mercato del vino


Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2018

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Il Deutsche Wein Institute ha pubblicato il rapporto 2018 sulla produzione e consumo di vino e bevande alcoliche in Germania, con delle novità non proprio positive per il settore del vino. Alcuni segnali che avevamo menzionato lo scorso anno (sui dati 2017) si sono riproposti, nell’ambito di un mercato delle bevande alcoliche che è migliorato leggermente in valore (13.4 miliardi di euro di acquisti delle famiglie contro 13.2 miliardi del 2017). Il segmento del vino sta perdendo quota in termini di consumo (e i vini rossi più dei vini bianchi) e resta stabile in valore. Il problema è che la birra si sta riprendendo sia in volume (e non solo grazie alle “alternative” basate sulla birra) ma anche e soprattutto in valore. Comunque, i tedeschi nel 2018 hanno consumato 131.3 litri di bevande alcoliche, di cui 23.9 litri di vino e spumanti, il livello più basso dal 2006 a questa parte. Passiamo a commentare qualche dato.

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Ecommerce di vino in Italia – dati 2018 dei principali operatori

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L’ecommerce di vino continua a mostrare importanti tassi di crescita e ormai ci sono 3-4 aziende italiane che possiamo considerare i players chiave: Tannico è il leader indiscusso, con posizioni guadagnate anche grazie ai forti investimenti di cui ha beneficiato in passato, con un fatturato ormai prossimo a 15 milioni ma ancora con un bilancio in perdita. Ci sono poi Italian Wine Brands, che prosegue la migrazione della sua attività dalle vendite telefoniche a quelle online, con circa 12 milioni di vendite (non ne conosciamo i margini essendo una piccola attività integrata in una realtà ben più grande), e Xtrawine che ha rivisto proprio la sua struttura aziendale nel 2018. Quest’ultima ha fatturato circa 7 milioni di euro, incluso il contributo dell’attività di Hong Kong, e resta tra le aziende che analizziamo una delle poche in grado di coniugare crescita sostenuta e bilanci in pareggio. A tale proposito ringrazio come ogni anno Stefano Pezzi per avermi “donato” i bilanci di diverse aziende che altrimenti avrei dovuto comperare: una beneficenza indiretta.

Tornando ai nostri numeri che si riferiscono al bilancio 2018, le vendite crescono in modo molto sostenuto (in media circa del 45% nel 2018 per l’insieme del campione qui considerato), ma i margini restano piuttosto limitati, intorno al 23% in media (24% su campione omogeneo nel 2017). Nella maggior parte dei casi (Vino75, Tannico e Designwine in particolare) il margine sulle vendite è ancora largamente insufficiente a coprire i costi operativi (personale, servizi, ammortamenti) e quindi, nonostante un visibile miglioramento del livello del magazzino, possiamo concludere che molte delle aziende da cui comperiamo vino online hanno ancora da crescere prima di poter “creare valore” per chi ci ha investito.

Come sempre, i numeri e le analisi di seguito sono frutto dei miei calcoli sui bilanci depositati dalle aziende e sono il frutto del “miglior sforzo” possibile per rappresentarli. Passiamo ai numeri.

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Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2018

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Dopo il post di qualche giorno fa in cui analizzavamo i principali paesi importatori, oggi ci occupiamo del lato opposto, cioè quello dell’export. È molto più facile, perché dal lato dell’offerta ci sono i grandi produttori (Francia, Italia, Spagna e Germania su tutti) e qualche paese che “commercia” come Singapore, l’Olanda e il Regno Unito (anche se qualcosa si inizia a produrre anche lì, come ben sapete). Beh, i dati 2018 ci dicono che il mercato continua a crescere quasi alla stessa velocità degli ultimi anni, +6% nello specifico contro il +7% del quinquennio 2013-2018. Ci dicono anche che la quota di mercato dello spumante italiano continua a crescere, raggiungendo il 24% degli scambi mondiali in valore contro 52% dei prodotti francesi. Diciamo che il guadagno dell’Italia è speculare alla diluizione della quota francese, sicché quello che resta, diciamo il 25% malcontato è divisto tra la Spagna (8%) e il resto del mondo, compreso trading. Data la crescita delle nostre esportazioni di spumante del 6-7% che stiamo osservando anche per il 2019 e assumendo una evoluzione del mercato globale coerente con il passato, potremmo trovarci di fronte a una stabilizzazione della quota di mercato dello spumante italiano dopo il boom degli anni scorsi. Passiamo all’analisi dei dati.

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Le importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2018

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Gli scambi internazionali di spumante sono cresciuti anche nel 2018, seguendo la traiettoria degli anni scorsi: secondo la nostra rielaborazione dei dati UN Comtrade (per tappare i buchi) gli scambi sono cresciuti del 6% in valore a 6.22 miliardi di euro (+11% in dollari a 7.35 miliardi tenendo in considerazione la svalutazione della moneta). Sebbene i due mercati chiave USA e Regno Unito abbiano continuato a crescere nel 2018, sono gli altri mercati a sostenere questo +6%: stiamo parlando del Giappone, paradossalmente dell’Italia e della Francia (che sono i primi esportatori!), della Russia e dei paesi nordici. In altre parole, tutto quello che non è USA e Regno Unito è cresciuto dell’8% nel 2018 e rappresenta oggi quasi il 70% del totale, dopo aver toccato il minimo al 66% un paio di anni fa. Passiamo all’analisi dei dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2019

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Gli scambi mondiali di vino mettono a segno un progresso del 2% circa nel primo semestre dell’anno. È questo il risultato cumulato dei primi 11 esportatori, 13.2 miliardi di euro, circa 300 milioni in più dello scorso anno. Si tratta di un recupero rispetto a una seconda parte del 2018 meno positiva, raggiunto anche grazie alla svalutazione dell’euro sul dollaro, passato da 1.21 (media primo semestre 2018) a 1.13 (primo semestre 2019). I dati mostrano un andamento leggermente sopra la media anche per l’Italia (+3%), anche se le crescite più corpose sono state realizzate dalla Francia (+6%), la Nuova Zelanda (+10%) e l’Argentina (+10%). I volumi sono cresciute del 3%, questa volta con Italia, Spagna e Nuova Zelanda in cima alla classifica. La quota di mercato del vino italiano migliora leggermente, dal 22.7% al 22.9% (in base al valore). La seconda metà dell’anno potrebbe essere caratterizzata dall’introduzione dei dazi alle importazioni in USA per la Francia e la Spagna, tra i grandi paesi esportatori. Potrebbe essere l’opportunità per il nostro vino per riguadagnare alcune posizioni (perse a vantaggio della Francia) nel mercato USA. Passiamo ad analizzare i dati.

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