risultati 2010


I risultati delle aziende vincole italiane nel 2010 – rapporto Mediobanca

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I risultati delle aziende vinicole Italiane nel 2010 (quindi escluse le cooperative) hanno mostrato un significativo recupero rispetto all’anno della crisi, il 2009. Le vendite sono cresciute del 6%, i margini sono ritornati ai livelli pre-crisi (ma non ancora ai livelli di eccellenza del 2005-2006), l’indebitamento finanziario è in leggera crescita ma tutti gli indicatori finanziari sono in miglioramento grazie all’aumento degli utili. Il segreto della performance è naturalmente fuori dall’Italia, cioè le esportazioni, che ormai stanno raggiungendo la dimensione del business in Italia: il prossimo anno si potrebbe arrivare vicino alla parità, sulla base del forte incremento delle esportazioni e dell’indagine Mediobanca che indica un progresso ulteriore del 9% (+11% estero, +7% Italia), riferito quest’ultimo alla totalità del campione. La crescita degli utili e investimenti moderati hanno poi consentito alle aziende di raggiungere un ritorno sul capitale di poco sopra il 6%: ancora poco ma non lontano dal costo del capitale.

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Baron de Ley – risultati 2010

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Baron de Ley ha mostrato dei tangibili segni di miglioramento nei conti del second semestre, che in breve sono stati caratterizzati da un recupero dei margini (minor costo delle materie prime) e da una ripresa delle vendite fuori dai confini spagnoli. Ancora meglio dei risultati in termini di utili sono i dati finanziari. Baron de Ley ha concluso il 2010 con una posizione di cassa netta di circa 11 milioni di euro rispetto ai 2 milioni di debito del 2009. Si tratta di 13 milioni di euro di generazione di cassa, cui vanno sommati i 21 milioni di euro investiti nell’acquisizione di azioni proprie (poi cancellate). Da cio’ deriva una generazione di cassa di ben 34 milioni di euro, rispetto a un numero comparabile di 21-22 milioni di euro. Quando guardate questi numeri, quindi, considerate che l’incremento del 14% dell’utile netto e’ una visione “parziale” di come sono andate le cose. E il 2011? Naturalmente continuera’ a restituire cassa agli azionisti (in gennaio 2011 ha ricomprato un altro 1.4% del capitale investendo 3 milioni di euro), mentre dal punto di vista operativo l’attenzione si spostera’ soprattutto sull’andamento delle vendite in Spagna cercando di mantenere la posizione di leadership e nello stesso tempo cercando di allargare la penetazione in nuovi mercati esteri.



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Campari – risultati divisione vino 2010

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Se e’ vero che Campari ha come strategia l’espansione nel segmento spirits e nell’Aperol il suo cavallo di battaglia, e’ altrettanto vero che la sorpresa del 2010 e’ stata la divisione vino, almeno se confrontata con quelle che erano le ipotesi di partenza. Le vendite del business vino sono balzate al massimo storico di EUR175 milioni di euro, con un piccolo contributo dall’acquisizione in Ucraina, mentre gli utili sono arrivati al massimo storico da quando l’azienda ha deciso di comunicare il “margine di contribuzione”, cioe’ dal 2007 a questa parte. Come avevamo avuto modo di commentare anche nei precedenti post sull’argomento, l’incremento dei margini non e’ tanto dovuto a un incremento del margine industriale quanto a una forte riduzione delle spese pubblicitarie, in parte non ripetibile nei prossimi anni.



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