Italia


Piemonte – produzione e valore vini DOC 2014

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PIEMONTE FEDERDOC 2014 2

Cominciamo anche quest’anno a guardare alla produzione DOC dei principali poli vinicoli italiani. Come abbiamo visto nel post generale, la produzione 2014 è stata colpita dalle cattive condizioni climatiche, che nel caso del Piemonte hanno comportato secondo i dati Federdoc una riduzione piuttosto limitata della produzione, -3% a 2.1 milioni di ettolitri. Come sempre confrontiamo il dato con ISTAT, che dice un numero molto simile 2.15 milioni di ettolitri ma parla di un calo più marcato, -10%. In tutti i casi, non un buon anno, anche se la propensione verso i vini di qualità cresce, con un incremento dell’1% della superficie denunciata, 28700 ettari nel caso del Piemonte. Come sempre, calcoliamo anche il valore ai prezzi all’origine delle denominazioni principali. Cresce a 130 milioni il valore della DOC Asti, per la combinazione di produzione in crescita e prezzi in calo, mentre cala la produzione di Barolo, a 72 milioni di euro, principalmente a causa della cattiva annata in termini quantitativi. Andiamo dunque a leggere i dati più importanti.

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I risultati 2014 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

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SPUMANTI 2014 MEDIO 19a

Chiudiamo la tornata del rapporto Mediobanca con uno sguardo all’andamento economico delle aziende spumantistiche, relative all’anno 2014, pubblicato da Mediobanca nel suo rapporto di metà aprile. Nel 2014 si comincia a vedere l’impatto del boom delle esportazioni, che ha consentito alle aziende spumantistiche di avere un andamento delle vendite nettamente superiore al resto dell’industria, riducendo anche il divario in termini di margini di profitto con il resto dell’industria. Secondo le anticipazioni del rapporto il divario si amplierà considerevolmente anche nel 2015, quando le aziende spumantistiche sono accreditate di un +10% di vendite contro un buono ma più contenuto +5% del fatturato del campione totale. Ma dato che di numeri parliamo, snoccioliamoli nel resto del post.

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I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2015

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canali 2015 0

Quest’anno aggiungo all’usuale aggiornamento sui canali di vendita una nuova analisi, che in verità Mediobanca ha sempre fatto ma che ho sempre ignorato: si tratta dell’indagine sulla tipologia di etichette per livello qualitativo del vino. Cosa è successo dunque nel 2015 rispetto agli anni scorsi: il canale di distribuzione diretto continua a guadagnare terreno, così come il canale di vendita dei grossisti e i canali alternativi. A farne le spese sono le vendite al canale della GDO che si attestano alla percentuale più contenuta degli ultimi anni (40%) e le enoteche/winebar, anch’esse al minimo storico. I dati sulle etichette invece evidenziano due aspetti importanti: 1) la graduale riduzione dei “grandi vini” nel portafoglio delle aziende vinicole a vantaggio dei vini DOCG, quindi di alta qualità ma meno di 25 euro di prezzo al dettaglio; 2) la riduzione del numero di etichette DOC e IGT a vantaggio delle etichette di vini DOCG e vini comuni rispettivamente, presumibilmente come risposta alla crisi degli ultimi anni, che ha portato a una polarizzazione verso l’alto e verso il basso dell’offerta di vino. Passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2014

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Con un ritardo combinato sia di SINAB nel pubblicare i dati che mio nell’analizzarli pubblichiamo oggi i numeri sull’agricoltura biologica, purtroppo ancora fermi al 2014. Secondo il rapporto, la superficie vitata italiana “bio” è di 47mila ettari, quasi 3mila più del 2013, oltre a 25mila ettari in fase di conversione, che fanno il totale riportato dalla ricerca di 72361 ettari. Mi ripeto tutti gli anni ormai. Se ci sono stabilmente 20-25mila ettari in conversione tutti gli anni e se la conversione dura 3 anni, come mai la superficie effettiva non cresce di un terzo di quella in conversione ogni anno? Tornando ai dati che possiamo analizzare, nel 2014 Sicilia, Calabria e Lombardia sono le regioni che hanno aggiunto più ettari, mentre notiamo un andamento negativo in sette regioni italiane (sette anche nel 2013): Basilicata, Campania, FriuliVG, Liguria, Marche Puglia e Sardegna. Passiamo ad analizzare i dati insieme.

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La produzione di vino nel mondo 2015 – aggiornamento OIV

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I dati aggiornati di OIV sulla produzione di vino 2015 non hanno portato sostanziali novità. Diciamo che la parola d’ordine sembra “stabilizzazione”. Stabilizzazione della superficie vitata mondiale, che sembra aver toccato il punto di minimo nel 2011-2012 a poco meno di 7.5 milioni di ettari vitati e ora veleggia a 7,534,000 ettari; stabilizzazione della produzione di vino che tra alti e bassi locali negli ultimi due anni è stata di 270 milioni di ettolitri circa, cinque più, cinque meno. Stabilizzazione anche dei consumi, che mai si sono ripresi dalla botta della crisi 2009, e stanno sempre intorno ai 240 milioni di ettolitri annui (magari ci facciamo un post più avanti quest’anno). Tornando all’argomento del giorno, la produzione 2015, l’ultima stima da 274.4 milioni di ettolitri, 6 in più del 2014, ma uno in meno rispetto a quello che era uscito a ottobre dell’anno scorso. L’Italia continua ad essere in cima alla lista, con 49.5 milioni di ettolitri (vi ricordo che ISTAT ha fornito una indicazione di 48.2 milioni di ettolitri per la produzione di vino, incluso mosti). Questa piccola discordanza mi serve per ricordarvi che i dati OIV che trovate in questo post differiscono in modo SOSTANZIALE con quelli che commentiamo dalle fonti dirette nazionali di produzione e che finchè non troverò il tempo (ma soprattutto il modo) di fare una “fonte Inumeridelvino”, continueremo a tenere i dati OIV sulla produzione mondiale “così come sono” anche se per alcune annate sembrano effettivamente fuori luogo. Passiamo a commentare i dati.

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