Italia


Italian Wine Brands – profilo e risultati 2013-14

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La prima azienda italiana che si occupa esclusivamente di vino ha fatto il suo ingresso in Borsa a fine gennaio. Si chiama Italian Wine Brands e oggi diamo un’occhiata a cosa fa, come lo fa, quanti soldi fa e quanto è valutato il suo capitale azionario. In due parole, non si occupa di vigneti ma soltanto di acquistare vino sfuso e uve, trasformarle e imbottigliarlo; è la “somma” di due aziende, Provinco e Giordano, e vale circa 77 milioni di euro (110 milioni il valore d’impresa). Dovrebbe quindi avere un multiplo di circa 0.8 volte le vendite, 10 volte l’utile operativo e un prezzo utili di circa 17 volte secondo le nostre stime preliminari. Con un debito di 33 milioni (2.5 volte il MOL) è stata portata in Borsa soltanto con parte del debito originariamente caricato dal private equity a Giordano nel 2006-07 (circa 100 milioni), vedere nostro post dell’epoca. Nel resto del post analizziamo qualche numero, la valutazione e l’andamento storico (non così egregio) delle vendite per la parte “Giordano”. Buona lettura.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento ottobre 2014

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Le esportazioni di vino di ottobre, il primo mese « spumantistico » sono rimaste esattamente stabili rispetto allo scorso anno. Ci avviamo ad affrontare un periodo interessante, caratterizzato da una forte turbolenza sui cambi, questa volta favorevole. Per mettere il dito nella piccola piaga che comunque c’e’, oggi metto in linea gli ultimi dati della Russia, che sara’ un osservato speciale nei prossimi mesi data la svalutazione del rublo. Per restare sui numeri del momento, il calo dei vini sfusi viene compensato dai vini spumanti, dove si ravvisano anche segnali di miglioramento nel mercato cinese, sinora un’area appannaggio soltanto dei vini imbottigliati. Andiamo ad analizzare i numeri insieme.

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Mercato, produzione e consumo di spumanti – rapporto OIV 2014

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OIV ha recentemente pubblicato un rapporto dettagliato sul mercato e sulla produzione di vini spumanti nel mondo, che riportiamo in questo post preNatalizio, particolarmente indicato visto il periodo. Secondo il rapporto, gli spumanti rappresentano una fetta inferiore al 10% della produzione e del commercio globale, ma sono una categoria decisamente in crescita. Interpolando i dati del rapporto, troviamo una crescita dei consumi media tra il 2002 e il 2013 di circa 0.8-0.9 milioni di ettolitri annui, per un consumo che ha raggiunto i 15.4 milioni di ettolitri nel 2013. Dieci di questi 15 milioni sono concentrati in 5 mercati: Germania, Francia, Russia, Stati Uniti e Italia. Con dinamiche diverse, come ben sapete: alla crescita forte degli USA e della Russia si contrappone il declino dell’Italia. Confrontando poi i dati di produzione con quelli di consumo si possono fare delle bilance commerciali degli spumanti. Come immaginerete, Italia, Francia e Spagna sono i tre grandi esportatori netti mondiali… entriamo nel dettaglio dei numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2014

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Anche se i dati che commentiamo oggi (e martedì sera per gli spumanti) si riferiscono ai primi 9 mesi dell’anno, forse bisogna cominciare a fare qualche conto sulle prospettive del prossimo anno. Lo facciamo proponendo 3 grafici che vi mostrano la prospettiva storica di lungo termine dell’export per categoria e la bilancia commerciale. La sfida infatti nel 2015 si giocherà sul valore delle esportazioni, dato che sarà difficile mantenere i volumi a 20 milioni di ettolitri con la vendemmia 2014, prevista molto scarsa dall’associazione enologi e ISMEA. A tale proposito ci sono un paio di punti di forza che emergono per il vino italiano. Primo, uno scenario di cambi favorevole, soprattutto per quanto riguarda il dollaro. Secondo, una scarsa esposizione ad alcuni mercati emergenti (forse fatta salva la Russia), dove non si vedono sengali di miglioramento. Per ora conviene “godersi” un mese di settembre piuttosto positivo, +6%, che viene dopo un mese di agosto negativo, il che potrebbe anche lasciare intendere che ci sia stato qualche spostamento di calendario. La “velocità” dell’export continua a diminuire, ma resta positiva al 2.5%, mentre i volumi di export restano negativi a -1% ma con un trend che tende a stabilizzarsi a 20 milioni di ettolitri. Come nei mesi precedenti, spumanti molto forti, vini sfusi molto deboli e vini imbottigliati che viaggiano su medie di crescita del 2% circa. Vediamo insieme cosa sta succedendo nelle principali categorie.

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Produzione di vino nel mondo – aggiornamento OIV 2014

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La nota di congiuntura di OIV da cui traiamo la prima stima di produzione mondiale di vino sta diventando sempre più striminzita e ora si riduce a un semplice comunicato stampa (sempre che non mettano qualcosa di nuovo nel sito nel frattempo). In secondo luogo, viene lecito farsi qualche domanda sulla qualità dei dati pubblicati, strani per quanto riguarda l’Italia, accreditata di ben 52 milioni di ettolitri di vino e mosti, contro un dato pubblicato da ISTAT di 48 milioni di ettolitri. Verrebbe voglia, in qualche modo, di dedicare del tempo a recuperare i dati puntuali, nazione per nazione… potrebbe essere il prossimo mestiere del blog… pubblicare propri dati invece di elaborare quelli degli altri… chissà.

Finite le critiche, cominciamo la costruzione. Come sempre prendiamo i dati per come sono, senza apportare modifiche (soprattutto al caso italiano). La produzione mondiale del 2014 è vista a 271 milioni di ettolitri, con un calo di 17 milioni rispetto al 2013, che ha segnato un picco storico di produzione a 288milioni. Il calo è dunque del 6%, anche se guardando i dati in prospettiva storica la produzione 2014 è allineata alla media. Chi ha fatto prodotto molto di più? Germania, Sud Africa, Argentina e Australia. Chi molto di meno? Romania, Cina (anche se qui il dato è presunto uguale al 2013), Cile, Italia e Portogallo. Passiamo ad analizzare i dati insieme.

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