Italia


DOCG, DOC e IGT in Italia – aggiornamento 2009

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Aggiorniamo oggi il post sulle DOC/DOCG con i dati pubblicati da INEA e aggiornati al 31 luglio 2009. In Italia a quella data c’erano 479 denominazioni, 3 in piu’ del 2008 (il Dolcetto di Ovada, il Conegliano Valdobbiadene-Prosecco e il Colli Asolani-Prosecco hanno ottenuto la DOCG; il Prosecco la DOC). Si tratta di un incremento netto di 3 denominazioni, di cui due sono nel Veneto. C’e’ pero’ anche un cambio di mix, con uno spostamento di una DOC in DOCG in Piemonte. Data la stasi della produzione di vino e il leggero incremento delle denominazioni, non ci sono buone notizie sulla dimensione media per denominazione, che resta intorno ai 40mila ettolitri di vino all’anno, troppo poco per avere un potenziale di promozione di tutto lo spettro. Meglio sembrano i dati delle 120 IGT italiane, che invece viaggiano intorno a 109mila ettolitri per denominazione, un livello piu’ interessante, che potrebbe consentire una piu’ attiva promozione del marchio.



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Indagine sui consumi di vino fuori casa – Partesa per Vinitaly

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A sopperire all’incredibile scarsita’ di dati sul mercato del vino italiano sulla parte “consumo fuori casa” e’ venuta incontro Partesa, uno dei principali distributori italiani di bevande. Che cosa ha fatto Partesa per Vinitaly? Ha semplicemente aperto il suo fatturato per far vedere come si sono comportati diverse categorie di bevande nel corso degli ultimi anni; nel segmento vino, e’ poi andata in profondita’ sulle diverse categorie. Siccome si tratta dei valori di Partesa, e’ inutile che si pubblichino i milioni di euro, sono dati senza senso. E’ anche senza senso pensare a pesare le categorie, dato che Partesa e’ chiaramente sovrappesato sulla birra. Quindi, il lavoro che ho fatto qui e’ quello di prendere i dati, ribasarli e far vedere le tendenze piuttosto che i valori assoluti, che potrebbero anche ingannare qualcuno. Quali conclusioni: (1) la bevanda vino, seppur in calo, si e’ comportata meglio delle altre bevande in questi ultimi anni, insieme alla birra, con un -6% nel 2009 a valore. In forte calo invece sono stati secondo Partesa i liquori e gli aperitivi (punto sul quale ho diversi dubbi). (2) Nell’ambito del vino, la categoria migliore e’ stata quella degli spumanti, in costante crescita fuori casa anche nel 2009 (+3%), con i vini bianchi stabili e i vini rossi in calo piuttosto deciso (-11%), insieme a Champagne (-19%) e altre categorie (che sembrano pero’ marginali per Partesa). (3) i vini di qualita’ continuano a crescere (+3% 2009) a discapito dei vini da tavola (-11%). (4) su questo punto pero’ c’e’ una puntualizzazione da fare: il calo dei vini da tavola e’ essenzialmente un calo costante di volumi a cui si associa un leggero impatto positivo del prezzo-mix. Nel caso dei vini di qualita’ i volumi giocano in positivo, mentre il prezzo-mix nel 2009 e’ stato in calo (-3%).



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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2010

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Le esportazioni hanno dato dei chiari segnali di ripresa a Febbraio. I dati ISTAT appena pubblicati mostrano un incremento del 14% a 265 milioni, come ormai capita da diversi mesi guidato dall’incremento dei volumi che sono saliti del 23% a 1.55m/hl. Riportando i dati in ragione d’anno (e quindi considerando i 12 mesi da Marzo 2009 a Febbraio 2010), le esportazioni sfiorano i 3.5 miliardi di euro, con un calo dello 0.4% rispetto ai 12 mesi precedenti. I volumi stanno invece rapidamente salendo verso la soglia psicologica dei 20 milioni di ettolitri (siamo a 19.87m/hl), che di questo passo potrebbero essere raggiunti nei 12 mesi terminanti a Marzo o Aprile. Una considerazione generale: l’euro debole di questi mesi sicuramente favorira’ le esportazioni.



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Vendite di vino al dettaglio Italia – primo trimestre 2010

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I numeri da poco rilasciati da ISMEA/Nielsen sulle vendite al dettaglio in Italia parlano molto chiaro: il vino italiano ha continuato la discesa nel primo trimestre del 2010. Anzi, a voler essere precisi, ha accelerato il calo, facendo segnare un -4.7%, di cui -1% volume e -3.8% prezzo mix.

Si possono fare 5-6 considerazoni: (1) l’Italia e’ un paese (mercato) che considero ritardatario, nel senso che da noi le cose capitano con un discreto ritardo rispetto agli altri paesi. Se guardiamo ai dati del 2009, che bene sono visualizzati in tabella, il parametro di confronto era un primo trimestre 2009 con un laconico -0.6%, quando sembrava che in altri posti ci fosse la fine del mondo (vedi vendite di Champagne). Difatti, il mercato italiano ha cominciato a picchiare secco a partire dal secondo trimestre (primo semestre a -5%, il che implica un secondo trimestre vicino al -10%).



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Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento 2009

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I dati sui consumi di bevande alcoliche in Italia relativi al 2009 mostrano qualche sorpresa, insieme alle ovvie evidenze (superiorità del vino rispetto alle altre bevande). Bene, la sorpresa è relativa al fatto che il calo storico di consumo di vino ha avuto una battuta d’arresto nel 2009. In altre parole, la tendenza che sempre meno persone bevono bevande alcoliche si è fermata. Badate, non stiamo parlando di quantità, stiamo parlando della penetrazione di consumo sul totale della popolazione. Se nel 2008 il 53.4% degli italiani sopra gli 11 anni avevano bevuto almeno 1 volta vino, nel 2009 questa percentuale è salita al 54%. Lo stesso dicasi per la birra e per gli altri alcolici: dal 45% al 45.9% e dal 38.6% al 39.3% rispettivamente. Il luogo comune dice che nelle fasi di recessione si beve di più per consolarsi: guardando questi dati non sembra proprio soltanto un luogo comune… Infine un flash sull’evoluzione dei consumi per eta’, dove vedrete come il consumo di vino sta gradualmente invecchiando…



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