mercato del vino


Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2015

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Le vendite al dettaglio di vino nei primi 6 mesi dell’anno sono cresciute di quasi il 2%, soprattutto grazie al contributo dei vini spumanti, che stanno accelerando anche nel mercato domestico dopo anni di successi all’estero. Questo dovrebbe, tra l’altro, essere un buon segno anche per i produttori di metodo classico che hanno (a differenza dei produttori di Asti e Prosecco) una esposizione importante del loro fatturato con la clientela italiana. Purtroppo ISMEA non ha pubblicato i dati del primo trimestre, ma soltanto quelli semestrali, ma ce li facciamo bastare. La considerazione più importante è che le vendite di vino sono calate di meno di quelle degli altri segmenti del mercato durante la crisi e ora il rimbalzo è meno evidente. La ripresa però c’è e si vede soprattutto in che cosa sta crescendo di più: i vini DOC e i vini spumanti, notoriamente più cari crescono di più degli altri vini e i vini da tavola dopo la parentesi di crescita del 2013 riprendono il percorso di calo strutturale, appesantito anche dalla correzione dei prezzi. Riassumendo i principali dati, il settore cresce nelle vendite nella GDO dell’1.8%, i vini fermi dello 0.5% e tra questi i vini DOC fanno +3.5%. Meglio tutti gli spumanti, +9%. Buona lettura.

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Vendite di vino in GDO – principali operatori, aggiornamento 2014

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Traendo spunto dal bilancio Caviro, che analizza ogni anno le vendite al dettaglio nella grande distribuzione ho raccolto i dati degli ultimi 4 anni sulle vendite in GDO per operatore e oggi possiamo commentarli con una buona mole di dati e soprattutto di storia. Per inquadrare il tema, il 2014 è stato il primo anno in cui le vendite a valore in GDO di vino sono calate. La colpa è certamente dello strutturale calo dei volumi ma probabilmente la vera novità è stata la cattiva annata climatica del 2014, che ha ridotto il consumo di alcune categorie di prodotti come i vini bianchi e i vini frizzanti. Detto questo, passando alla classifica potete vedere che il dominio assoluto è di Caviro, che in GDO ha venduto per 126 miloni di euro, oltre il doppio del fatturato del numero 2 della classifica, Cantine Riunite/CIV. La quale sarebbe comunque seconda anche se si mettesse insieme il fatturato di GIV, dato che il totale esce circa 115 milioni di euro. Caviro è anche l’azienda con il miglior ritmo di crescita sul triennio, +6% annuo composto, che si confronta con una crescita del mercato in crescita dell’1-1.5%. Prima di passare a commentare i dati, forse vale la pena di considerare come la maggior parte degli operatori in classifica siano cooperative o figli delle cooperative, con il primo operatore privato e posseduto da privati che è Caldirola, al numero 5.

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I canali di vendita del vino nel mondo – report Wine Intelligence

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Qualche mese fa Wine Intelligence ha presentato a ProWein una carrellata dei canali di vendita del vino nei principali mercati mondiali. Il post di oggi cerca di riassumere la presentazione, con un contributo numerico relativo alla suddivisione a valore più recente nei 6 maggiori mercati, esclusa l’Italia che analizziamo già in modo molto dettagliato e per la quale i dati non sono così a valore aggiunto. Il quadro è variegato. Le enoteche e il canale online dominano e guadagnano nei mercati anglosassoni, mentre in Europa continentale è la grande distribuzione a farla da padrona, in Germania soprattutto il canale hard discount (che la dice tutta sull’approccio qualità/prezzo del consumatore tedesco… e vi posso dire che diverse aziende italiane lo hanno dolorosamente toccato con mano). Il primo grafico cerca di fare il punto della situazione “cross country”. Sorprendentemente la grande distribuzione non ha una forza così rilevante in USA e Giappone…

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2014

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Il Wine Institute ha leggermente cambiato i dati storici sui consumi di vino in USA e sull’andamento delle vendite delle cantine californiane, anche se le tendenze sono rimaste immutate (sono cambiati i numeri assoluti). Il quadro che ci viene presentato è di un rallentamento della crescita del volume consumato (meno dell’1% in più del 2013) ma di un immutato trend di crescita del prezzo mix (circa il 3% rispetto al 2013, in linea con quanto è successo negli ultimi 5 anni). Continua la crescita dei premium wines, che rapprsentano il 25% del volume ma il 47% del volume di vino consumato. In questo quadro i vini californiani hanno guadagnato quota di mercato sul consumo domestico lasciando un po’ di terreno per i concorrenti all’estero, anche in virtu’ del graduale rafforzamento del dollaro. Ma andiamo a leggere i numeri insieme.

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Canada – consumo e mercato del vino, dati 2013

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Dopo aver analizzato le importazioni di vino in canada, guardiamo alle vendite di vino, su cui i dati sono un po’ vecchiotti (stiamo parlando di Marzo 2013) ma comunque significativi. Il mercato canadese sembra non fermarsi, le vendite di vino procedono al ritmo del 5% circa in valore e del 4% in volume. Il Canada è un mercato da 5 milioni di ettolitri di volume venduto, quindi piuttosto importante. Una annotazione e una avvertenza  vanno fatte: primo, la svalutazione del cambio è arrivata nel 2014 e ha prodotto un calo degli introiti in euro per gli esportatori, ma NON un calo delle importazioni espresse in valuta locale. Se analizzassimo quindi i dati a marzo 2014 che tra un po’ saranno pubblicati non avremmo evidenze molto diverse. Secondo, il mercato si sta un po’ spostanto sui vini bianchi e sugli spumanti, dove noi italiani siamo un po’ meno forti, ma dove (soprattutto per i bianchi) i canadesi sono più autosufficienti… vedremo cosa succede. Per ora analizziamo insieme i numeri più importanti.

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