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I canali di vendita del vino in Italia nel 2013 – indagine Mediobanca

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Il post sui canali di vendita del vino su fonte Mediobanca quest’anno deve fare i conti con un significativo cambio del campione (il 68% delle aziende che formano il cumulato Mediobanca, contro il 75% dello scorso anno), che a sua volta ha mosso un po’ i numeri rispetto allo scorso anno. Il risultato lo vedete non dalla torta ma quanto dai grafici e dalla tabella, dove risulta un calo della quota di mercato della GDO che in realtà non si è verificato. Infatti, a margine dell’indagine, Mediobanca aggiunge una frasetta dove dice di quanto è aumentata la penetrazione della GDO dal 2002 all’anno in questione, nel nostro caso il 2013. L’incremento è stato di 14 punti percentuali dal 2002 al 2013, mentre lo stesso confronto omogeneo fatto nel 2012 diceva 12 punti percentuali e l’anno prima 10 punti percentuali (nel 2010 non l’avevano fatto). Fatta questa premessa e questa spiegazione, si può ben dire che non sono state le enoteche e i wine bar a guadagnare la quota che si è spostata dalla GDO, ma per lo più la vendita diretta, che presumibilmente assumerà sempre più importanza in corrispondenza dello sviluppo di internet ma anche di un approccio speriamo più attivo nel campo del turismo enogastronomico. Passiamo a commentare i dati.

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Valle d’Aosta – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Tocca alla valle d’Aosta, in questo venerdì sera. Sarò breve. Il censimento ci segnala 463 ettari di vigneto in Valle d’Aosta, di cui 301 DOC e 162 di altri vini (perlopiù non identificati in termini di vitigno ma lasciati “vaghi”). La valle d’Aosta non ha province e dunque il tutto è più semplice. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, i vitigni a bacca rossa sono più rappresentati di quelli a bacca bianca. Vediamo insieme.

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Liguria – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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La Liguria è una delle ultime regioni da affrontare per completare il “giro” del censimento 2010. Secondo ISTAT i vigneti in produzione avevano una superficie di 1538 ettari, dei quali 848 a DOC/DOCG e  i rimanenti 690 in IGT o vini da tavola. La suddivisione per provincia, per quanto riguarda i vigneti DOC, vede La Spezia con 324 ettari, seguita da Imperia con 265, poi Savona con 183 e infine Genova con soltanto 75 ettari. La Liguria è una regione di viti a bacca bianca, con il Vermenino a dominare la costa di Levante e il Pigato quella di Ponente. Le varietà a bacca rossa degne di nota e “autoctone” sono veramente poche: il Rossese probabilmente è l’unico che non si trovi coltivato in modo significativo in altre regioni… andiamo a guardare i numeri insieme…

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Il piano di supporto alla viticoltura 2014-18

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Come vi avevo promesso, vi riassumo oggi i dati della prossima OCM vino, quella che parte nel 2014 e termina nel 2018, con una dotazione di 6.2 miliardi di euro, circa il 17% più alta di quanto previsto per la vecchia OCM 2009-2013, che era di 5.3 miliardi (di cui 5.2 miliardi effettivamente spesi). Ovviamente c’è stata l’inflazione, ma comunque si tratta di un fatto importante: l’UE continua a supportare un programma relativo alla viticoltura, che sta cambiando direzione. L’asticella si sposta leggermente dalla ristrutturazione allo sviluppo. Invece di finanziare quasi unicamente la riduzione del potenziale produttivo (che ancora esiste ma in misura ridotta), si passa alla valorizzazione dei prodotti attraverso l’azione promozionale. Proprio in questo punto sta la vera sfida. E’ facile chiedere soldi per estirpare vigneti anti-economici mentre è più difficile spendere i soldi bene nelle promozioni. La testimonianza viene dal piano 2009-13, che prevedeva oltre 800 milioni per le promozioni, che sono invece diventati poco più di 500 a conti fatti, sostituiti da un maggior investimenti nella ristrutturazione dei vigneti. Andiamo a vedere i numeri insieme.

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Sardegna – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Secondo il censimento ISTAT 2010 i vigneti sardi si estendono su 18500 ettari, di cui poco più della metà registrata come DOC. La Sardegna è una regione molto diversa per base ampelografica rispetto a quelle sulla sua stessa latitudine in Italia continentale: la quota di vitigni autoctoni è predodominante e i classici Sangiovese, Trebbiano e tutti i vitigni internazionali sono relegati in secondo piano. Da notare la grande specializzazione per provincia dei principali vitigni DOC: Cannonau a Nuoro e Ogliastra, Vermentino a Olbia, Carignano a Carbonia e Monica/Nuragus a Cagliari. Andiamo a commentare insieme i dati dettagliati.

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