Italia


Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – primo semestre 2016

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Sono con questo post in colpevole ritardo, sia perché non l’ho elaborato, sia perché la tabella di marcia è già piena. Ma veniamo a noi. I dati qui pubbicati sono di due tipi: 1) i dettagli resi disponibili da ISTAT sulle esportazioni di vino imbottigliato per regione (solo alcune) e per tipologia, dove i dati sono relativi alla provenienza dei vini; 2) il dettaglio solo trimestrale dei dati delle esportazioni per regione, che però sono riferiti non all’origine del vino ma all’origine di chi lo ha esportato. I dati mostrano il forte impatto positivo del Prosecco sull’export delle aziende venete (+9% nel semestre 2016, come già osservato negli scorsi anni) a fronte di un incremento dell’export totale italiano del 3%, mentre sono negativi i dati delle aziende piemontesi (-7%). L’altra tendenza piuttosto interessante (e positiva) è la crescita dei vini bianchi DOP a svantaggio dei vini IGP, che restano comunque preponderanti, nel contesto delle esportazioni di vino fermo imbottigliato, che vi ricordo non ha mostrato alcuna crescita nel primo semestre dell’anno (-1%). Passiamo a un breve commento dei dati in particolare…

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Veneto – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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Pur con grave ritardo comincio a pubblicare i dati produttivi di dettaglio delle maggiori regioni italiane. Si comincia dal Veneto, la regione “leader” in Italia per la produzione di vino, sia come volumi totali che come progressione della produzione nell’arco degli ultimi anni. Nel 2015 si sono prodotti 9.7 milioni di ettolitri di vino, il 20% del totale italiano, ma le percentuali salgono a quasi il 30% quando si restringe il campo ai vini bianchi e ai vini DOC. Un punto di riferimento chiaro per tutto il settore vinicolo italiano, guidato dalla progressione del Conegliano Valdobbiadene e Prosecco (vedere i dati in proposito della superficie vitata della provincia di Treviso), che anche nel 2016 dovrebbe aver confermato un livello produttivo molto rilevante (le stime parlano di circa 10 milioni di ettolitri).

Nel post troverete qualche nuova tabella. In particolare, ho deciso di rimettere i dati sulle superfici vitate provinciali, anche se alcuni dati sono secondo me “strani” (anno 2013 secondo me ha qualcosa di molto strano), e della produzione provinciale di uva, visto che la produzione di vino per provincia non consente un confronto negli anni dato che Istat in alcune annate ha inserito il mosto e in altre no. Forse con la produzione di uva abbiamo come si dice “tagliato la testa al toro”.

Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino Italia – luglio 2016

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L’andamento molto altalenante delle esportazioni 2016 viene confermato a luglio, mese in cui si registra il peggior andamento (mensile) per il nostro vino all’estero dal 2009 a questa parte. Naturalmente ci troviamo di fronte a un mese soltanto, seppur importante dal punto di vista stagionale, anche se il calo dell’8% rispetto all’anno scorso si innesta su una base di confronto non troppo difficile (+4% lo scorso anno). La principale causa di tale indebolimento sono i vini fermi, che crollano nel mese con un -13%, quinto segno rosso su sette del 2016 . Questa volta non basta la crescita dei vini spumanti, che continua oltre il +10%. La situazione teoricamente più critica, il Regno Unito per via di Brexit, non mostra per il momento particolari cambi di tendenza, anche se i forti progressi dei mesi scorsi sui vini spumanti cominciano a esaurirsi per via delle basi di comparazione sempre più difficili.

Bisogna preoccuparsi? probabilmente non per il momento, anche se il +2.9% con cui l’Italia ha archiviato il primo semestre diventa +1.1% aggiungendo questo mese particolarmente negativo. E tutto a un tratto, l’obiettivo che sembrava così facilmente raggiungibile dei 5.5 miliardi di euro di esportazioni si allontana di una quarantina di milioni… 5385 milioni… passiamo ai dati…

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I consumi di vino totali e pro-capite 2015 – aggiornamento OIV

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Come ben sapete i dati OIV mi danno sempre molto da pensare, essendo un mix di dati presi qua e là, talvolta poco rispondenti alle nostre evidenze. Detto questo, è ora di aggiornare i dati sui consumi di vino al 2015. Le novità rispetto ai trend visti negli ultimi anni non sono di poco conto: il trend di calo strutturale dei consumi in alcuni mercati sembra essersi arrestato nel 2015. Stiamo parlando di grandi paesi consumatori come l’Italia (ed effettivamente questo dato risponde abbastanza ad alcune evidenze ISTAT) o la Spagna, mentre proseguono nel loro progresso gli USA, ormai il principale mercato mondiale senza discussioni, con 31 milioni di ettolitri consumati nel 2015 sul totale di 240 milioni. In difficoltà il mercato francese, unico negativo tra i grandi consumatori. Questi 240 milioni, se confermati, potrebbero rappresentare un marginale incremento rispetto al 2014, che si era fermato secondo OIV a 239.1 milioni. Se consideriamo quindi i dati delle ultime due vendemmie, 2014 e 2015, di 270-275 milioni di ettolitri e che circa 30 milioni di ettolitri sono “bevuti” dagli usi industriali e non dall’uomo, siamo di fronte a un mercato in sostanziale equilibrio, dove sia il consumo che la produzione (vedi superficie vitata ormai bloccata a 7.5 milioni di ettari) sono fermi. Passiamo a commentare insieme qualche dato.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2016

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Fonte: elaborazioni I numeri del vino su dati doganali e UN Comtrade

Ragioniamo oggi sul quadro delle esportazioni mondiali di vino nei primi 6 mesi del 2016, dopo aver analizzato i dati puntuali dei diversi paesi produttori. Il primo grafico vi fornisce una buona approssimazione: le esportazioni globalmente non sono cresciute, se sommiamo i dati dei primi 11 paesi produttori mondiali. Il valore esportato è stato di circa 11.4-11.5 miliardi di euro, stabile rispetto allo scorso anno (quando peraltro balzò del 10% a fronte del rafforzamento del dollaro americano), mentre i volumi esportati sono scesi del 2% a circa 45 milioni di ettolitri, dopo essersi attestati al picco storico nel semestre dello scorso anno. In questo contesto, l’andamento dell’Italia va visto in chiave positiva, anche se sappiamo bene che una volta esaurita la spinta dei vini spumanti, probabilmente il nostro export avrà qualche problema a stare al passo degli altri. Per intanto vale la pena di godersi il primato: una quota di mercato del 22.7% sul valore di questo campione di paesi, la più alta di sempre, una crescita che sfiora il 3%, la più alta tra questi paesi. Se Italia, Spagna ma anche Francia vanno bene, sono andate male le esportazioni di Australia, USA ma anche di tutti gli altri paesi. Un semestre strano, quindi, con il vecchio mondo alla riscossa… andiamo a leggere i dati insieme.

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