importazioni di vino


Russia – importazioni di vino, aggiornamento 2012

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La Russia resta una delle tigri del mercato mondiale del vino, in termini di evoluzione dei consumi di prodotti importati. In particolare, per il 2012 le importazioni sono cresciute a valore del 18%, a fronte di volumi sostanzialmente stabili poco sotto i 5 milioni di ettolitri (a causa del forte calo dell’export a volume spagnolo). L’Italia resta senza dubbio il punto di riferimento, anche se i dati che presentiamo oggi mettono in luce un preoccupante “stop” nel 2012, anno in cui i volumi esportati sono calati del 18%, con un valore in crescita soltanto del 3%. Andiamo ad analizzare i dati in particolare.

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Cina – importazioni di vino 2012

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Grazie all’analisi di ISMEA, pubblicata in occasione del Vinitaly, possiamo aggiornare il dato delle esportazioni di vino in Cina, che rappresenta una delle grandi speranze del mondo del vino in termini di potenziali nuovi consumatori. In effetti il mercato continua a crescere e l’export segna un +8/10% annuo nonostante venisse da un 2011 esplosivo (+80%). Come avete avuto modo di leggere nelle precedenti analisi, il mercato è e resta dominato dai francesi, che hanno un dominio assoluto nel segmento di altissima qualità. Nel 2012, però, la loro quota di mercato segna il passo per la prima volta, tornando, di pochissimo sotto la bulgara soglia del 50%. Purtroppo, ad approffitare non siamo stati noi che perdiamo leggermente in termini di quota di mercato in dollari, ma piuttosto i cileni, gli americani e i neozelandesi. Nei dati che seguono tutto viene espresso in dollari americani. Il dollaro USA si è rivalutato dell’8% contro l’euro nel 2012. Ciò significa che quando ragioniamo sul dato italiano, +2.6% a 96 milioni di dollari, dobbiamo considerare che il dato sconta la rivalutazione del dollaro e che, a parità di cambi (o se volete, espresso in euro) la crescita sarebbe stata di 8 punti più elevata, quindi intorno all’11%. Passiamo ai numeri.

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Brazile – importazioni di vino 2012

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L’anno scorso avevamo introdotto il discorso sul Brasile: grande mercato, forte presenza italiana anche nel segmento delle bevande (Campari), per non parlare di pneumatici e automobili, ma poca propensione al consumo di vino e problemi a portare “di là” il vino che deve forzatamente essere prodotto e imbottigliato nel luogo d’origine (almeno quello di qualità, che a noi interessa). Con il 2012 e i dati che vengono prodotti da UVIBRA, aggiungiamo un capitolo alla storia: non solo il Brazile non è probabilmente fatto per il vino, ma non è probabilmente fatto per il vino italiano, visto che nel 2012 siamo il peggior esportatore tra i grandi in termini di crescita (cioè siamo scesi). L’unica consolazione è che siamo stati superati al quarto posto dal Portogallo, che almeno condivide la loro lingua, e che il calo del 12% in dollari è in realtà inferiore alla svalutazione del cambio del 15%, indicando quindi che “in valuta local” l’import di vini italiani non è calato.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2012

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Come ogni semestre, facciamo il punto sulle importazioni di vino. L’evidenza è semplice: se fino a giugno 2012 la crescita del trade mondiale del vino più che compensava la crisi italiana, da metà dello scorso anno in avanti il trend si è chiaramente invertito. Ora, ciò non è pienamente visibile dai grafici annuali, dove vedete un 2012 in crescita del 2% a valore a quasi 300 milioni di euro e del 10% a volume a 2.5 milioni di ettolitri. Lo notate, per prima cosa nella tabella ma ancora meglio nei grafici di media mobile annua, dove vedete che se restringiamo il confronto alla seconda metà del 2012 le importazioni sono scese dell’8% a volume e del 22% a volume. L’inversione di tendenza non ha tanto a che fare con i vini di qualità, imbottigliati (che crescevano leggermente e si sono stabilizzati) o spumanti (che hanno mantenuto la velocità di discesa!), quanto con quelli sfusi, dove il secondo semestre ha visto una decisa inversione di tendenza sui volumi, con un calo del 28% dei volumi, quando sull’anno si registra ancora un incremento dell’8%. Il quadro finale ci porta a dire, pur senza supporti grafici, che la bilancia commerciale che sempre è cresciuta continuerà a crescere ancora di più.

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Giappone – importazioni di vino, aggiornamento 2012

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Fonte: dogana giapponese

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Le importazioni di vino in Giappone sono un tema piuttosto interessante, dato che è evidente dai numeri una forte accelerazione, sia dal punto di vista dei volumi (+23%) che da quello del valore (+28%, in euro), quest’ultimo aiutato in modo sostanziale da una rivalutazione dell’8% circa del cambio medio contro l’euro (da circa 111 a circa 102 yen per un euro). In questo contesto l’Italia ha mantenuto le posizioni di numero due (a valore, numero 3 a volume), senza riuscire a fare la differenza con il leader di mercato, la Francia, che è riuscita a crescere quasi alla medesima velocità pur partendo da una base di 4 volte superiore. Nel corso degli ultimi mesi, il corso euro/yen ha decisamente cambiato direzione e dopo 5 anni in cui il cambio ha sospinto il valore delle nostre esportazioni del 35% circa (cumulato), nel 2013 dovremo fare probabilmente i conti con il trend inverso (attualmente il cambio è intorno a 120-125 yen per un euro contro la media di 102 del 2012): vediamo se i nostri produttori avranno la flessibilità di adattarsi alle nuove condizioni di mercato e guadagnare quote.

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