Spagna


Baron de Ley – risultati 2015

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Meno utili ma più generazione di cassa. Questo può essere un riassunto efficace dell’annata 2015 di Baron de Ley, che ha visto il fatturato riprendere vigore e superare i 90 milioni di euro (non lo faceva dal 2007) ma un calo dei margini che il management ha associato al rincaro dei costi delle materie prime e alla svalutazione del valore del vino in magazzion. Tutto ciò non ha però intaccato la generazione di cassa, che in una annata senza riacquisto di azioni e pagamento di dividendi, ha toccato quota 30 milioni di euro, non male per un’azienda che ha un valore di borsa inferiore a 500 milioni di euro. Infatti, nell’ultimo anno, le azioni sono cresciute del 19%, meglio di tutte le altre piccole aziende europee del segmento vino quotate (Advini +8%, Masi 0%, Italian Wine Brands -7%). Con 140 milioni di euro di cassa netta Baron de Ley potrebbe comperarsi il 30% del capitale (come peraltro ha fatto per diversi anni). Chissà che cosa succederà nel 2016… per ora andiamo ad analizzare i dati.

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La produzione di vino nel mondo 2015 – aggiornamento OIV

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I dati aggiornati di OIV sulla produzione di vino 2015 non hanno portato sostanziali novità. Diciamo che la parola d’ordine sembra “stabilizzazione”. Stabilizzazione della superficie vitata mondiale, che sembra aver toccato il punto di minimo nel 2011-2012 a poco meno di 7.5 milioni di ettari vitati e ora veleggia a 7,534,000 ettari; stabilizzazione della produzione di vino che tra alti e bassi locali negli ultimi due anni è stata di 270 milioni di ettolitri circa, cinque più, cinque meno. Stabilizzazione anche dei consumi, che mai si sono ripresi dalla botta della crisi 2009, e stanno sempre intorno ai 240 milioni di ettolitri annui (magari ci facciamo un post più avanti quest’anno). Tornando all’argomento del giorno, la produzione 2015, l’ultima stima da 274.4 milioni di ettolitri, 6 in più del 2014, ma uno in meno rispetto a quello che era uscito a ottobre dell’anno scorso. L’Italia continua ad essere in cima alla lista, con 49.5 milioni di ettolitri (vi ricordo che ISTAT ha fornito una indicazione di 48.2 milioni di ettolitri per la produzione di vino, incluso mosti). Questa piccola discordanza mi serve per ricordarvi che i dati OIV che trovate in questo post differiscono in modo SOSTANZIALE con quelli che commentiamo dalle fonti dirette nazionali di produzione e che finchè non troverò il tempo (ma soprattutto il modo) di fare una “fonte Inumeridelvino”, continueremo a tenere i dati OIV sulla produzione mondiale “così come sono” anche se per alcune annate sembrano effettivamente fuori luogo. Passiamo a commentare i dati.

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Spagna – produzione di vino 2015

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La produzione di vino in Spagna nel 2015 ha subito un leggero calo, riportandosi più in linea con le medie storiche degli ultimi anni. I dati  che analizziamo oggi, 37 milioni di ettolitri di vino e 5 di mosti, mostrano un recupero in valore assoluto dei volumi di vini di qualità, DOC IGT e varietali, a spese della produzione di vini da tavola, che toccano il loro minimo storico all’11% della produzione totale di vino. Se questa qualità in crescita sarà riconosciuta dal mercato è prevedibile un buon anno per le esportazioni spagnole, con un recupero del prezzo medio di vendita che attualmente, essendo ben sotto 1.50 euro al litro, è il più basso tra i paesi che esportano vino. Andiamo dunque a leggere insieme i dati del Ministero dell’Agricoltura iberico.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2015

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Come commentava qualche settimana il settimanale “il Corriere Vinicolo”, le esportazioni italiane potevano fare meglio. Il confronto con i grandi paesi produttori che proponiamo oggi lo mette chiaramente in luce, mostrando un andamento inferiore a quello della Francia, ma soprattutto un deterioramento nella seconda parte dell’anno, quando l’impatto del cambio ha raggiunto il suo massimo e le esportazioni italiane invece di accelerare hanno rallentato il passo. Tutto ciò è emerso nonostante il secondo semestre sia quello degli spumanti, il vero traino dell’export. Prima di addentrarci nei numeri, vi segnalo che i dati di questo aggiornamento sono migliorati rispetto ai precedenti grazie al contributo di UN Comtrade, che mi ha permesso di mettere a posto qualche serie un po’ zoppicante. Tornando ai dati, l’Italia resta saldamente al secondo posto “mondiale” nel commercio di vino, sia per quanto riguarda il valore (seconda alla Francia) che per quanto riguarda il volume (seconda alla Spagna). Nel grafico sopra noterete come se parametrati all’export di primi 11 paesi esportatori (ne ho aggiunti un paio…), siamo passati dal 22.1% al 21.6% dopo diversi anni di crescita quasi costante. Passiamo ai dati.

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Spagna – esportazioni di vino, aggiornamento 2015

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Le esportazioni spagnole hanno rallentato un po’ rispetto al ritmo del primo semestre, raggiungendo a fine 2015 il valore di 2.7 miliardi di euro, il 4.3% in più del 2014. Giusto per confronto a fine giugno la crescita era stata del 6% circa. A determinare il rallentamento sono stati i vini sfusi, che sono passati da un incremento del 7% a fine giugno a un calo dell’1% a fine anno, mentre dopo un pessimo 2014 si stanno finalmente riprendendo le esportazioni di spumante. La Spagna si conferma comunque leader assoluto nei volumi, oltre 24 milioni di ettolitri rispetto ai 20 dell’Italia e ai 15 circa della Francia e, a differenza dell’Italia, sembra essere riuscita a trovare la strada giusta per crescere in Cina, responsabile da sola di quasi un terzo della crescita delle esportazioni. I dati sono molto solidi. Nessuno tra i primi 10 mercati è in calo. Gli unici paesi che mostriamo nella nostra tabella con un dato negativo sono l’Italia e il Portogallo: per quando riguarda il nostro paese si tratta di un ritorno alla “normalità” dopo un dato molto positivo dei primi sei mesi, segno della forte erraticità dei rapporti import export di vino tra il nostro paese e la Spagna. Analizziamo insieme i dati in dettaglio.

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