mercato del vino


Il consumo di vino in Italia – dati 2016 per regione e classi di età

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Proseguiamo l’analisi del consumo di alcolici e vino in Italia con l’approfondimento sulle aree geografiche e sulle fasce di età. Le conclusioni dei dati generali, che vedevano un calo della penetrazione del consumo di vino (e un incremento di quelle della birra e degli altri alcolici), oltre a un calo del consumo sporadico (sempre in crescita in passato), sembrano essere un po’ meno preoccupanti una volta approfonditi tra le fasce di età. Sarà una percezione, però il calo della penetrazione del consumo sembra essere più visibile tra gli ultra 55enni e meno preoccupante tra i giovani. Se escludiamo la fascia 25-34 anni notiamo che lo stesso vale largo circa per il consumo sporadico di vino, dove il leggero calo del 2016 sembra più legato a un dato quasi anomalo del 2015 rispetto agli andamenti storici. I dati regionali sono anch’essi piuttosto volatili. Secondo ISTAT nel 2016 aumenta in modo visibile la penetrazione del consumo di vino in Puglia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Trento e Valle d’Aosta, mentre sono negativi i dati nelle tre regioni chiave del nord, Piemonte, Lombardia e Veneto, così come in Abruzzo, Calabria e Sardegna. Passiamo a commentare qualche numero insieme.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2016

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Il commercio mondiale di vino ha visibilmente rallentato la corsa nel 2016: le esportazioni combinate delle 11 principali nazioni produttrici hanno subito un calo dell’1.5% circa in volume a 94 milioni di ettolitri, che è stato compensato da un incremento del 3% circa del prezzo medio di esportazione, circa 268 euro a ettolitro contro i 260 dello scorso anno. Il risultato è un valore cumulato di export di 25.2 miliardi di euro, in crescita dell’1.5% circa, rispetto a un balzo (guidato dalla rivalutazione del dollaro) dell’8% messo a segno nel 2015 sul 2014. L’Italia ne esce molto bene: la crescita del 4.5% è seconda soltanto a quella di Australia e Nuova Zelanda (5.5-5.7%), e certamente molto meglio di Francia e Spagna, con un mix molto ben bilanciato tra la progressione dei prezzi e dei volumi. La performance esportativa italiana emerge molto bene anche dalle crescite a 5 anni e dalle “quote di mercato” tra questi 11 paesi, che nel caso dell’Italia sono tornate sopra il 22% dopo la flessione del 2015 dovuta all’apprezzamento del dollaro. Passiamo ai numeri.

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2016

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Il Cava continua a cercare sbocchi al di fuori dei mercati tradizionali. E’ questa, sostanzialmente la conclusione che si trae dai numeri 2016, pubblicati puntualmente dal DoCava, il consorzio che si occupa di raccogliere i dati dalla DOC. I volumi commercializzati sono stabili intorno a 245 milioni di bottiglie, ma la quota del mercato domestico scende al minimo storico del 35% e anche le vendite europee, che avevano raggiunto una specie di picco intorno al 50% delle vendite nel 2012 stanno perdendo leggermente quota, causa il forte regresso nel mercato tedesco non completamente compensato dal progresso in alcuni mercati quali la Scandinavia. Quindi, a tenere in piedi le vendite c’è il resto del mondo, che per questa denominazione si chiama principalmente USA. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo trimestre 2017

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Fonte: IRI – elaborazioni a cura de I Numeri del Vino

Comincia oggi una collaborazione tra IRI (un grazie speciale a Marco Colombo) e I Numeri del Vino per analizzare e commentare i dati e relativi alle vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia, pubblicata in contemporanea sui rispettivi siti internet con cadenza trimestrale. Si tratta di una fetta importante del consumo italiano di vino: in numeri, 2.2 miliardi di euro e 7.1 milioni di ettolitri tra vino fermo e frizzante, spumante e Champagne. Essendo accreditati dall’OIV di un consumo totale di 22 milioni di ettolitri circa, stiamo parlando di un terzo dei consumi a volume.

Gli andamenti strutturali del mercato restano immutati: i volumi di consumo sono in costante calo (-1.3% nel 2016) e sono compensati dal miglioramento del prezzo-mix (+1.8% per arrivare a un andamento delle vendite leggermente positivo), all’interno del quale è il mix che la fa da padrone: i vini DOC nel 2016 sono cresciuti in volume del 2.6% contro un calo di quasi il 3% dei vini da tavola. Infine, resta molto sostenuto l’andamento dei vini spumanti che fanno +8% come era già successo nel 2015.


Dopo questo breve “riassunto delle puntate precedenti”, vale la pena di focalizzarsi sui dati più freschi del primo trimestre, che trovate dettagliati nelle tabelle e nei grafici, per quanto si tratti strutturalmente del periodo meno interessante dell’anno. Oltre a questo nel 2017 la Pasqua è caduta in aprile invece che in marzo (le settimane sono invece le medesime e non si genera il problema dell’anno bisestile). Qualche sorpresa comunque emerge soprattutto leggendo i dati in prospettiva: se la forbice tra vini di qualità e vini da tavola continua ad allargarsi, da 9 mesi a questa parte quella tra volumi e prezzo-mix sembra essere meno evidente. Passiamo ai dati.

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I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2016

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I canali di vendita e l’indagine sulle etichette dei vini forniscono quest’anno alcune indicazioni interessanti, soprattutto se viste in tendenza rispetto agli anni passati. La tanto attesa crescita delle vendite dirette sembra emergere: secondo il rapporto siamo al 13.5% del totale venduto dalle aziende del rapporto, in progressione ormai decisa, con una forte spinta delle aziende private. Dopo il picco del 2010-2012 sembra anche regredire leggermente la penetrazione della GDO (sotto il 40% nel 2016), probabilmente in corrispondenza del costante spostamento del consumatore verso prodotti più raffinati, per i quali questo canale è meno appetibile. L’indagine sulle etichette ci riporta su considerazioni simili: crescono quelle dei grandi vini (prezzo superiore a 25 euro) e diminuiscono quelle dei vini comuni. Passiamo ad analizzare qualche dato insieme.

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