Lombardia


I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2017

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I dati del SINAB sulle aree vitate “bio” del 2017 arrivano con una sorpresa: un incremento soltanto del 2% della superficie totale (inclusiva dei vigneti in conversione), da 103 a 105mila ettari e del 4% del 7% di quella effettiva, da 66 a 70mila ettari. Essendo l’ammontare di vigneto in conversione ormai di circa 30mila ettari da 3 anni a questa parte, il dato 2017 è un pochino deludente: soltanto 4658mila ettari in più, contro un numero che si poteva facilmente stimare tra i 12mila e i 15mila ettari osservando i dati del passato. Da dove arriva il rallentamento? Essenzialmente dalla Sicilia, che pur restando di gran lunga la regione con il maggior vigneto bio ha visto calare da 39mila a 36mila ettari la superficie vitata bio (inclusiva del vigneto in conversione, purtroppo non abbiamo dati regionali distaccati). I progressi maggiori vengono ormai dal centro-nord, dove questa pratica ha avuto uno sviluppo ritardato: le superfici bio di Umbria, Trentino Alto Adige, Lazio ed Emilia Romagna sono tutte in crescita di oltre il 20%. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Guido Berlucchi – risultati 2017

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Berlucchi chiude il 2017 con vendite quasi stabili e margini in ulteriore miglioramento rispetto al balzo già registrato nel 2016. La novità non riguarda però la parte economica, ma quella finanziaria: nel corso del 2017 l’azionista ha prelevato 40.3 milioni di euro di dividendi dall’azienda rispetto ai 6.5 milioni di euro distribuiti nel corso del 2016, e che corrispondono largo circa alla generazione di cassa dell’azienda. In questo modo, l’azienda passa da una posizione di cassa di 11 milioni di euro a un debito di 24 milioni, comunque sostenibile dato il livello dell’EBITDA di circa 8 milioni di euro.

È la terza operazione che vediamo nel corso degli ultimi due anni in cui gli azionisti di grandi aziende vinicole prelevano capitali che nel corso degli anni erano stati maturati; vi ricordo che sia Botter che Zonin avevano in modi diversi fatto passare decine di milioni di euro dall’azienda al patrimonio dell’azionista (la famiglia in questo e negli altri casi). Indipendentemente dalla destinazione e dalle ragioni di queste operazioni non è un bel segnale: significa che non c’è la volontà o la convenienza a investire. Nel caso specifico di Berlucchi è curioso osservare che le vendite all’estero languono a 1.5 milioni di euro contro i 38 dell’Italia. Possibile che non ci siano opportunità di investimento per aumentare le esportazioni? I casi di Ferrari e Ca del Bosco sembrerebbero dimostrare che qualche possibilità ci sarebbe.

Ma per ora restiamo sui dati 2017.

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Lombardia – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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Dopo anni di invidiabile stabilità nella produzione, il 2017 è stato un anno difficile anche per la Lombardia, con un calo del 20% della produzione rispetto al 2016 a 1.2 milioni di ettolitri, il 10% sotto la media degli ultimi 10 anni. L’industria vinicola lombarda mantiene però un trend sottostante di sviluppo. La superficie vitata cresce secondo ISTAT di circa 200 ettari nel 2017, soprattutto in provincia di Pavia e di Brescia. Sulla stessa lunghezza d’onda sono i dati Federdoc relativi al 2016, che censiscono la crescita strutturale della Franciacorta e dati quantitativi molto solidi per la zona dell’Oltrepo’ Pavese. Pur avendo dati ancora preliminari, la produzione 2018 dovrebbe ritornare sui livelli storici di 1.4 milioni di ettolitri.

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Guido Berlucchi – risultati 2016

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Analizziamo oggi il bilancio 2016 di Guido Berlucchi, che l’azienda ha prontamente messo a disposizione. Da quest’anno l’azienda non redige più il bilancio consolidato, motivo per cui trovate nei grafici lo “stacco”. La differenza non è sostanziale, dato che delle due aziende vinicole non consolidate soltanto una ha un fatturato indipendente (l’altra è distribuita da Berlucchi). Diciamo che i 41 milioni di euro di vendite che vedete come dato 2016 sarebbero stati circa 44.4 milioni ove includessimo l’Antica Cantina Fratta, mentre l’utile netto aziendale da 4.7 milioni si sarebbe attestato a circa 5.0 milioni. Fatta questa premessa, i dati di Berlucchi sono piuttosto positivi, anche grazie all’assenza dei costi promozionali che avevano impattato negativamente nel 2015 in occasione dell’Expo. Se le vendite crescono soltanto del 2%, il progresso a livello di margine operativo lordo e utile netto è superiore al 15%. Come abbiamo visto già l’anno scorso, Berlucchi ha una posizione di cassa positiva (11 milioni, senza considerare il valore delle partecipazioni nelle due cantine non consolidate, in carico per oltre 15 milioni), leggermente calata nel 2016 per via della decisione di distribuire 6.5 milioni di euro di dividendi e di acquisire una quota della Antica Cantina Fratta. Passiamo all’analisi dei dati.

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Lombardia – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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I dati di produzione di vino della Lombardia continuano a essere meno volatili della media italiana. Anche nel 2016 secondo ISTAT, la regione ha prodotto 1.47 milioni di ettolitri, in crescita del 4% rispetto al 2015, in confronto a una media italiana di +6%. La produzione è superiore alle medie storiche (circa il 16% sopra), anche se in questo caso sembra di assistere a una crescita strutturale della produzione, ben visibile nei grafici. Due o tre le altre cose da notare: sebbene i vini DOC siano piuttosto stabili sulla produzione totale, si verifica uno strutturale spostamento dai vini comuni ai vini IGT; secondo, come in tante altre regioni, molti più vini bianchi che rossi. In Lombardia per la prima volta si produce più vino bianco che rosso. Infine come per la produzione, anche le superfici vitate sono molto stabili, anche se continua la tendenza calante della provincia di Pavia, sostituita dall’andamento positivo di quella di Brescia, il che “mima” quello che sta succedendo alle tipologie di vino. Passiamo ai dati.

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