Guido Berlucchi


Guido Berlucchi – risultati 2020

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I dati 2020 di Guido Berlucchi sono caratterizzati da un andamento divergente delle vendite, in leggera crescita, e degli utili, invece in calo. Oltre all’impatto negativo del COVID, che ha fatto calare pesantemente il fatturato Ho.Re.Ca. e aumentare quello della distribuzione al dettaglio, va specificato che il 2020 è l’anno di vendita della vendemmia 2017, che è stata caratterizzata da un cattivo andamento climatico, con un conseguente incremento del costo delle materie prime. Tale impatto è ben visibile nel bilancio, dove i costi delle materie prime sono passati dal 30% (medio degli ultimi anni) al 35%. Tornando ai numeri in generale, le vendite sono cresciute del 4.7% a 45 milioni di euro, con un incremento del 5% per l’Italia e un calo delle esportazioni del 2% (su livelli assoluti molto limitati). L’utile operativo cala del 12% da 5.6 a 5.0 milioni e trascina l’utile netto a 4.2 milioni di euro (-19%). La generazione di cassa invece resta positiva e consente a Berlucchi di ridurre l’indebitamento netto da 46 milioni a 42 milioni di euro, dopo aver fatto investimenti per 1 milione (molto bassi da diversi anni) e senza aver pagato dividendi (ma gli azionisti hanno estratto nel 2017-18 circa 75 milioni di euro dall’azienda, “riprestandone” circa 20 con scadenza 2029). Dalla tabella allegata di seguito vedrete un incremento del capitale investito, correlato alle rivalutazioni dei cespiti consentite dal governo italiano in cambio di crediti fiscali futuri. Pur non essendoci indicazioni precise sul 2021, l’andamento delle vendite è migliorato e il costo delle materie prime dovrebbe normalizzarsi. Tabelle e grafici seguono nel post.

Fonte: bilancio aziendale

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Guido Berlucchi – risultati 2019

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Il 2019 è stato un anno lineare per Berlucchi dopo le complesse operazioni finanziarie che ne avevano ridisegnato la struttura finanziaria nel 2017 e nel 2018. Le vendite sono cresciute del 3% mentre gli utili sono rimasti praticamente stabili se si escludono le componenti atipiche e i benefici fiscali contabilizzati nel 2018. Il margine industriale si mantiene stabile intorno al 70%, i costi operativi crescono leggermente per arrivare a un margine operativo lordo di circa 8 milioni che significa il 18.3% del fatturato. Nella parte finanziaria, il debito cala di 8 milioni di euro, che è lo specchio della generazione di cassa dell’azienda, con un piccolo contributo da una dismissione. Nessun cenno alla strategia e all’impatto del COVID nella relazione degli amministratori. Resta intatta la conclusione del commento del bilancio 2018 che mi sono andato a rileggere: bella azienda ma caricata di debito (per esplicita decisione dei suoi azionisti). Passiamo al commento.

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Guido Berlucchi – risultati 2018

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Nel bilancio 2018 di Berlucchi si consuma la seconda puntata della ristrutturazione finanziaria dell’azienda. Con altro colpo da 35 milioni di euro (dopo I 40 di dividendo nel 2017), gli azionisti hanno “prelevato” in due anni 75 milioni di euro dalle casse aziendali. Nel 2018 questi 35 milioni non sono stati prelevati ma bensì apportati sotto forma di debito contenuto nell’azienda controllante di Berlucchi che attraverso una fusione inversa è diventata parte della Berlucchi stessa. In inglese le chiamano “reverse merger” e “leverage buy out”. Beh, a onor del vero va detto che di questi 75 milioni circa 20 sono stati poi prestati (nel 2017) dagli azionisti stessi fino al 2029 obbligazioni a tassi favorevoli (2.5%) – ma pur sempre di debito si tratta. A fronte di tutto questo dinamismo dal punto di vista finanziario, non si vedono scossoni sulla parte economica. Berlucchi continua a mostrare vendite osclillanti tra 40 e 45 milioni di euro da qualche anno (anche se sono cresciute del 4.8% nel 2018 a 42 milioni) e il margine resta stabile (su ottimi livelli, il 19% anche nel 2018 a livello di margine operativo lordo). È chiaro che se fino a qualche tempo fa ci si potevano attendere significativi investimenti per spostare il baricentro dell’attività fuori dall’Italia, con questa struttura finanziaria la Berlucchi rimarrà una bellissima azienda con una buona generazione di cassa, probabilmente molto simile a se stessa negli anni a venire. Passiamo ai numeri.

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Guido Berlucchi – risultati 2017

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Berlucchi chiude il 2017 con vendite quasi stabili e margini in ulteriore miglioramento rispetto al balzo già registrato nel 2016. La novità non riguarda però la parte economica, ma quella finanziaria: nel corso del 2017 l’azionista ha prelevato 40.3 milioni di euro di dividendi dall’azienda rispetto ai 6.5 milioni di euro distribuiti nel corso del 2016, e che corrispondono largo circa alla generazione di cassa dell’azienda. In questo modo, l’azienda passa da una posizione di cassa di 11 milioni di euro a un debito di 24 milioni, comunque sostenibile dato il livello dell’EBITDA di circa 8 milioni di euro.

È la terza operazione che vediamo nel corso degli ultimi due anni in cui gli azionisti di grandi aziende vinicole prelevano capitali che nel corso degli anni erano stati maturati; vi ricordo che sia Botter che Zonin avevano in modi diversi fatto passare decine di milioni di euro dall’azienda al patrimonio dell’azionista (la famiglia in questo e negli altri casi). Indipendentemente dalla destinazione e dalle ragioni di queste operazioni non è un bel segnale: significa che non c’è la volontà o la convenienza a investire. Nel caso specifico di Berlucchi è curioso osservare che le vendite all’estero languono a 1.5 milioni di euro contro i 38 dell’Italia. Possibile che non ci siano opportunità di investimento per aumentare le esportazioni? I casi di Ferrari e Ca del Bosco sembrerebbero dimostrare che qualche possibilità ci sarebbe.

Ma per ora restiamo sui dati 2017.

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Guido Berlucchi – risultati 2016

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Analizziamo oggi il bilancio 2016 di Guido Berlucchi, che l’azienda ha prontamente messo a disposizione. Da quest’anno l’azienda non redige più il bilancio consolidato, motivo per cui trovate nei grafici lo “stacco”. La differenza non è sostanziale, dato che delle due aziende vinicole non consolidate soltanto una ha un fatturato indipendente (l’altra è distribuita da Berlucchi). Diciamo che i 41 milioni di euro di vendite che vedete come dato 2016 sarebbero stati circa 44.4 milioni ove includessimo l’Antica Cantina Fratta, mentre l’utile netto aziendale da 4.7 milioni si sarebbe attestato a circa 5.0 milioni. Fatta questa premessa, i dati di Berlucchi sono piuttosto positivi, anche grazie all’assenza dei costi promozionali che avevano impattato negativamente nel 2015 in occasione dell’Expo. Se le vendite crescono soltanto del 2%, il progresso a livello di margine operativo lordo e utile netto è superiore al 15%. Come abbiamo visto già l’anno scorso, Berlucchi ha una posizione di cassa positiva (11 milioni, senza considerare il valore delle partecipazioni nelle due cantine non consolidate, in carico per oltre 15 milioni), leggermente calata nel 2016 per via della decisione di distribuire 6.5 milioni di euro di dividendi e di acquisire una quota della Antica Cantina Fratta. Passiamo all’analisi dei dati.

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