mercato del vino


Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore – vendite e esportazioni 2017

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Il rapporto presentato a dicembre scorso a cura del Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco (che oltretutto compie 50 anni in questo 2019) ha fatto il punto sullo stato di salute della denominazione. Rispetto agli scorsi anni, sono da sottolineare i seguenti punti: 1) anche a causa della scarsa vendemmia, la crescita della produzione vista negli anni scorsi non è continuata nel 2017; 2) la stessa sorte hanno subito le vendite nel mercato italiano, dopo anni di forte crescita; 3) nel 2017 sono ancora le esportazioni che spingono la denominazione, ma come succede per l’Italia, non più nei mercati storici dell’Europa occidentale e di lingua tedesca in particolare ma piuttosto nei mercati anglosassoni. L’exploit del 2017 nel mercato inglese e la continua crescita nel mercato americano hanno consentito un incremento delle esportazioni del 2% a volume e del 6% a valore. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2017

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Il Deutsche Wein Institute ha pubblicato il rapporto 2017 sulla produzione e consumo di vino e bevande alcoliche in Germania, che dunque aggiorniamo. Le tendenze che si evincono nel rapporto non sono tanto positive se lette nel loro complesso: 1) una stabilità del consumo di vino a volume, che è in sé una buona notizia, visto l’andamento particolarmente negativo della birra e del mercato nel suo complesso (-2.5%); 2) al contrario un leggero calo del mercato delle bevande alcoliche nel suo complesso, sulla scia di quanto già visto negli scorsi anni, all’interno della quale purtroppo la “quota di mercato” del vino scende (e dunque cala in modo anche visibile circa -5%) a valore, a vantaggio delle bevande alcoliche. La birra, che viene consumata meno, ha trovato invece una stabilità nel valore grazie al contributo delle bevande a base di birra. 3) all’interno del mercato del vino, uno spostamento dai vini rossi ai vini bianchi. I vini rosè sembrano invece aver perso l’abbrivio degli scorsi anni. Passiamo all’analisi dei dati.

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Vendite di vino via internet – dati 2017 dei principali operatori italiani

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Argomento delicato, quello di oggi. Molto commentato sul blog e anche criticato. Parto con ringraziare Stefano Pezzi di Xtrawine che mi ha fornito la maggior parte di questi bilanci, evitandomi di andarli a comperare e intaccare dunque la beneficenza del blog. I bilanci 2017 dei principali (forse non tutti) operatori italiani di ecommerce di vino mettono in luce il solito “trade-off” tra crescita e margini. Per crescere tanto bisogna essere aggressivi in termini di margine sulla vendita o sforzi promozionali, ma in questo modo si perdono soldi. Se si hanno le spalle larghe e gli azionisti sono disposti a “finanziare” questa crescita i risultati sono importanti: come nel caso di Tannico, i cui azionisti nel 2017 hanno contribuito 4.8 milioni di euro nel 2017, dopo i 2 milioni del 2016, finanziando completamente l’attività del leader italiano, che ha sfondato la soglia dei 10 milioni di fatturato. Nella medesima categoria del “perdo tanto ma cresco tanto” c’è oltre a Tannico anche Vino75 (che perde veramente molto nel 2017). Ci sono poi gli operatori “disciplinati” che per scelta o necessità devono stare in equilibrio: Xtrawine e Callmewine, nella nostra matrice. E infine ci sono due operatori che crescono tantissimo e non perdono, quindi da osservare per il futuro: Clubwine/Soundtaste e Bernabei online. Quest’ultima è una costola del grande distributore di vino, senza magazzino, e quindi è difficile da confrontare con il resto (i margini potrebbero essere “guidati in pareggio” dalle politiche di prezzo applicate dalla casa madre, 10 volte più grande). Infine, appare piuttosto difficile la situazione di Vinitaly Wine Club: vendite in calo e forti perdite. Passiamo a qualche commento di dettaglio.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2018

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Il primo semestre 2018 è stato caratterizzato da fortissime turbolenze valutarie e da un generalizzato calo dei volumi di vino esportati, causa scarsa vendemmia 2017. Questi due fattori hanno in qualche modo distorto i rapporti di forza tra nord e sud del mondo vinicolo, tra vecchio e nuovo. I dati dei primi 11 paesi del mondo, che seguiamo grazie ai dati provenienti dalle dogane e dal rapporto pubblicato ogni trimestre dal Corriere Vinicolo “Wine Numbers”, dicono che le esportazioni in euro sono cresciute del 3% a 12.8 miliardi di euro, mentre i volumi sono calati del 4% a 44.6 milioni di ettolitri. L’Italia in questo semestre ha perso velocità ed è cresciuta meno dei vicini di casa di Spagna e Francia, mentre a livello globale, i forti cali di Stati Uniti, Nuova Zelanda, Argentina e, in minor misura, Cile hanno determinato un “mantenimento” della nostra quota di mercato a livello globale, che è stata poco sotto il 23%, un livello più o meno mantenuto da cinque anni a questa parte. Passiamo all’analisi dei dati.

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Canada – consumo e mercato del vino, dati 2016/17

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Anche nel 2017 il mercato canadese continua a mostrare una crescita sana e costante del mercato del vino. Le vendite di vino annue per l’anno terminante marzo 2017 sono cresciute del 3% con un +2% in volume e 1% in prezzo mix. Le tendenze chiave di questo mercato moderno ed evoluto (basti pensare che stiamo parlando di un valore medio al dettaglio di 14 dollari canadesi al litro, che sono circa 9 euro) restano quelle degli anni scorsi: il vino cresce in proporzione al resto delle bevande alcoliche, all’interno del segmento le categorie vincenti sono gli spumanti e, in minor misura, vini bianchi e rosati. Anche se i vini rossi sono oltre la metà del totale consumato (a valore e volume), di questo passo in un paio d’anni potrebbero scendere sotto il 50%. Passiamo all’analisi dei dati.

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