Italia


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2017

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I dati delle esportazioni di maggio sono buoni (+12%), tanto buoni da far riaccelerare il ritmo delle nostre esportazioni dal 5% dei primi 4 mesi al 6.4% attuale. Aumentano dunque il mio buon umore, in questo caldo agosto in cui vi scrivo da Las Vegas. Mi concedo una licenza poetica: oggi ho mangiato nella catena Shake Shack (ottimi hamburger con ingredienti selezionati) e tra i 2-3 vini acquistabili c’era il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Mionetto. Molto bene direi. Tornando a noi, i dati 2016 sono molto altalenanti, con mesi molto positivi che si alternano a mesi negativi, a causa del calendario della Pasqua e dall’uscita dall’anno bisestile. Maggio però era un mese “normale” e il dato è stato decisamente buono. Gli unici dubbi che mi vengono relativi alla sostenibilità di questo andamento, è che 1) sono totalmente legati all’incremento dei volumi che probabilmente la vendemmia 2017 non spingerà ulteriormente e 2) lo scenario delle valute è mutato radicalmente negli ultimi mesi, con un significativo indebolimento del dollaro (attualmente a 1.18 sull’euro). Passiamo per ora ai dati.

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Calabria, Molise e Basilicata – produzione di vino – aggiornamento 2016

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Benvenuti al “jumbo-post” sulla produzione vinicola di Basilicata, Molise e Calabria, tre regioni che messe insieme producono nel 2016 poco meno di 800mila ettolitri di vino. La regione più rilevante e anche con i dati più positivi è sicuramente la Calabria (428mila ettolitri di vino), che vanta una crescita della produzione del 6% nell’anno e un livello del 7% superiore a quello strutturale dell’ultimo decennio. I 250mila ettolitri del Molise sono invece dell’8% superiori al livello 2015 ma sono largamente inferiori a quanto si è visto in passato. Infine, la Basilicata, dove da tre anni a questa parte ISTAT accredita una produzione molto inferiore ai livelli storici (pre 2014), di meno di 100mila ettolitri. Se confermati (confermate voi produttori???), per la Basilicata si tratta del peggiore volume produttivo mai riportato. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Sartori – risultati 2016

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Il 2016 non è stato un buon anno per Sartori, a differenza dei due precedenti, principalmente a causa della forte esposizione al mercato inglese e ai vini fermi, che ha determinato un leggero calo delle vendite estere, nonostante le ottime notizie provenienti da alcuni mercati secondari. In questo contesto, l’azienda ha dovuto correre ai ripari tagliando i costi. Il quadro vede un fatturato in leggero calo (-2%) e una riduzione degli utili del 12/13% a seconda della linea che si vuole osservare e una struttura finanziaria sostanzialmente stabile (8 milioni di euro di debito). I progetti di investimento annunciati nel 2015 stanno proseguendo (1.4 milioni per ristrutturare il fruttaio e costruire un nuovo depuratore). Anche Sartori sta cercando di aumentare la sua visibilità nei confronti del consumatore finale: è infatti stato aperto il primo “Wineshop Sartori” in Valpolicella. Le prospettive per il 2017 non si annunciano incoraggianti per una serie di ragioni: problemi con l’allocazione dei contributi OCM alla promozione (che impattano anche Masi, per la cronaca), prospettive buie nel mercato inglese dove la distribuzione al dettaglio sta cercando di spostare gli imbottigliamenti in loco, mercati scandinavi che scontano un forte pressione competitiva e il mercato italiano dove l’andamento resta sottotono. Passiamo all’analisi dei dati.

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Campania – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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Controtendenza. La parola che definisce l’andamento della produzione di vino campana nel 2016 è questa. I dati sono controllati e ricontrollati perché quanto ti ritrovi con una produzione in calo del 20% nella regione che sta all’interno di un paese dove il dato segna un +6%, vai a ricontrollare i dati puntuali per vedere se è vero. ISTAT scrive 1.3 milioni di ettolitri contro 1.6 del 2015 e 1.7 della media storica, quindi un calo del 20-25%, molto simile per i vini bianchi e i vini rossi, invece più spinto per i vini IGT rispetto ai vini da tavola e ai DOC, che invece “resistono” con un calo del 13%. Migliora dunque il mix produttivo della regione, che si caratterizza per una resa per ettaro piuttosto bassa (75q/ha contro il record italiano 2016 di 116) e che si segnala anche per un calo delle superfici vitate di circa il 4% nel 2016 secondo quanto riportato da ISTAT, concentrato nella provincia più vitata della regione, Benevento. Passiamo all’analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo semestre 2017

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Proseguiamo l’analisi delle vendite di vino al dettaglio nella GDO grazie al contributo di IRI. I dati del secondo trimestre sono indubbiamente positivi, con o senza l’effetto della Pasqua, che ha spinto soprattutto le vendite di spumante dopo un primo trimestre sottotono. I dati puri sul trimestre dicono +6%, che portano il primo semestre a +2.8%, con una spinta forte degli spumanti (+25% nel trimestre, +10% nel semestre) tutta legata all’andamento dei volumi. Un dato allineato a quello relativo agli ultimi 12 mesi: +2.9%. L’effetto prezzo-mix continua a dominare e “spiega” quasi tutta la crescita delle vendite, mentre i volumi subiscono l’impatto negativo di alcune categorie in declino, e più precisamente (con diversi tagli e nel semestre): in vini in formati diversi dalla classica bottiglia (-1.5%), i vini rossi (-1.3%), i vini non DOC o IGT (-1.5%) e, negli spumanti, i vini Charmat dolci (-2.3%). Passiamo a leggere qualche dato insieme.

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