

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Constellation Brands ha chiuso il 2012/2013 (febbraio 2013) in bellezza, con un ultimo trimestre in crescita dell’8% in termini organici, che porta la cifra finale al +3%, con un primo semestre stabile e un secondo semestre in crescita. Gli investitori sono stati soddisfatti dei risultati e il titolo ha continuato a crescere, approcciando ormai la soglia dei 50 dollari per azione e superando i 9 miliardi di dollari di valore di borsa. Che cosa succederà nel 2013 (febbraio 2014 per i conti)? (1) a partire dal secondo trimestre, Cbrands si attende di consolidare le operazioni acquisite nella birra (il 50% rimanente di Crown imports oltre alle attività produttive), il che dovrebbe far cambiare faccia al conto economico. Un un “pro-forma” 2012 Cbrands nella nuova configurazione avrebbe generato un MOL di 1 miliardo di dollari invece dei 630 milioni che effettivamente risultano; (2) le attività nella birra ci si attende possano crescere intorno al 5% (“mid-single digit”) con margini in miglioramento per l’integrazione produttiva; (3) nella parte che a noi più interessa, il vino e gli spirits, CB conta di continuare a guadagnare quota di mercato in USA, anche se i margini saranno sotto pressione per l’aumento del costo delle materie prime. Se prendiamo le indicazioni che hanno dato, ci si deve attendere un utile rettificato tra 460 e 520 milioni di dollari rispetto al dichiarato di 388 milioni del 2012 (che rettificato per gli oneri non ricorrenti raggiungeva i 440-450 milioni). Come dicevo prima, il mercato continua a premiare la strategia del gruppo con continui rialzi…

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I consumi di vino nel mondo – stima OIV 2012

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Checchè se ne dica, la conclusione di questo post è chiara: i consumi di vino a livello globale non crescono più. E’ altrettanto vero che la produzione scende più velocemente e che ci sono i famosi “usi industriali” del vino (cioè tutto quello che non è bevuto ma per esempio distillato) a tenere il mercato in equilibrio (o forse in leggero deficit). La conclusione è ovvia: di mercati sufficientemente grandi che continuano a crescere ne sono rimasti due: la Cina e un po’ gli USA. E volendo essere un po’ schizzinosi, potremmo dire soltanto la Cina, dove peraltro vale la pena notare che si bevono principalmente il loro vino, dato che dei 17-18 milioni di ettolitri consumati soltanto 3-4 milioni sono importati. Ma passiamo oltre. Secondo l’ultimo rapporto OIV i consumi sono 240-250milioni di ettolitri, diciamo 245.3 milioni, +0.5% sul 2011 che a sua volta faceva un sonoro +0.7% sull’anno precedente. Quindi non si cresce più. Come mai? Oltre al vecchio discorso del calo dei consumi in Italia e Spagna (in Francia sembra abbiano cambiato idea da qualche anno e i consumi sono ripresi a salire, secondo OIV), si aggiunge lo stop alla crescita in alcuni mercati chiave come il Regno Unito, il Brazile e i Paesi Nordici. Vediamo nel dettaglio i numeri di OIV.

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Produzione di vino nel mondo – aggiornamento OIV 2012

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Presentiamo oggi i dati di produzione mondiali appena rilasciati da OIV. Si tratta del secondo set di dati relativo al 2012, dopo la prima stima formulata a fine 2012. La nuova stima è leggermente superiore alla precedente con 251 milioni di ettolitri (erano 248 milioni nella prima stima). Si tratta sempre di un netto calo rispetto ai 267 milioni di ettolitri del 2011 (anch’essi rivisti da 264 milioni del precedente report). In un post nei prossimi giorni vedremo come si confronta con i consumi mondiali, che OIV prevede siano stabili intorno ai 245 milioni di ettolitri (prima di considerare gli usi industriali). Le stime sono state cambiate in modo molto significativo per i paesi europei e per il Cile (strano ma vero, dato che i numeri dei produttori “sud” dovrebbero essere già stabilizzati). La conclusione è piuttosto semplice: la vendemmia 2012 sembra essere migliore delle prime stime in Francia e Cile, peggiore in Italia (sul piede dei 40 milioni di ettolitri, come già sappiamo bene) e non così catastrofica in Francia. Analizziamo brevemente i numeri.

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