importazioni di vino


Giappone – importazioni di vino, aggiornamento 2012

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Fonte: dogana giapponese

giappone import 2012 0

 

Le importazioni di vino in Giappone sono un tema piuttosto interessante, dato che è evidente dai numeri una forte accelerazione, sia dal punto di vista dei volumi (+23%) che da quello del valore (+28%, in euro), quest’ultimo aiutato in modo sostanziale da una rivalutazione dell’8% circa del cambio medio contro l’euro (da circa 111 a circa 102 yen per un euro). In questo contesto l’Italia ha mantenuto le posizioni di numero due (a valore, numero 3 a volume), senza riuscire a fare la differenza con il leader di mercato, la Francia, che è riuscita a crescere quasi alla medesima velocità pur partendo da una base di 4 volte superiore. Nel corso degli ultimi mesi, il corso euro/yen ha decisamente cambiato direzione e dopo 5 anni in cui il cambio ha sospinto il valore delle nostre esportazioni del 35% circa (cumulato), nel 2013 dovremo fare probabilmente i conti con il trend inverso (attualmente il cambio è intorno a 120-125 yen per un euro contro la media di 102 del 2012): vediamo se i nostri produttori avranno la flessibilità di adattarsi alle nuove condizioni di mercato e guadagnare quote.

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Importazioni di vino in UK – aggiornamento primo semestre 2012

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I numeri che analizziamo oggi sono derivati dalle dichiarazioni della dogana inglese relativamente alle autorizzazioni di rilascio di prodotti alcolici nel mercato inglese. Si tratta quindi di un dato che e’ relativo al mercato del vino più che alle sole importazioni. Essendo peraltro la produzione locale irrisoria, i due dati si sovrappongono quasi perfettamente. La conclusione di questo rapporto è che i volumi nel mercato inglese sono stabili e non si muovono ormai da qualche anno, mentre continua a crescere il valore medio del mercato (questo è il dato nuovo che fino a qualche tempo fa non era disponibile). Questa tendenza è anche piuttosto marcata, dato che tra il 2007 e il 2011 il mercato a volume è calato del 4% (cumulativamente) mentre il valore in sterline è cresciuto del 30%. Addentriamoci nei dati, con l’unica avvertenza di considerare che i dati a valore sommano sia i vini tradizionali che quelli aggiunti di alcol, mentre i volumi sono disponibili separatamente, e quindi noi ci occupiamo di quelli relativi ai vini tranquilli. Una seconda conclusione, forse ancora più importante, è che la quota di mercato del prodotto vino rispetto al totale del valore degli spirits nel mercato inglese continua a crescere: nel 2007 era il 31% del valore, nel 2011 siamo arrivati al 33.5%. Andiamo ai numeri.

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Importazioni di vino a Hong Kong – aggiornamento 2011

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Raddoppiamo o dimezziamo? I dati 2011 sulle importazioni di vino di Hong Kong relative al 2011 (in dollari) mettono in luce una realtà bifronte: il vino italiano sta crescendo ma gli altri sembrano andare meglio. Risultato? Le quote di mercato del nostro prodotto tra il 2006 e il 2011 si sono dimezzate pur esportando 6 volte di più di 5 anni fa. Due puntualizzazioni vanno fatte a questo punto della discussione: (1) il vino esportato a Hong Kong viene parzialmente rigirato in Cina, motivo per cui trovate due tabelle, una con le importazioni nette (cioè del vino che non viene riesportato) e una con le importazioni lordo (cioè del vino che viene esportato a Hong Kong, indipendentemente da dove va dopo. Per valutare il mercato di Hong Kong, il dato più importante è il primo; (2) Hong Kong è un mercato dove operano i mercanti inglesi, che esportano ogni tipo di vino, e quindi non sappiamo esattamente che cosa c’è dentro quella categoria “other”, altri. Di certo, sono vini che se italiani figurano nelle esportazioni dell’Italia verso il Regno Unito e, in misura minore, verso la Svizzera. Passiamo ad analizzare i dati…

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2012

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Le importazioni di vino in Italia sono state in forte crescita nel primo semestre 2012, ma la bilancia commerciale continua a migliorare, perlomeno in termini di valore (comincia a flettere in volume). Le importazioni di spumanti sono in calo evidente, e quindi qui parliamo di Champagne. La Spagna è la chiave di lettura della crescita e i vini sfusi sono il comparto dove andare a cercare le spiegazioni. I dati di giugno sono in forte rallentamento per quanto restino positivi. Questi sono i messaggi-chiave del post. Buona lettura.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2011

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L’andamento delle importazioni di vino in Italia ha nel 2011 seguito in modo abbastanza fedele l’export in termini di variazione percentuale. Giusto per ricordare il contesto: l’Italia importa essenzialmente spumanti e vino sfuso. Sul periodo gennaio-dicembre 2011 le importazioni sono cresciute del 14%, rispetto a un incremento del 12% delle esportazioni. I valori in gioco come ben sapete sono del tutto diversi: l’export e’ 4.4 miliardi di euro, l’import e circa 300 milioni di euro. I principali mercati da cui importiamo sono i medesimi: la Francia, gli USA e la Spagna, un po’ di Portogallo. Il vino cileno, argentino o australiano sono “inesistenti” con valori ricompresi tra 1 e 2 milioni di euro annui. Diverso e’ il discorso sui volumi, dove invece nel corso del 2012 le importazioni sono cresciute del 50% a 2.3 milioni di ettolitri: tale incremento e’ essenzialmente dovuto a un forte incremento delle importazioni dalla Spagna di vino sfuso. Gli addetti ai lavori conosceranno sicuramente meglio di me di che cosa si tratta nello specifico. Senza avere informazioni specifiche si potrebbe ipotizzare che il calo della produzione in Italia potrebbe aver “aperto” un canale di importazione di prodotto a basso costo dalla Spagna.

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