risultati H1-10


Advini – risultati primo semestre 2010

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Con un po’ di fatica sono riuscito a trovare il bilancio semestrale di Advini, che e’ poi la vecchia Jean Jean fusa con il gruppo Laroche. Il nuovo gruppo ha cominciato a lavorare insieme a inizio gennaio e i primi numeri del semestre sembrano promettenti. Le vendite del 2010 forse non raggiungeranno proprio i 200 milioni inizialmente promessi, ma questo sara’ probabilmente dovuto al forte processo di riduzione delle scorte di Laroche nella distribuzione che sta un pochino limitando le vendite. Il debito e’ salito a 86 milioni in seguito all’acquisizione (e parzialmente compensato da un aumento di capitale), ma i profitti cominciano a muoversi nella giusta direzione.



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Cottin Freres – risultati primo semestre 2010

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La storia di Cottin Freres e’ particolarmente interessante, perche’ ci fornisce la visione di una azienda medio-piccola, concentrata sui vini di qualita’. Avevamo lasciato la storia con i risultati a settembre 2009 e con un anno terribile, anche a causa della svalutazione del magazzino. Ci ritroviamo oggi con un bilancio semestrale (chiuso a marzo 2010) che continua sulle linee tracciate a fine 2009 e cioe: taglio dei costi per recuperare i margini (obiettivo centrato), riduzione del magazzino per ridurre i debiti (debito quasi annullato) e ritorno al pareggio di bilancio (raggiunto). Quindi Cottin Freres e’ riuscita nella cura dimagrante per resistere alla crisi. Il punto debole e’ sempre il medesimo: l’andamento commerciale continua a essere pessimo, con un calo delle vendite del 20%, dovuto alla caduta dell’ultima roccaforte del gruppo, il mercato francese. E il punto debole non sembra essere in riassorbimento: l’azienda ha mantenuto un profilo prudente, lasciano invariata la stima di chiudere in pareggio il 2010, come gia’ aveva anticipato qualche mese fa. Viste le grandi perdite dello scorso anno, sarebbe gia’ un bel risultato.



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Champagne: risultati principali aziende primo semestre 2010

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Le aziende dello Champagne hanno intrapreso la via della ripresa. Lo hanno fatto pero’, per ora, in modo non molto profittevole, a parte il leader LVMH. Analizziamo oggi i dati di Lanson Boizel Chanoine, Laurent Perrier, Vranken Pommery e del leader LVMH. Le aziende hanno marchi diversi e hanno seguito strategie diverse. Da un punto di vista puramente commerciale, la ripresa si e’ materializzata con un incremento delle vendite annue a giugno di circa il 9% rispetto al livello di fine anno. Chi pero’ e cresciuto di piu’ non e’ riuscito a trasformare le maggiori vendite in profitti. Anzi, possiamo concludere che per ora l’unico operatore che ha fatto vedere un reale rimbalzo degli utili (manca all’appello Laurent Perrier che chiude a fine settembre) e’ il colosso LVMH. Invece, Vranken Pommery ha fatto registrare un balzo delle vendite del 45% nel semestre e quindi del 15% sull’anno mobile ma non ha registrato alcun progresso nelle vendite: e’ oggi l’operatore meno profittevole tra quelli che analizziamo, con un margine del 10% circa negli ultimi 12 mesi.



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Constellation Brands – risultati primo semestre 2010

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I risultati del secondo trimestre del colosso Constellation Brands sono stati accolti in modo molto favorevole dal mercato. Il gruppo si sta rimettendo sulla strada giusta. In breve: (1) in USA la rifocalizzazione dei distributori (sul 60% del mercato dell’azienda) sta cominciando a dare i risultati sperati e la quota di mercato sembra in aumento, nonostante la debolezza persista nel canale dei ristoranti; (2) in Europa e Australia il taglio dei costi procede spedito e, seppure le perdite permangono, queste sono meno significative del passato; (3) la generazione di cassa e’ buona, tanto che Constellation e’ riuscita a ricomprarsi azioni proprie per 300 milioni di dollari nei primi 6 mesi dell’anno senza far crescere il debito. Sono ora di fronte al terzo trimestre dove normalmente il debito scende essendo il periodo piu’ favorevole dell’anno. Constellation quindi generera’ piu’ cassa di quanto aveva annunciato inizialmente e questo, insieme ai tassi di interesse bassi, consentira’ di centrare gli obiettivi di utile.



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Baron de Ley – risultati primo semestre 2010

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Baron de Ley ha cominciato a intravedere qualche segno di ripresa nel corso del primo semestre 2010. A supportare le vendite del gruppo spagnolo sono state le esportazioni, mentre il mercato spagnolo ha continuato a essere molto debole. Il secondo segnale di ripresa e’ l’aumento delle vendite di vino imbottigliato (e dentro questo di quello di alta qualita’) rispetto a quello sfuso che l’anno scorso di questi tempi rappresentava l’8% delle vendite, sceso al 4% nei primi 6 mesi del 2010. Detto questo, il recupero e’ ancora molto flebile e restiamo lontani dal picco toccato nel primo semestre 2008.

La strategia dell’azienda pero’ non cambia: gli amministratori hanno trionfalmente comunicato che hanno ricomprato sul mercato azionario il 10% delle azioni e le hanno cancellate. In questo modo, anche se gli utili non si stanno riprendendo, gli azionisti possono godere di un beneficio, in quanto si siedono al tavolo degli utili in 9 invece che in 10: la fetta di torta e’ piu’ grande. Dall’altro lato, cio’ si ricongiunge a quanto ho scritto recentemente su Angolo Economico e cioe’ che molte delle grandi aziende vinicole (e Baron de Ley e’ una bandiera del vino di qualita’ spagnolo) non stanno investendo nell’attivita’ in modo significativo, preferendo vendere o come in questo caso investire nel proprio stesso capitale: troppo presuntuosi o nessuna idea?



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