Lazio


Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento primo semestre 2014

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Il primo grafico del post di oggi contiene in modo visibile il messaggio del post, che si focalizza sul “taglio” delle esportazioni italiane di vino fino a giugno 2014 in base alle diverse tipologie di prodotto per provenienza e categoria qualitativa. Stiamo qui parlando del vino imbottigliato, escludendo dunque sia vino sfuso (in cui le categorie sono nettamente più lasche), che gli spumanti. Ebbene, il vino DOP Piemontese sta accelerando in modo sostanziale. Nel primo semestre il trend che avevamo già notato a maggio quando analizzavamo i dati 2013 è proseguito intatto. Il forte interesse che si è creato (non so se a ragione o meno) sull’annata 2010 del vino Barolo si sta probabilmente ribattendo nel forte incremento delle esportazioni. La lettura che ne faccio io, che scrivo il blog, è che vedremo crescere in modo significativo i prezzi dei grandi vini piemontesi, se questo interesse dovrebbe continuare. Il che è una nota positiva per i produttori locali e per il valore delle loro terre (e negativa per chi come me è un consumatore affezionato di quei vini). Ma non perdiamoci in questioni filosofiche e leggiamo insieme i dati.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2013

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Per quanto mi dimentichi spesso di analizzare in dettaglio le categorie dell’export, devo dire che alcuni spunti interessanti si trovano sempre. Diciamo che è inutile domandarsi se esportiamo più DOC, IGT oppure vini da tavola (i varietali non sono mai decollati). Le proporzioni si perpetuano uguali a se stesse: intorno al 48% di vini DOC, un terzo di vini IGT e poco meno del 20% di vini da tavola. Invece lo spunto interessante viene dalle categorie regionali, che sono rilevate soltanto per le DOC di Piemonte, Veneto, Toscana, Trentino Alto Adige e Lazio (chissà perchè). La conclusione è semplice: le esportazioni di vino rosso piemontese stanno letteralmente decollando. Sono cresciute del 47% nel triennio 2010-2013, rispetto a una crescita del 22% delle esportazioni di vino imbottigliato in genere e del 20% dei vini DOC. Di più, questa crescita è una novità degli ultimi mesi: di questo 47%, ben il 18% è stato messo a segno nel 2013, proprio quando le altre categorie hanno cominciato a rallentare. Andiamo dunque a vedere come si suddividono i 3.8 miliardi di euro di export di vini imbottigliati del 2013…

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Lazio – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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La base ampelografica del Lazio è particolarmente frammentata. I primi 5 vitigni, per come sono definiti da ISTAT (magari alcuni sono la stessa cosa chiamata in modo leggermente diverso…), sono soltanto la metà del totale e per questo motivo le tabelle che trovate nel post sono molto lunghe e pesanti. La base registrata a DOC non raggiunge ancora la metà del vigneto totale e si concentra in provincia di Roma. Come ben sappiamo il Lazio è principalmente una regione di vini bianchi: il 67% delle superfici DOC sono appunto concentrate in questa categoria. Andiamo a guardare insieme i dati.

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Lazio – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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I dati 2012 prodotti da ISTAT mostrano infine una ripresa nella produzione di vino nel Lazio in volume, cosa sconosciuta per diversi anni ormai. Come avevamo avuto modo di commentare in passato, la regione si muove lungo un percorso virtuoso, fatto di focalizzazione sui vini di qualità ma anche di ritorno alle tradizioni regionali, che sono i vini bianchi. I dati 2011 di Federdoc sono ancora in ribasso, per quanto riguarda le 3 grandi DOC regionali, Castelli Romani, Marino e Frascati, che insieme producono circa 300mila dei 440mila ettolitri di DOC che ISTAT prevede per il 2011. Andiamo ai dati.

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Lazio – produzione di vino DOC/DOCG – aggiornamento Federdoc 2010

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Non c’e’ da stancarsi mai di dirlo: il Lazio potrebbe avere 5-6 DOC di buona dimensione e lasciarsi indietro i costi burocratici delle altre 20 (perche’ in tutto sono 27…) e credo che pochi se ne accorgerebbero, almeno da un punto di vista commerciale. Nel 2010 secondo Federdoc, il calo produttivo e’ continuato e, guardacaso, ha di nuovo colpito in maniera piu’ che proporzionale le DOC piccole rispetto a quelle grandi. Il Lazio ha due DOC molto importanti e di dimensione rilevante anche a livello nazionale: Castelli Romani e Frascati, la prima ormai stabilizzata su 170-180mila ettolitri, la seconda ancora in calo ma comunque intorno a 100mila ettolitri. Questi due nomi sono dei veri propri marchi nel segmento del vino bianco di qualita’. Vogliamo metterci Marino? Teniamoci Colli Albani ed Est!Est!Est! di Montefiascone? Ma poi, bisognerebbe cercare di fare con le altre 22 DOC che cubano l’imbarazzante cifra di 71mila ettolitri qualcosa di unico, una “superdoc” di ricaduta. Difficile? Forse si’, come molte altre cose in Italia.

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