mercato del vino


Mercato del vino USA: dimensione e quote di mercato per singolo stato

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Fonte: OEMV su dati Vinitrac e Impact Databank
Qualche giorno fa abbiamo analizzato le quote di mercato del vino italiano in USA in base alle fasce di prezzo. Oggi guardiamo alla geografia degli USA per capire un po’ quanto vino italiano si beve e dove (tutti i dati sono basati sui volumi). Quali sono le principali conclusioni? (1) in proporzione, il vino importato in USA si beve soprattutto sulla costa est e nel centro del paese; (2) le posizioni forti del vino italiano sono in 2-3 stati, ovvero New Jersey, New York e Michigan; (3) quando si incrociano i dati sulle importazioni con quelle sulle quote di mercato, i grandi mercati del vino italiano in USA sono senza dubbio New York, California e New Jersey; (4) in linea generale, gli americani che bevono vino in modo frequente, scelgono il vino italiano nel 10% dei casi (il 36% del vino importato moltiplicato per il 27% di penetrazione delle importazioni nel mercato); (5) l’Italia e’ il numero 1 tra i prodotti importati in tutti i maggiori stati salvo che nel Maryland, dove e’ sopravanzata dal vino australiano.




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Mercato del vino in Inghilterra – andamento ad agosto 2010

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Fonte: the wine and spirits trade association

Cominciamo oggi a tracciare un po’ meglio i consumi di vino in UK, dato che la suddetta associazione si premura di raccogliere i dati della dogana inglese e li mette a disposizione del pubblico. I numeri che guardiamo oggi partono dal 2006 e arrivano fino (all’anno mobile terminante) ad agosto 2010. Si tratta di numeri che fanno riferimento unicamente ai volumi (ettolitri/1000), ma danno una buona idea di cosa stia succedendo sul mercato, e cioe’ quanto segue: (1) Il mercato ha preso a scendere ben prima che in altri posti e oggi resta un bel 10-11% sotto il picco del 2006; (2) Il segmento degli spumanti e’ piccolo ma in crescita molto forte. Ha gia’ recuperato quasi tutto il terreno perso (-6% dal picco), mentre per i vini con oltre 15% di alcol (una piccola nicchia) il calo continua; (3) il segmento dei vini fermi sta ora viaggiando al ritmo del +2%, dopo 3 anni consecutivi in negativo, il che significa che la “forma” del recupero e’ poco piu’ che a “L”, quindi con tempi molto lunghi.



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Paesi BRIC e il vino: Hong Kong – panoramica e tendenze

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Chiudiamo la rassegna dei paesi BRIC con il non-BRIC, cioe’ Hong Kong. Come mai lo hanno incluso nello studio IWSR? Perche’ e’ una porta per entrare in Cina e perche’ il consumo di vino a Hong Kong e’ in forte crescita, sia passata che futura. Diciamo pure che con il +10% annuo atteso di qui al 2015 e con la penetrazione del vino in crescita dal 3% del 1995 al 13% del 2009, questo e’ il piu’ interessante dei mercati emergenti del vino. Posto piccolo, consumo di livello molto elevato, possibilita’ di importare vino che poi viene spedito in Cina. Proprio cosi’: se a Hong Kong si fermano 2.8 milioni di casse di vino, altre 4.5 milioni (principalmente di vino rosso) viaggiano verso la grande nazione orientale. E noi italiani? Beh, praticamente non ci siamo: nei vini spumanti veniamo dopo i francesi, gli australiani, gli americani e gli spagnoli. Ma questo non sarebbe nemmeno un problema, dato che proprio il mercato degli spumanti e’ piccolo e atteso avere una crescita asfittica. Invece siamo colpevolmente fuori dal mercato del vino fermo, che quello invece sale del 10% annuo e sara’ di 4.4 milioni di casse nel 2005: oltre a tutti quelli che abbiamo detto prima siamo anche preceduti dai cileni.



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La posizione del vino italiano in USA per fascia di prezzo – dati Vinitrac 2010

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Questa volta non sono gli americani ma gli spagnoli che fanno uno studio molto interessante sulla struttura del mercato USA delle vendite al dettaglio (offtrade), che secondo questi dati assomma nel 2010 a circa 147 milioni di casse di vino, di cui 41 milioni provenienti dall’estero e di cui circa 20 milioni di vino pregiato (oltre 10 dollari la bottiglia). Gli spagnoli lo fanno per capire il potenziale del loro prodotto. Quello che e’ interessante per noi e’ capire i punti di forza del vino italiano, che sono i seguenti: (1) una quota di mercato molto rilevante in ogni segmento del mercato, rappresentiamo quasi sempre il 30% o piu’ delle importazioni USA; (2) una forte presenza nella fascia media del mercato, dove si concentra il 70% del vino imbottigliato italiano (tra 5 e 10 dollari). I numeri sono molto interessanti e vale la pena andare a guardarli in dettaglio, anche perche’ e’ chiaro che il vero concorrente del vino italiano in USA al di fuori del vino locale non e’ la Francia ma bensi’ l’Australia, per quanto questa si posizioni in modo speculare rispetto a noi.



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Varietali e brand awareness nel mercato americano – dati Vinitrac 2010

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Da ormai diverso tempo si parla di “varietali”, cioe’ dell’identificazione del consumatore del vino in base al vitigno. Cosi’ gli americani hanno fatto uno studio per capire quali sono i vini che il pubblico conosce. Non solo, fanno anche delle statistiche per capire quali sono le innovazioni di prodotto che sono accettate, tipo confezioni diverse e chiusure diverse. Di questo vi parlo brevemente oggi, in questo post a cavallo delle vacanze natalizie.



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