mercato del vino


Indagine sulla scelta dei vini in casa e fuori casa – Acqua Market Research 2010

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Il Vinitaly e’ una sorgente significativa di nuovi dati e soprattutto indagini. In particolare, oggi ci occopiamo del sondaggio di Acqua Market Research, condotto su 1000 individui, cui sono state fatte diverse domande sui criteri di scelta dei vini sia nei consumi domestici che fuori casa. Avendo poi appurato che i consumi sono in calo, ha anche chiesto quali sono le ragioni di questo calo. Dunque la ricerca raggiunge queste conclusioni (che non sono “conclusive”, perche’ vedremo che un altro sondaggio arriva ad altre evidenze, ma tant’e’…): (1) i tre principali fattori che influenzano la scelta di un vino sono il marchio, l’origine del vino e la denominazione di origine; (2) quando si considera il consumo fuori casa, i fattori che assumono maggiore rilevanza rispetto al consumo domestico sono il marchio, la notorieta’ del vino e la DOC, mentre e’ abbastanza curioso notare come il suggerimento del venditore e’ piu’ seguito per le scelte domestiche che per quelle fuori casa (messaggio chiaro per i sommelier dei ristoranti). Alla seconda domanda, relativa al calo dei consumi, i motivi di salute e di dieta sono largamente preponderanti, seguiti dai problemi relativi alla legislazione relativa alla guida in stato di ebbrezza. Di nuovo, quando si passa dal consumo casalingo a quello fuori casa, assumono maggiore rilevanza le questioni relative alla legge anti-alcol, al prezzo dei vini e alla dieta. Da cio’ derivano un po’ di messaggi per chi si occupa di vino, su quali potrebbero essere le ragioni dei cali del consumo.



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USA – vendite al dettaglio di vino nel 2009

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Il Wine Institute americano ha pubblicato i dati sull’andamento del mercato americano del vino nel 2009, dove e’ evidente la tendenza a scegliere vini meno costosi (trading down). Principali conclusioni: (1) i consumi di vino a volume in USA sono ancora in crescita, anche se piu’ moderata; (2) il valore del vino consumato al dettaglio e’ in calo per un forte fenomeno di trading down; (3) i vini californiani, in questo contesto, si comportano meglio nel mercato locale, dove vengono venduti a un prezzo medio inferiore alla media, mentre subiscono un calo significativo delle esportazioni a volume (gia’ visto in un post precedente); (4) gli americani si stanno sempre piu’ orientando sui vini rossi a discapito dei vini rosati e, a guardare i numeri del 2009, anche a discapito dei vini bianchi.



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Il mercato inglese del vino – aggiornamento 2009

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Guardiamo oggi brevemente i dati che Concha y Toro ha fornito sul mercato inglese del vino. Due sono le principali conclusioni: (1) il mercato e’ continuato a crescere (+2% a volume), seppur con uno spostamento dei consumi dal canale ontrade al canale offtrade; (2) la perdita di quota di tutti i maggiori esportatori di vino ad eccetto dell’Italia, del Cile, Sud Africa, Nuova Zelanda e in parte Spagna. Il mercato totale ha totalizzato 116 milioni di casse da 9 litri.



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Norvegia – mercato del vino e importazioni 2009

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Oggi scrivo un post che mettera’ il buon umore ai nostri esportatori di vino. Si tratta dell’analisi condotta da OEMV sulle importazioni di vino in Norvegia. Come voi sapete la Norvegia e’ un mercato piuttosto importante per il mondo del vino, in quanto combina una serie di interessanti caratteristiche, e cioe’: i norvegesi sono molto ricchi (petrolio) e quindi tendono a bere bene; i norvegesi hanno una cucina molto elaborata e di elevato livello (ne sono testimone); ai norvegesi piace il vino, che da loro non si produce (“poverini”, sono solo pieni di petrolio). Quindi, la Norvegia e’ un mercato significativo, che cuba circa 250 milioni di euro e quasi 800mila ettolitri. Ma soprattutto, e’ un mercato che ha subito in modo molto limitato la crisi del 2009 e, all’interno di questo mercato, il vino italiano e’ andato particolarmente bene. Da qui, ci apprestiamo a commentare una serie di grafici e tabelle celebrativi del buon andamento del nostro prodotto.



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Canada – mercato del vino e importazioni 2009

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Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in Canada hanno subito un leggero calo nel corso del 2009 (-1%), interamente legato a un peggioramento del prezzo mix. Nonostante la grave crisi finanziaria, il Canada si ripropone quindi come un mercato particolarmente interessante, anche e soprattutto per i prodotti italiani, che in questo contesto hanno mostrato un andamento piu’ che rassicurante. Probabilmente, parte di questo vantaggio deriva dalle caratteristiche molto peculiari dell’import canadese: (1) i canadesi importano soprattutto vino imbottigliato (e poco spumante); (2) i canadesi bevono vino di ottima qualita’, rispetto ad altri mercati. Il prezzo-mix medio dell’import canadese e’ di EUR3.2 al litro, un livello particolarmente elevato se consideriamo il minor peso degli spumanti.



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