Italia


Sartori – risultati e analisi di bilancio 2009

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Sartori ha archiviato un 2009 particolarmente difficile. Non soltanto il fatturato ha mostrato un calo del 15%, ma i margini non hanno positivamente risentito del minor costo delle materie prime a causa dell’esposizione dell’azienda a mercati in forte crisi come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Il bilancio ha quindi chiuso praticamente in pareggio, con un indebitamento stabile e un ritorno sul capitale ormai sceso dal 30% e piu’ del 2007 e annate precedenti a circa il 5% del 2009. Come vede il 2010? Un altro anno difficile, soprattutto in mercati come il Regno Unito, dove e’ esasperata la concorrenza sul prezzo, mentre a quanto sembra ci sono migliori possibilita’ in USA e in Italia dove Sartori e’ relativamente sottoesposta, soprattutto se consideriamo la sua dimensione estera. In Italia, Sartori prevede un anno difficile con (1) continuo calo delle presenze nella ristorazione; (2) lo strapotere negoziale della grande distribuzioni sui contratti con volumi elevati.



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Gruppo Italiano Vini (GIV) – risultati e analisi di bilancio 2009

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Il bilancio 2009 di Gruppo Italiano Vini che analizziamo oggi e’ molto differente dall’ultimo che avevamo visto (2007). Innanzitutto, GIV ha allargato il suo perimetro di consolidamento acquisendo al 31/12/2008 una serie di attivita’ (l’impatto si e’ visto nel 2009 a livello economico, mentre e’ gia’ visibile nei dati 2008 a livello patrimoniale) che concentrano dentro GIV SpA le produzioni di qualita’ con una semplificazione della struttura societaria e gli forniscono anche l’apparato produttivo e una serie di attivita’ agricole che la rendono sempre piu’ indipendente dai conferimenti delle cooperative socie. Resta comunque preponderante l’acquisizione di prodotti da commercializzare dai soci dell’azienda, che hanno di poco superato i 60 milioni di euro (EUR32.5m di vnio sfuso, mosto e olio e EUR28.9m di vino sfuso e imbottigliato fornito da Cantine Riunite & CIV). Le mosse che stanno compiendo gli azionisti di GIV sembrano corrette: bisogna dare indipendenza operativa all’azienda. Deve ora essere il momento dell’indipendenza finanziaria, che significa anche agire sui costi e sui rapporti con i soci: il GIV e’ un produttore di vini di qualita’ (non vende praticamente vini da tavola, con il 49% di IGT e il 49% di vendite DOC/DOCG), con una forte esposizione all’estero (70% sono realizzati sostanzialmente in Germania, USA e Canada) e marchi molto noti come Bolla (13% delle vendite), Folonari (12%), Lamberti (9%), Rapitala’ (6%), Melini, Bigi e via dicendo. Intanto, nei primi 3 mesi del 2010 le vendite sono state stabili in Italia e in leggero calo all’estero, ma con una ripresa incoraggiante a marzo e un ulteriore recupero in Aprile.



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Zonin – risultati e analisi di bilancio 2009

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Zonin ha archiviato un 2009 in decisa controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre grandi aziende vinicole. Il fatturato e’ cresciuto del 9% e, anche se i margini si sono ridotti leggermente, il bilancio ha chiuso con un leggero utile senza essere aiutato da poste straordinarie: possiamo dire che e’ il primo bilancio senza perdite dalla gestione dal 2004 a questa parte. Non solo Zonin e’ andato bene nel 2009, ma prevede anche un 2010 in ulteriore rialzo, anche se gli amministratori hanno gia’ messo le mani avanti sui margini: il focus continua a essere la quota di mercato e l’incremento del fatturato rispetto all’incremento della profittabilita’. La salute finanziaria del gruppo sta aumentando: il capitale investito e’ rimasto stabile, il debito ha avuto una leggerissima riduzione. Anche se i parametri del debito sono leggermente peggiorati a causa del calo del MOL, l’andamento commerciale del gruppo (per non dire della dotazione patrimoniale) lascia presagire a evoluzioni positive nell’esercizio in corso.



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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo semestre 2010

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Le esportazioni di vino hanno beneficiato di una ulteriore accelerazione in giugno (+12%) e hanno chiuso il semestre con un progresso di poco superiore al 9%. Dove stanno le buone notizie? La situazione sembra essere piu’ equilibrata, con un recupero degli spumanti guidato dai volumi e una stabilizzazione del vino sfuso. I vini imbottigliati continuano a crescere (+13% in giugno) ora trainati dalle vendite americane (il cambio quest’anno ci aiuta, bisogna ricordarselo), mentre la Germania dopo aver sostenuto l’export e’ in fase di stabilizzazione (-1% a maggio, +8% a giugno). La novita’ forse e’ che il mercato giapponese comincia a muoversi di nuovo, con un forte rimbalzo delle esportazioni occorso negli ultimi 2-3 mesi che ha portato il totale di vino imbottigliato a crescere del 7% su base annua a quasi 80 milioni di euro. La festa pero’ potrebbe essere quasi finita: nella seconda meta’ del 2010 il confronto sara’ piu’ arduo, soprattutto negli ultimi 2 mesi dell’anno e le esportazioni di vino si stanno di nuovo avvicinando al massimo storico di due anni fa; nello stesso tempo, le aspettative sulla crescita economica mondiale si sono affievolite.



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Banfi – risultati e analisi di bilancio 2009

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Banfi ha riportato una perdita nel 2009 a causa della contrazione della domanda, soprattutto dei suoi prodotti di fascia bassa (mentre per il marchio Castello Banfi le vendite sono state stabili). La riorganizzazione che da due anni investe il gruppo, passata attraverso la ristrutturazione dei vigneti e della cantina non ha ancora dato i suoi frutti ma dovrebbe iniziare a darli nel 2010: le vendite dei primi mesi dell’anno sono stati in forte controtendenza. Nel frattempo, Banfi ha subito in modo molto significativo la crisi di questi anni, con il fatturato sceso sotto 50 milioni di euro dai quasi 70 milioni toccati nel 2007. La forte integrazione verticale, con elevati costi fissi (850 ettari di vigneto di proprieta’) hanno determinato il crollo dei margini e l’emergere di una perdita nel corso del 2009. La struttura finanziaria non si e’ pero’ deteriorata, dato che Banfi ha sempre investito tenendo conto della generazione di cassa. Il debito a fine 2009 era poco sopra 40 milioni, con un rapporto molto elevati rispetto al MOL (circa 9 volte), ma ben coperto dal valore molto elevato delle attivita’ (33 milioni di terreni e fabbricati).



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