Spumanti


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento novembre 2018

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Mentre escono le prime indiscrezioni sull’export di vino francese 2018 (visto in crescita del 2.5-3% a 9.3 miliardi – io sto aspettando i dati dettagliati di DISAR che usciranno verso fine mese), venerdì ISTAT (www.coeweb.istat.it) ha rilasciato i dati per l’Italia di novembre. Dato il livello stabile sull’anno precedente, siamo ormai indirizzati verso una chiusura 2018 tra il +4% e il +4.5%, con incremento del 12-13% dei vini spumanti e un livello sostanzialmente stabile per i vini in bottiglia. Quindi stiamo per chiudere un po’ meglio dei francesi, anche se vale la pena ricordare che nel 2017 era successo il contrario, con il nostro +7% che si confrontava con il +9% del leader. Insomma, un anno che si chiude in maniera dignitosa, viste le preoccupazioni circa la scarsità di vino della vendemmia 2017. Nel 2019 ad aiutare le nostre vendite (e quelle dei francesi) ci sarà nella prima parte dell’anno il cambio fortemente rivalutato del dollaro. Come vedete nel grafico sopra (che rileva la crescita dei primi 11 mesi dell’anno contro il periodo precedente, in euro), la crescita più sostenuta tra i maggiori mercati è proprio quella della Francia, mentre nel grafico a seguire noterete che Russia e Svezia sono i mercati più dinamici per gli spumanti. Passiamo a commentare qualche numero in dettaglio.

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La tassazione del vino nell’Unione Europea – dati 2018

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L’argomento delle tasse sul vino è sempre delicato e, come per la maggior parte delle materie fiscali, non esiste una coerenza a livello europeo. I dati che pubblico oggi rappresentano la situazione a luglio 2018, tratta dal sito della comunità europea e segnalata da Gavin Quenney. Le tasse si esprimono in due forme: le accise applicate “per ettolitro”, che nel post sono rielaborate in equivalente per bottiglia da 0.75, e come per la maggior parte dei prodotti, l’IVA. Come potrete vedere dalle tabelle non tutti i paesi applicano le accise, diciamo che non lo fanno i paesi produttori di vino come Francia, Spagna e Italia, mentre ovviamente il vino è quasi unanimemente considerato un prodotto di consumo e dunque gli si applica l’aliquota IVA ordinaria, che viaggia in media intorno al 20-21% (22% come sapete in Italia). Per definire “quanto sono le tasse nella bottiglia di vino”, abbiamo definito tre fasce di prezzo, 5, 10 e 30 euro, espresse come prezzo della bottiglia prima delle tasse e su quello abbiamo calcolato l’impatto delle tasse. In media la tassazione sul vino fermo “aumenta” il prezzo di una bottiglia di vino fermo del 36% se costa 5 euro e del 23% se costa 30 euro. Nel caso dei vini spumanti, come potete apprezzare dal grafico sopra, si sale al 44% e 25% rispettivamente. Come anticipavo sopra, i paesi nordici che non producono vino e forse hanno anche problemi più rilevanti dei nostri di alcolismo tassano il vino per oltre il 50% del suo prezzo “ex tasse” con pesanti accise, mentre noi produttori siamo decisamente più orientati a considerare il vino come un normale prodotto di consumo. Vediamo qualche dettaglio.

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LVMH divisione vino – risultati 2018

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Dopo settimane di dubbi, preoccupazioni e timori sull’andamento del mercato dei beni di lusso in Cina, la pubblicazione dei risultati del gruppo LVMH a fine gennaio è stata talmente rassicurante da far balzare il valore di tutti i titoli del settore. A “tirare” sono le borsette e le scarpe, non in vino però. Soprattutto il vino fermo. Guardando i numeri dell’anno va considerato l’andamento particolarmente debole dei primi 6 mesi. La divisione vino e Champagne chiude quindi con 2.37 miliardi di euro di vendite, +1.2%, con un secondo semestre stabile ma con volumi in forte deterioramento soprattutto nel segmento vino. La visione strategica non cambia: sviluppo costante, investimenti stabili rispetto al fatturato e lungo termine in mente. Di certo, la divisione è quella meno performante del gruppo e a tenere in piedi il tutto è il Cognac, che ha ripreso a crescere. Nel caso del vino e dello Champagne, come potete apprezzare dai grafici allegati, i profitti sono inchiodati al livello del 2015, pur con invidiabile margine del 27.4%. In conclusione: numeri non bellissimi ma nel contesto di operazioni che hanno margini, visibilità e ritorno sul capitale impareggiabili. Passiamo ad analizzare i dati.

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Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2018

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Il mercato italiano del vino, visto come vendite al dettaglio nella GDO, è continuato a crescere anche nel quarto trimestre del 2018, anche se si è verificata una inattesa decelerazione delle vendite di spumante (stabili nel trimestre) e un leggero miglioramento per i vini fermi, guidati da un robusto effetto prezzi già visto nei trimestri precedenti. Il quadro di insieme del 2018 è però anche l’obiettivo del pezzo di oggi e la conclusione non può che essere positiva, dato che le vendite sono cresciute del 2.8% a 2.4 miliardi di euro, nonostante un calo del 3.6% dei volumi venduti (a 7.3 milioni di ettolitri). Se dovessi fare un commento, direi che il calo dei volumi è una tendenza secolare che deriva dalle abitudini dei nuovi consumatori, mentre l’incremento delle vendite non è scontato in un mercato come quello italiano, dove l’unica cosa che cresce forte è il debito pubblico. Tornando ai nostri numeri, l’anno vede una crescita leggermente più marcata per i vini bianchi rispetto ai rossi (ma poca roba), dei vini meno pregiati (IGT e altri rispetto ai DOC/DOCG, ma di nuovo poca roba) e dei vini Charmat secchi (leggi Prosecco) rispetto ai dolci (sempre in caduta) e al “metodo classico” che invece ha avuto un anno di consolidamento dopo i dati positivi del passato. Nell’ambito di numeri che restano positivi mi sembrano tutti segni che i consumatori stanno cercando di “spendere un po’ meno”. Passiamo ai dati.

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Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2017

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Il Sud Africa sta continuando in un percorso di graduale riduzione delle superfici vitate e di incremento delle rese per ettaro. Anche nel 2017 la base ampelografica è calata di 1300 ettari a 94500 ettari totali, mentre la produzione di vino è cresciuta del 2% a 9.2 milioni di ettolitri. Il focus della produzione si è ormai spostato verso i vini bianchi (55% della superficie vitata e 66% della produzione totale), con due vitigni fondamentali: lo Chenin Blanc e il Clombard, e uno in crescita, il Sauvignon. Le esportazioni di vino vanno nella medesima direzione, naturalmente, con un significativo incremento dei vini bianchi. Il mercato resta bilanciato per circa il 50% del vino all’esportazione e l’altro 50% destinato al mercato interno. Stenta invece a decollare la produzione e l’esportazioni di vini spumanti. Passiamo a una breve rassegna dei dati.

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