Spumanti


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2019

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Le esportazioni di vino riprendono forza in Aprile con un dato molto positivo (+9%) supportato da due aspetti: 1) la tempistica delle feste Pasquali che probabilmente ha fatto spostare spedizioni di spumanti da marzo (stabile) ad aprile (+14%); 2) la rinnovata forza delle esportazioni di vini in bottiglia, supportata dalla ripresa dei volumi (+9% e +10%) rispettivamente. Dal punto di vista geografico, l’idea di fondo che gli USA debbano crescere più della Germania e che il Regno Unito debba calare non si confermano in questi dati (anche se UK è sceso in Aprile). Sul dato più stabile dei primi 4 mesi sono 4 mercati a supportare il nostro export: Germania, Regno Unito, Olanda e Giappone. Passiamo a commentare qualche numero.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2019

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Le esportazioni di spumante nel primo trimestre sono visibilmente rallentate rispetto al passato, forse anche a causa dello spostamento della Pasqua in Aprile rispetto alla fine di Marzo. In un trimestre poco significativo dal punto di vista stagionale, la crescita del 6% (322 milè ormai legata soltanto al Prosecco, che continua la sua corsa (+21%), mentre tutti gli altri spumanti (che oramai sono un terzo del totale, almeno nel primo trimestre), hanno perso circa il 15% delle esportazioni. Nel complesso, i due principali mercati per gli spumanti italiani sono in crescita tra il 4% (USA) e il 5% (Regno Unito), mentre i principali mercati dell’Europa continentale sono in crescita del 5-6% ad eccezione della Germania. Nel trimestre va poi menzionato il calo del Belgio, compensato dalla forte crescita del Giappone, ma si tratta di andamenti più legati alla tempistica delle consegne che non a veri cambiamenti strutturali, vista l’esiguità dei numeri in gioco. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2019

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Il primo trimestre 2018 si chiude con un incremento del 4% delle esportazioni italiane di vino, frutto di un sostanzioso rimbalzo dei volumi (+8%) e di un sostanzioso incremento in alcuni mercati come il Regno Unito (+16%), il Giappone (+19%) e i Paesi Bassi (+16%), mentre sono in chiaro rallentamento sia il mercato americano che quello tedesco, anche se non ancora in territorio negativo. La particolarità di questi dati sta però nel fatto che gli spumanti hanno avuto una partenza lenta (+6%), non tanto legata al Prosecco quanto alla debolezza delle altre categorie; la Pasqua spostata di 20 giorni in avanti potrebbe avere sortito un effetto, ma certamente il 2019 si apre con un grosso punto di domanda sulla sostenibilità della crescita della categoria. Passiamo ai dati.

 

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Vranken Pommery – risultati 2018

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La ripresa delle vendite e dei margini di Lanson BCC già intravista nel primo semestre è continuata anche nel secondo e ben più critico periodo dell’anno, con una ulteriore accelerazione. Di conseguenza, dopo anni di prestazioni ben poco convincenti (soprattutto dal punto di vista economico), il 2018 è finalmente un anno di crescita del 6% per le vendite e dell’8% per l’utile. Anche se il debito cresce leggermente, si mantiene sotto il valore del magazzino e incamera una accelerazione sia degli investimenti (che includono un’acquisizione di alcuni ettari di vigneto per 8 milioni di euro) che del dividendo (dopo diversi anni di stabilità). L’unico dubbio è l’origine di questa crescita, tutta di matrice francese ed europea, che potrebbe non essere sostenibile nel futuro (soprattutto il balzo in Europa nel secondo semestre), anche se lo sforzo sia nella distribuzione che nel miglioramento dell’offerta diretta al consumatore è stato importante. Come sempre, l’azienda non fornisce indicazioni sul 2019, anche se la strategia prosegue sulla stessa linea. Passiamo ad analizzare qualche numero insieme.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2019

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Anche il secondo mese del 2019 porta notizie moderatamente buone per il commercio estero di vino supportato da una decisa ripresa di volumi. Nonostante le crescenti pressioni nel trade mondiale, febbraio chiude con una crescita del 3%, che porta il bimestre a +5%. Considerando che il periodo non è favorevole per noi che siamo spinti dagli spumanti, più pesanti nella seconda parte dell’anno, non c’è da lamentarsi. I dati sono certamente aiutati dal cambio favorevole. La rivalutazione dell’euro sul dollaro è stata nel primo trimestre intorno all’8% e il secondo trimestre probabilmente segnerà ancora un +5/6%. In questo senso, i dati di export verso gli USA, vengono differentemente letti dalle due parti dell’oceano: dal nostro lato “euro”, si tratta di una crescita del 5% nel bimestre, dal lato “dollaro” si tratterebbe di un calo del 3% circa. Oltre agli USA anche la Germania e, soprattutto, il Regno Unito sono cresciuti più della media, forse nell’ultimo caso come effetto di anticipazioni di acquisti in relazione al rischio Brexit. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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