risultati 2009


Laurent Perrier – risultati 2009 e vendite primo semestre 2010

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Abbiamo lasciato un po’ da parte le aziende dello Champagne. Torniamo oggi sui risultati 2009 di Laurent Perrier (chiusura Marzo 2010), che mostrano in pieno l’impatto della crisi. Questi numeri sono probabilmente il punto piu’ basso del percorso per il gruppo francese, con un ulteriore calo delle vendite del 5%, che pero’ e’ dovuto al calo del prezzo-mix invece che dei volumi. Di conseguenza i margini ne hanno ulteriormente risentito. Il magazzino continua a crescere e i parametri del debito si deteriorano. La ripresa e’ pero’ dietro l’angolo, dato che le vendite a giugno hanno cominciato a marciare per il verso giusto (+17%), cosi’ come era visibile anche dai numeri dell’ultimo trimestre fiscale (+18% tra gennaio e marzo 2010). Forti di questa ripresa, i manager di LP hanno rilanciato gli obiettivi di profittabilita’ che storicamente hanno sempre avuto: un margine operativo del 30% e un ritorno sul capitale investito del 15%. Hanno anche rilanciato la validita’ del modello: “The business model is built to last” si legge nell’ultima slide della loro presentazione. Nel 2007-08 c’erano quasi arrivati: 26% margine, 14% ritorno sul capitale investito. Ora sono davvero molto lontani: nel 2009-10 sono al 17% come margine e al 5% come ritorno sul capitale. L’obiettivo e’ chiaro, il tempo che ci impiegheranno a raggiungerlo un po’ meno.



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Santa Margherita – risultati e analisi di bilancio 2009

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Il bilancio di Santa Margherita e’ il primo tra le societa’ non quotate che analizziamo. La tesi che abbiamo espresso qualche settimana fa guardando ai dati di Mediobanca si e’ rivelata corretta: nel 2009 a soffrire di piu’ e’ stato il fatturato (-8%, tutto il calo e’ venuto all’estero), mentre i margini hanno sostanzialmente tenuto. Santa Margherita a livello di valore aggiunto e’ tornata al livello eccezionale del 2007 (oltre il 37%) e a livello di Margine operativo lordo e’ stato stabile al 25% se escludiamo l’incremento degli accantonamenti alle perdite su crediti. La seconda considerazione che esce da questi numeri e’ che gli spumanti sono andati molto meglio degli altri vini: sia Ca’ del Bosco che Kettmeier hanno mostrato un incremento delle vendite del 6-7% contro il -8% del resto del gruppo; non solo, i loro margini sono ulteriormente migliorati. Terza considerazione: il debito cresce: Santa Margherita continua a investire circa 7-8 milioni all’anno (contro ammortamenti di meno di 5), paga dividendi per oltre 10 milioni tra i suoi azionisti e le minoranze e, nel 2009 ha visto il suo capitale circolante aumentare di 3 milioni nonostante il calo delle vendite. Con una generazione di cassa di circa 14 milioni, il debito passa da 33 a 40 milioni. Quarta e ultima considerazione: Santa Margherita non dice nulla sulla evoluzione prevedibile della gestione, ma le vendite dei primi due mesi non recuperano (pur essendo stagionalmente irrilevanti). Comunque, anche quest’anno tutti i 9 milioni di utili saranno distribuiti agli azionisti, segno che non sono tanto preoccupati.



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Remy Cointreau – risultati annuali 2009-10

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Se Boizel Chanoine aveva riportato buoni risultati, Remy Cointreau non ha fatto lo stesso nella sua divisione Champagne. Le vendite sono calate di oltre il 20% e i magri utili operativi si sono trasformati in perdita. La strategia dell’azienda di mantenere a tutti i costi il prezzo-mix senza assecondare le tendenze del mercato si e’ rivelata probabilmente errata. In secondo luogo, va detto che per RC la divisione Champagne e’ una parte del business totale sempre meno significativa, anche se non meno critica: dopo le perdite del 2009 e’ necessario fare qualcosa, altrimenti i risultati pessimi di questa divisione rischiano di mettere in cattiva luce il valore del resto dell’attivita’. Infatti, siamo alle porte di un processo di ristrutturazione, dopo che il management ha dovuto dedicarsi nel 2009 al rilancio della distribuzione diretta, dopo la chiusura della joint venture Maxium (che vedeva come partner italiano Gancia).



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Baron de Ley – risultati 2009

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Con un po’ di ritardo analizziamo i risultati 2009 di Baron de Ley, che in effetti ha gia’ riportato i numeri relativi al trimestre 2010. Questo ci consente di dare corpo al messaggio principale, pero’: nel 2010 le cose dovrebbero andare decisamente meglio: le vendite sono cresciute del 17% e gli utili del 25%. La ripresa di Baron de Ley e’ partita nel secondo semestre e piu’ in particolare nell’ultimo trimestre. Le vendite si sono stabilizzate e i margini sono finalmente in ripresa (ultimo tremstre). Il commento piu’ importante oltre a questo, della ripresa, e’ relativo al fatto che Baron de Ley continua a investire in modo significativo piu’ nelle proprie azioni (riacquistandosi le azioni quotate in borsa) piuttosto che investire nella crescita dell’attivita’ (gli investimenti sono allineati agli ammortamenti, cioe’ centrati sul rimpiazzo degli impianti obsoleti).



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Mezzacorona – risultati e analisi bilancio 2008/09

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Commentiamo oggi i risultati del bilancio 2008-09 di Mezzacorona, la cooperativa controllante di Nosio. Cominciamo con il dire che trattandosi di una cooperativa, il bilancio chiude in pareggio per quanto riguarda la capogruppo, che pero’ consolida gli utili delle controllate commerciali. I grafici che trovate nel post sono relativi al bilancio consolidato. La cooperativa ha messo a segno un 2009 molto buono dal punto di vista commerciale rispetto alle aziende che abbiamo visti sinora, con un fatturato in crescita del 5%. I margini sono tuttavia calati, sia guardandoli dal punto di vista dei risultati ottenuti (MOL -10% in valore assoluto) che dal punto di vista del valore attribuito ai conferimenti dalla capogruppo: il prezzo di 103 euro al quintale di uva e’ in calo dell’11%, ormai il 18% sotto il valore di picco di 125 euro del 2007. La struttura finanziaria si mantiene equilibrata: il calo della generazione di cassa e’ stato compensato da una maggiore dilazione dei pagamenti ai soci conferenti, lasciando a Mezzacorona la possibilita’ di perseguire il suo piano di investimenti (EUR17m). Le previsioni sul 2009/2010 sono tuttavia piuttosto buie, dato il trend calante delle quotazioni del vino sfuso e l’incremento della competizione, che costringeranno Mezzacorona a combattere per mantenere le quote di mercato.



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