Italia


Veneto – produzione e valore vini DOC 2013

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fed veneto 2013 05

Dopo Toscana e Piemonte procediamo con l’analisi delle DOC regionali in Veneto, dove dominano per volumi e valore due aree/vini: la Valpolicella e il Prosecco. Le nostre stime su volumi 2013 e prezzi 2014 ci indicano un valore alla produzione di 370 milioni di euro per l’accoppiata Conegliano Valdobbiadene e Prosecco, e di circa 200 milioni di euro per Valpolicella/Amarone. Sono numeri particolarmente rilevanti, anche nel panorama italiano: considerando i 17.3 milioni di ettolitri DOC prodotti nel 2013 e il prezzo medio italiano di 130 euro per ettolitri, otteniamo 2.2 miliardi di euro. Ecco, di questi 570, cioè il 25% sono di quei due “gruppi” di denominazioni. Passando ai numeri sui volumi di Federdoc, secondo l’agenzia i volumi DOC del 2013 sono cresciuti dell’8% a 4.7 milioni di ettolitri (comprese DOC interregionali). Accanto al +19% del Prosecco, che sfonda la ragguardevole barriera dei 2 milioni di ettolitri, tra le grandi denominazioni venete il 2013 è stato buono per il Valpolicella (+7%), meno per l’Amarone (-6%) e per il Bardolino (-15%), mentre sono poco mossi i numeri del Conegliano Valdobbiadene (+3%) e del Soave (-2%). Andiamo sui numeri. Continua a leggere »

Toscana – produzione e valore vini DOC 2013

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toscana federdoc 2013 02

 

La produzione di vini di qualità in Toscana nel 2013 è cresciuta secondo Federdoc del 9% circa, ponendosi con 1.5 milioni di ettolitri in media con gli ultimi anni. Naturalmente in Toscana la categoria performa come performa il Chianti, che da solo rappresenta quasi i due terzi del totale se includiamo il “Classico”. Non soltanto la produzione cresce ma crescono mediamente anche i prezzi dei vini all’origine. ISMEA rileva 5 vini toscani DOC, il cui prezzo mediamente è cresciuto nel 2014 del 10%, partendo dal +9% a 775 euro del Brunello (il vino più “prezioso” in Italia insieme al Barolo e all’Amarone) fino agli incrementi superiori al 15% per il Chianti, tra 150 e 180 euro a seconda della denominazione. La combinazione di questi fattori determina il balzo del valore della produzione dei vini che vedete nel primo grafico (e nella tabella qui sotto), per la quale vi invito a leggere la nota esplicativa. Nel resto del post trovate poi tutti i dati delle DOC e delle superfici.

Da quest’anno ho deciso di aggiungere una definizione di valore delle DOC, fatto sulla base dei prezzi medi annui ISMEA. Questo calcolo è fatto ove possibile con dati veri (trovate nella tabella la parola “ril” per definirlo), mentre dove non ci sono ho usato il valore medio delle DOC Italiane (“stima” nella tabella). Inoltre, i volumi che analizziamo oggi sono 2013, mentre le serie dei valori sono fatti prendendo i prezzi dell’anno successivo. Quindi il valore della produzione 2013 è fatto con il prezzo 2014, quello 2012 con il prezzo 2013 e così via, in modo da “simulare” il ritardo con cui mediamente i prodotti sono venduti rispetto a quando sono prodotti.

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I risultati 2013 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

