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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2012

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Come già anticipato da qualche rivista online, la classifica che Liv-ex compila in collaborazione con The Drink Business sui marchi del vino di qualità ha visto una crescente presenza di vini italiani. In realtà non sono soltanto i vini italiani a cantare vittoria: il vincitore come categoria è sicuramente la Borgogna, che sta attraendo l’attenzione dei collezionisti asiatici alla ricerca di alternative meno costose dei grandi Bordeaux. Su tutti, però, si impone una considerazione chiave: il mondo dei “fine wines” mondiali non è più dominato come negli anni scorsi dai Bordeaux, che sono il vero “sconfitto” di questo ranking. Come vedremo in un secondo post, la presenza di Bordeaux in classifica è scesa da 62 vini a 54 vini tra il 2010 e il 2012, quando i vini italiani, su cui ci concentriamo oggi, sono passati da 5 a 9. A proposito, mi sono dimenticato il vincitore: DRC, che lo scorso anno era al numero 5 e due anni fa era al numero 6. Ma andiamo a vedere la classifica più in dettaglio.

 

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2010

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Se qualche giorno fa abbiamo osservato il boom dei prezzi dei grandi vini, con questo post cerchiamo di mettere a fuoco le cause e chi sono i 100 grandi nomi nel mirino degli investitori. Dunque, il Liv-ex fa una specie di statistica dove considera 5 fattori: (1) il peso totale del marchio sugli scambi del loro “mercato”; (2) il punteggio medio assegnato dalle guide; (3) il prezzo per cassa (sterline); (4) l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno; (5) il valore stimato del marchio come numero di casse prodotte per valore per cassa da loro registrato. Da questo calcolone esce una classifica che, guarda un po’, e’ la stessa che fece Napoleone nel 1855. Difatti nel loro studio appare Napoleone sulla copertina. In 155 anni non abbiamo scoperto niente…

Prima di commentare i numeri e la (bassa) posizione dei nostri marchi, e’ il caso di elencare le ragioni che Liv-ex porta per spiegare il boom dei prezzi (+13% sui 100 nomi in media ma +38% sui primi 10 marchi) e le spiegazioni sul trend delle varie categorie: (1) i prezzi dei grandi marchi sono guidati dalla domanda asiatica; (2) per la prima volta da 5 anni che fanno la classifica i 5 premier cru di Bordeaux sono ai primi 5 posti; (3) e’ tutta colpa dei cinesi se esplode la domanda dei marchi facilmente riconoscibili ad elevati volumi della sponda sinistra di Bordeaux; (4) siccome non ci sono abbastanza grand cru si stanno adesso concentrando sui secondi vini; (5) lo Champagne va male perche’ la sua domanda e’ essenzialmente “occidentale” e poco “orientale”; (6) lo Chateneuf-du-Pape va particolarmente bene.

Questo post l’ho tenuto espressamente con i numeri e no grafici perche’ e’ bello leggerlo e consultare la statistica. Colore shocking a causa di vecchio excel… perdonerete… Ho spaccato la tabella per esigenze di spazio e dimensione dell’attachment.



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