Italia


Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2013

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consumo alcolici 2013 0

 

In corrispondenza del Vinitaly, ISTAT ha rilasciato i dati relativi al consumo di alcolici. La pubblicazione, originariamente focalizzata a fotografare i comportamenti devianti dell’eccesso di consumo di alcolici si è con gli anni arricchita di nuove sfaccettature e oggi offre un vasto database di dati sul consumo di vino in Italia per sesso, fascia di età, livello di istruzione e zona di residenza. Oggi presentiamo i dati generali, per dedicarci più in là nell’anno a dare un’occhiata ai numeri particolari. La situazione del 2013 differisce da quella degli altri anni per un semplice aspetto: il consumo di bevande alcoliche è sceso per tutte le categorie, in termini di penetrazione sulla popolazione, a differenza del passato in cui scendeva il consumo di vino e si manteneva o incrementava quello di birra e di altre bevande alcoliche. Alcune tendenze sono rimaste, come quella che vede gradualmente sparire i forti bevitori e quelli “abituali” a favore di quelli sporadici, altre sembrano emergere, quali un forte calo del consumo di vino nelle regioni del Nord Ovest, che non corrisponde a quello che si può osservare nelle altre macroregioni. Andiamo insieme a commentare i dati, che come sempre raccolgono una serie finalmente sufficientemente lunga di dati, dal 2007 a questa parte.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2013

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Con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia degli anni scorsi, analizziamo oggi l’andamento dell’export di vino 2013 per i 9 principali paesi esportatori nel mondo. Il quadro che ne esce è chiaramente positivo per l’Italia, che si riprende il primo posto nel mondo come esportatore in volume (mentre nel 2012 la Spagna aveva superato l’Italia di 0.4 milioni di ettolitri), mentre resta saldamente al secondo posto nella “vera” classifica, quella in Euro, con 5 miliardi di export, sopratutto con una crescita superiore a quella di  tutti gli altri paesi eccetto USA e Sud Africa. In altre parole, l’export italiano ha costantemente guadagnato terreno nei confronti della Spagna e, recentemente, nei confronti della Francia. Se consideriamo che il valore del nostro export è cresciuto del 50% tra il 2006-07 e il 2013 (con in mezzo una crisi), gli obiettivi dettati dal Primo Ministro Renzi di raggiungere 7.5 miliardi di esportazioni, +50% rispetto al livello attuale, non sono così campati per aria: a questo ritmo potremmo arrivarci intorno al 2020…

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento gennaio 2014

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Sebbene gennaio sia un mese irrilevante per il commercio estero di vino, vale la pena spendere due parole su quello che sta succedendo. Innanzitutto questo mese di gennaio si confrontava con un 2013 in cui l’incremento dell’export era stato del 29%, quindi molto forte. Sapete, quando i numeri sono piccoli le variazioni percentuali eclatanti sono facili da realizzare. Detto questo, il mese di gennaio è stato stabile dal punto di vista del valore e ha segnato un ulteriore calo del volume di vino sfuso (ma anche un -3% per i vini imbottigliati). Andiamo a vedere i numeri di dettaglio.

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Molise – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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MOLISE CENS 2010 1

 

Con il Molise finalmente chiudiamo il cerchio del censimento 2010 per quanto riguarda le superfici vitate suddivise per vitigno. Il Molise sembra una “terra di mezzo” nel mondo del vino italiano. La sua base ampelografica non è irrilevante, oltre 5mila ettari, è piuttosto concentrata su sul Montepulciano ma manca di denominazioni di origine importanti e non ha vitigni significativi. Con soltanto il 23% della superficie vitata a DOC, è una delle regioni con la minore penetrazione DOC. Tutta la produzione è concentrata in provincia di Campobasso.

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Basilicata – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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BASILICATA CENS 2010 1

 

La Basilicata è una delle patrie dell’Aglianico, che nelle due accezioni di Aglianico “semplice” e “del Vulture” (saranno diversi???) rappresenta il 47% della superficie vitata totale e l’85% di tutte le superfici a denominazione di origine della regione, che rappresenta circa 1600 ettari su un totale di 4900 (penetrazione = 33%). E’ una regione di vini rossi, dato che gli altri principali vitigni sono il Sangiovese, il Primitivo e il Montepulciano. Andiamo a vedere qualche numero insieme.

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