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mediobanca spumanti 2013 0

Mentre analizzavo i numeri per questo post sui risultati delle aziende focalizzate sullo spumante, mi è venuta in mente una discussione con un famoso imprenditore vinicolo, al quale facevo notare che la sua azienda fosse sana e profittevole ma senza una adeguata esposizione agli spumanti. La sua risposta fu che se era facile fare fatturato e crescere, era molto più difficile fare i soldi, e lui quello voleva. Ebbene, i dati riassuntivi delle 31 principali aziende e cooperative focalizzate sugli spumanti proprio quello ci dicono: in media, non si fanno più soldi che nel totalone del rapporto Mediobanca: la crescita delle vendite è simile perchè a una maggiore dinamica esportativa si accoppia una maggiore esposizione al mercato domestico, mentre i margini e il ritorno sul capitale per quanto in recupero non sono migliori del campione. Ci sono naturamente tanti se e tanti ma: per esempio, i numeri di Ca del Bosco sono “migliorativi” per i margini di Santa Margherita,  e magari il peso delle cooperative è diverso dentro gli spumanti rispetto che a totale del campione, però questi dati pongono ancora una volta una domanda: gli spumanti sono sulla bocca di tutti per la grande crescita estera, che potete vedere nei grafici. Ma si fanno veramente più soldi? Leggiamo i numer insieme.

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Piemonte – produzione e valore vini DOC 2013

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PIEMONTE FEDERDOC 2013 02

Fonte: Federdoc per i volumi, ISMEA per i prezzi

Partiamo con il Piemonte nell’analisi delle produzioni DOC regionali, che ci accompagnerà durante l’estate. Quest’anno ho deciso di aggiungere ove possibile una definizione di valore delle DOC, fatto sulla base dei prezzi medi annui ISMEA. Questo calcolo è fatto ove possibile con dati veri (trovate nella tabella la parola “ril” per definirlo), mentre dove non ci sono ho usato il valore medio delle DOC Italiane (“stima” nella tabella). Inoltre, i volumi che analizziamo oggi sono 2013, mentre le serie dei valori sono fatti prendendo i prezzi dell’anno successivo. Quindi il valore della produzione 2013 è fatto con il prezzo 2014, quello 2012 con il prezzo 2013 e così via, in modo da “simulare” il ritardo con cui mediamente i prodotti sono venduti rispetto a quando sono prodotti.

Fatta questa premessa passiamo ai dati. Federdoc stima una totale produzione in Piemonte di 2.15 milioni di ettolitri nel 2013, in crescita del 5% rispetto al 2012, su una superficie denunciata di 28300 ettari, stabile. Cala per il secondo anno di fila la produzione di Asti, che resta peraltro di gran lunga la DOC più importante, sia per valore che per volume. E’ questa l’eccezione, in una annata dove quasi tutte le altre denominazioni sono cresciute, a partire dalla DOC Piemonte, +55%. Se guardiamo brevemente i valori, Asti ha un valore ai prezzi di base di circa 122 milioni di euro. E’ seguita, in crescita costante, dal Barolo che ormai ha raggiunto un valore di 74 milioni di euro. Andiamo a leggere i numeri in dettaglio insieme.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento febbraio 2015

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EXPORT FEB 2014 05

 

Oggi aggiungo un’analisi che latita da qualche tempo, cioè il confronto tra le esportazioni di vino e le esportazioni totali dell’Italia. Diciamo che sono due cose molto diverse, però i primi due grafici del post vi dicono che non è più vero che le esportazioni di vino crescono più di quelle totali italiane. Il primo grafico confronta la crescita mensile, il secondo invece la differenza tra le due crescite. Molto semplicemente, in un contesto in cui le esportazioni si sono stabilizzate, le esportazioni di vino sono passate da una situazione di crescita “maggiore o uguale” a quella degli altri beni, a una situazione “minore (di poco) o uguale”. Ognuno può leggerci dentro quello che vuole: io ci leggo un problema strutturale a crescere il valore delle esportazioni quando i volumi non salgono (o non possono salire) a causa del ridotto potenziale produttivo. Vedremo.

Sulle esportazioni di febbraio, due righe: i numeri sono buoni, in crescita rispetto a febbraio 2014 del 3% circa. Due cose sottolineerei: da una parte, grande beneficio dai rapporti di cambio, dollaro in particolare, compensato dalla discesa delle esportazioni in Europa. Secondo, inizio anno molto molto volatile per l’Asti, che sta “nascondendo” una performance ancora ottima degli spumanti DOP. Passiamo ai numeri.

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