Sartori ha ripreso a crescere nel 2010, mettendo a segno un incremento delle vendite del 4% ma soprattutto una forte ripresa dei margini. E, aggiungerei, un importante successo nel mercato italiano, dove nel 2010 le vendite sono cresciute piu’ che all’estero. Sartori e’ tipicamente un esportatore, dato che il 76% delle vendite va fuori dall’Italia. Nel 2010 l’azienda ha pero’ ampliato il portafoglio clienti nella grande distribuzione (70% delle vendite italiane) ed e’ riuscita a far crescere le vendite del 13% a volume e del 6% a valore. Nel 2010 il debito e’ sceso: se lo mettiamo insieme alla ripresa dei margini l’immagine 2010 di Sartori e’ di un rafforzamento sostanziale. Nel 2011 secondo gli amministratori le vendite dovrebbero continuare a crescere sia in Italia che all’estero.
Sartori
Sartori – risultati e analisi di bilancio 2009
nessun commentoSartori ha archiviato un 2009 particolarmente difficile. Non soltanto il fatturato ha mostrato un calo del 15%, ma i margini non hanno positivamente risentito del minor costo delle materie prime a causa dell’esposizione dell’azienda a mercati in forte crisi come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Il bilancio ha quindi chiuso praticamente in pareggio, con un indebitamento stabile e un ritorno sul capitale ormai sceso dal 30% e piu’ del 2007 e annate precedenti a circa il 5% del 2009. Come vede il 2010? Un altro anno difficile, soprattutto in mercati come il Regno Unito, dove e’ esasperata la concorrenza sul prezzo, mentre a quanto sembra ci sono migliori possibilita’ in USA e in Italia dove Sartori e’ relativamente sottoesposta, soprattutto se consideriamo la sua dimensione estera. In Italia, Sartori prevede un anno difficile con (1) continuo calo delle presenze nella ristorazione; (2) lo strapotere negoziale della grande distribuzioni sui contratti con volumi elevati.
Sartori – risultati e analisi di bilancio 2008
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Nel 2008 Sartori ha continuato il suo percorso di crescita spinto dalle vendite fuori dall’Italia, che continuano a rappresentare oltre l’80% del fatturato e nonostante un lieve calo sul mercato domestico (-3%). I numeri del 2008 mettono pero’ in luce una riduzione piuttosto significativa dei margini che portano l’utile netto a dimezzarsi rispetto al 2007. La struttura finanziaria dell’azienda mostra qualche segnale di deterioramento a causa del capitale circolante, che sale di 3 milioni di euro principalmente a causa della riduzione dei debiti verso fornitori. La minore generazione di cassa ha poi determinato un incremento del debito da 5 milioni di euro a poco meno di 8 milioni, un livello ancora sotto controllo (2.5x debito/MOL) ma senz’altro molto diverso da quello del 2007 (1x). La combinazione di minori utili e maggiore capitale investito ha cosi’ determinato un calo del ritorno sul capitale, che resta peraltro nell’ordine del 15-16%, un livello di tutto rispetto.

Cosa prevede Sartori per il futuro? L’azienda e’ cosciente del momento molto difficile ma ha deciso di non rivedere i suoi piani. Il piano di investimenti sulla nuova area logistica va avanti, nuovi prodotti verranno lanciati e non verranno effettuati particolari sconti sul listino per spingere le vendite. Inoltre, le previsioni di investimenti commerciali in pubblicità sono confermate. Non vengono date indicazioni specifiche sui risultati attesi.
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