H1-10


Importazioni di vino in USA – dati primo semestre 2010

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Fonte: OEMV
Guardiamo oggi ai dati pubblicati da OEMV (Spagna) sulle importazioni di vino in USA nei primi 6 mesi dell’anno. L’Italia esce vincitrice da questa analisi, avendo incrementato ulteriormente la sua quota di mercato nei primi 6 mesi del 2010, fino a sfiorare il 30%, con dati in dollari. Se l’Italia ride, la Francia in questo caso piange. Dopo aver perduto la prima posizione nel mercato nel 2009 a favore dell’Italia, la sua quota di mercato continua a scendere e, al 22% del primo semestre, e’ ormai piu’ vicina al n.3 nel mercato, l’Australia, che non all’Italia. Tra le altre nazioni va chiaramente sottolineata la forte crescita dell’Argentina, che ha superato il Cile, diventando il quarto esportatore di vino a valore in USA, con il 7% del mercato. Un risultato eccezionale, se consideriamo che gli argentini erano quasi inesistenti soltanto 5 anni fa. Quando guardate questi dati, considerate i cambi: il dollaro americano si e’ rivalutato, quindi i nostri prodotti sono diventati piu’ competitivi nel mercato.



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Importazioni di vino in Germania – dati primo semestre 2010

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Fonte: OEMV
Analizziamo oggi I dati sull’import di vino in Germania nei primi 6 mesi del 2010, come forniti da OEMV secondo le serie export. Vi dico subito che c’e’ qualche incongruenza con i dati pubblicati in Italia da ISTAT, anche se non si tratta di questioni particolarmente critiche. La Germania e’ un grande mercato come sapete: nei 12 mesi terminati a giugno 2010 ha importato vino per 2 miliardi di euro, corrispondenti a 14m di ettolitri. Come potete apprezzare dai dati, i tedeschi bevono la stessa quantita’ di vino estero dei 12 mesi a giugno del 2009 o del 2008, ma spendono di meno, circa l’8% in meno del 2009. Diciamo che sono tornati a spendere quello che spendevano nel 2008, annullando i guadagni del 2009.



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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2010

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Andiamo a ruota dei dati sulle esportazioni italiane di vino con i numeri della Francia. La Francia e’ in pieno recupero con 4 dei primi 6 mesi dell’anno in crescita a doppia cifra. Va pero’ detto che i francesi partivano da una situazione particolarmente disastrata l’anno scorso in cui il mese migliore segno un -19%. I numeri vanno quindi visti in prospettiva biennale: se e’ vero che c’e’ il recupero, e’ anche vero che la comparazione e’ facile e che i livelli record del 2008 sono lontani. L’anno mobile delle esportazioni francesi e’ a 5.8 miliardi di euro, cioe’ il 18% sotto il massimo storico di 7.1 miliardi toccato a aprile 2008 (sui 12 mesi precedenti): in buona sostanza, i numeri sono senz’altro buoni, ma la strada fa fare per recuperare il terreno perduto e’ molto molto lunga. Su questo punto i vini italiani, come abbiamo visto, sono stati molto piu’ resistenti alla crisi, anche se permane in chi vi scrive una forte preoccupazione per il posizionamento di mercato troppo vicino a quello dei vini del nuovo mondo, che sicuramente ci daranno filo da torcere dal punto di vista del costo di produzione.



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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo semestre 2010

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Le esportazioni di vino hanno beneficiato di una ulteriore accelerazione in giugno (+12%) e hanno chiuso il semestre con un progresso di poco superiore al 9%. Dove stanno le buone notizie? La situazione sembra essere piu’ equilibrata, con un recupero degli spumanti guidato dai volumi e una stabilizzazione del vino sfuso. I vini imbottigliati continuano a crescere (+13% in giugno) ora trainati dalle vendite americane (il cambio quest’anno ci aiuta, bisogna ricordarselo), mentre la Germania dopo aver sostenuto l’export e’ in fase di stabilizzazione (-1% a maggio, +8% a giugno). La novita’ forse e’ che il mercato giapponese comincia a muoversi di nuovo, con un forte rimbalzo delle esportazioni occorso negli ultimi 2-3 mesi che ha portato il totale di vino imbottigliato a crescere del 7% su base annua a quasi 80 milioni di euro. La festa pero’ potrebbe essere quasi finita: nella seconda meta’ del 2010 il confronto sara’ piu’ arduo, soprattutto negli ultimi 2 mesi dell’anno e le esportazioni di vino si stanno di nuovo avvicinando al massimo storico di due anni fa; nello stesso tempo, le aspettative sulla crescita economica mondiale si sono affievolite.



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Baron de Ley – risultati primo semestre 2010

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Baron de Ley ha cominciato a intravedere qualche segno di ripresa nel corso del primo semestre 2010. A supportare le vendite del gruppo spagnolo sono state le esportazioni, mentre il mercato spagnolo ha continuato a essere molto debole. Il secondo segnale di ripresa e’ l’aumento delle vendite di vino imbottigliato (e dentro questo di quello di alta qualita’) rispetto a quello sfuso che l’anno scorso di questi tempi rappresentava l’8% delle vendite, sceso al 4% nei primi 6 mesi del 2010. Detto questo, il recupero e’ ancora molto flebile e restiamo lontani dal picco toccato nel primo semestre 2008.

La strategia dell’azienda pero’ non cambia: gli amministratori hanno trionfalmente comunicato che hanno ricomprato sul mercato azionario il 10% delle azioni e le hanno cancellate. In questo modo, anche se gli utili non si stanno riprendendo, gli azionisti possono godere di un beneficio, in quanto si siedono al tavolo degli utili in 9 invece che in 10: la fetta di torta e’ piu’ grande. Dall’altro lato, cio’ si ricongiunge a quanto ho scritto recentemente su Angolo Economico e cioe’ che molte delle grandi aziende vinicole (e Baron de Ley e’ una bandiera del vino di qualita’ spagnolo) non stanno investendo nell’attivita’ in modo significativo, preferendo vendere o come in questo caso investire nel proprio stesso capitale: troppo presuntuosi o nessuna idea?



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