mercato del vino


Le importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2014

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Oggi vi parlo di importazioni, per i primi 6 mesi del 2014. Però prima di andare ai numeri del semestre vale la pena di condividere un’analisi interessante: dunque, quando questo blog ha cominciato a raccogliere i dati di export, si partiva da una base di importazione di vino di 277 milioni di euro per il 2005, con un volume importato di 1.7 milioni di ettolitri. A giugno 2014, cioè dopo 8 anni e mezzo, i 277 milioni sono diventati 291 (e non si sono mai allontanati dai 300 anche nei momenti di massimo splendore), mentre i volumi sono diventati 2.4 milioni. Le crescite dei due aggregati, valore e volume sono state rispettivamente dello 0.6% e del 3.7% annuo. Nello stesso periodo le esportazioni sono cresciute al ritmo annuo del 6.5% e del 3%, rispettivamente per valore e volume. Focalizzandoci invece sui dati del semestre abbiamo uno scenario ancora più negativo…

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2013

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Fonte: Consejo Regulador Cava

Cominciamo oggi con due post dedicati ai vini spumanti, cioè Cava e poi Champagne. Le vendite di Cava, riportate dal locale consorzio sono simili nei principali trend a quelle dello Champagne: stasi o calo nel mercato domestico, crescita nei rimanenti mercati. A differenza dello Champagne (e degli spumanti italiani), il Cava ha un profilo internazionale più spiccato, dato che soltanto un terzo della produzione si ferma in Spagna ed è andato decisamente meglio nel mercato europeo, dove il prodotto è ancora in sviluppo. Le prospettive sembrano buone: il mercato spagnolo ha dato segni di risveglio nel primo trimestre 2014… e lì la crisi è costata circa 20 milioni di bottiglie… Ma andiamo insieme ad analizzare come si sono mosse le vendite di Cava, che nel 2013 hanno raggiunto il livello di 241 milioni di bottiglie.

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Canada – importazioni di vino 2013

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Riprendiamo il discorso con il commercio estero dopo dure giornate a sfogliare i bilanci (non è ancora finita, peraltro), per commentare i dati di import di vino in Canada, che continuano a crescere con una fantastica progressione di circa il 5% annuo negli ultimi 5-6 anni, culminati con una crescita di quasi il 6% nel 2014. Buone notizie perchè è un paese pieno di italiani. In realtà nel corso degli ultimi due anni l’Italia è riuscita soltanto a difendersi, pareggiando circa la crescita del mercato di vini importanti. Lo spazio lasciato libero dall’Australia se lo sono invece preso gli americani, che sono oggi la seconda forza in Canada dopo la Francia (che si è ripresa bene nel 2013 dopo qualche anno difficile) e prima dell’Italia, che hanno giustappunto superato nel corso del 2013. Andiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2013

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Mentre noi italiani restiamo impantanati nella crisi, i dati riportati da Wine Institute sul mercato americano ci dicono che laggiù si è chiuso con il 2013 il ventunesimo anno consecutivo di crescita del consumo di vino a volume. Non una crescita tumultuosa, ma anche nel 2013, il volume è cresciuto del 3/4% a 375 milioni di casse (34 milioni di ettolitri per usare termini a noi più vicini), per un valore di 36.3 miliardi di dollari, in aumento del 5%. Un business egualmente benigno per gli importatori e per le wineries americane, che snon cresciute anche loro al ritmo del 5% circa, con una quota di mercato del 57% del volume totale e del 64% del valore. Andiamo ad analizzare insieme i principali numeri.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2013

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Con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia degli anni scorsi, analizziamo oggi l’andamento dell’export di vino 2013 per i 9 principali paesi esportatori nel mondo. Il quadro che ne esce è chiaramente positivo per l’Italia, che si riprende il primo posto nel mondo come esportatore in volume (mentre nel 2012 la Spagna aveva superato l’Italia di 0.4 milioni di ettolitri), mentre resta saldamente al secondo posto nella “vera” classifica, quella in Euro, con 5 miliardi di export, sopratutto con una crescita superiore a quella di  tutti gli altri paesi eccetto USA e Sud Africa. In altre parole, l’export italiano ha costantemente guadagnato terreno nei confronti della Spagna e, recentemente, nei confronti della Francia. Se consideriamo che il valore del nostro export è cresciuto del 50% tra il 2006-07 e il 2013 (con in mezzo una crisi), gli obiettivi dettati dal Primo Ministro Renzi di raggiungere 7.5 miliardi di esportazioni, +50% rispetto al livello attuale, non sono così campati per aria: a questo ritmo potremmo arrivarci intorno al 2020…

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