GIV


GIV – risultati e analisi di bilancio 2012

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Nel 2012 GIV ha mantenuto i risultati del 2011, con un piccolo peggioramento dell’utile netto a causa delle perdite su cambi e una leggera riduzione dell’indebitamento. L’annata non è stata facile a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e il gruppo continua a non riuscire a esprimere a parere di chi scrive i margini che la gamma di prodotti e la dimensione lascerebbero immaginare. Il 2013 si prefigura un anno di ulteriori cambiamenti: la divisione Coltiva che era stata contribuita al GIV torna sotto il cappello di Cantine Riunite, per riunire la categoria dei lambruschi sotto la stessa casa (ma non Cavicchioli). Nei primi 3 mesi del 2013 il fatturato è cresciuto dell’1.5%. Andiamo ad analizzare i numeri.

 

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Gruppo Italiano Vini – risultati 2011

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GIV ha continuato sulla via della crescita dimensionale nel 2011, acquisendo il marchio Cavicchioli, dopo aver nel 2010 preso la distribuzione di Carpenè Malvolti. Il fatturato si mostra dunque in forte crescita, del 14%, a 375 milioni sia per l’acquisizione (24 milioni) che per la dinamica organica delle vendite. Quello che però va sottolineato in questi risultati è che il gruppo GIV non riesce a trasformare il maggior fatturato in utili in crescita. Il Margine operativo lordo veleggia intorno ai 20 milioni di euro (o 23-24 a seconda di come lo si voglia calcolare) dal 2006 (quando il gruppo fatturava 265 milioni di euro) a oggi che ne fattura oltre 100 milioni in più, consolidando Coltiva, Carpene Malvolti e ora Cavicchioli. Da ultimo, il gruppo ha convertito il 50% di Bolla, che era nelle mani di un ente pubblico, in capitale proprio (azioni privilegiate, per essere precisi). Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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GIV – risultati prelimari 2010 e strategia

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GIV ha presentato i dati preliminari 2010 alla stampa e l’acquisizione di Cavicchioli qualche giorno fa. Dopo una serie di operazioni straordinarie, partite con l’operazione Bolla (acquista da Brown Forman), la riorganizzazione con l’inclusione della divisione Coltiva e piu’ recentemente l’accordo per la distribuzione in Italia di Carpene’ Malvolti e l’acquisto del ramo d’azienda commerciale di Cavicchioli, e’ tempo di concentrarsi sullo sfruttamento del potenziale dei marchi soprattutto sul mercato estero. GIV e’ ancora poco esposto ai nuovi mercati come Cina e Russia (le vendite fuori dai paesi “sviluppati” sono soltanto il 5% del totale), che sono nel mirino della divisione commerciale. Intanto, nel 2010 i risultati sono migliorati e il debito e’ cominciato a scendere. E’ un buon segno: GIV si e’ liberata dello status di cooperativa e deve oggi trovare al suo interno le risorse per svilupparsi. Con un margine MOL sulle vendite ancora inferiore al 10% (7.4% nel 2010) sembra esserci spazio per un significativo miglioramento.



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Gruppo Italiano Vini (GIV) – risultati e analisi di bilancio 2009

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Il bilancio 2009 di Gruppo Italiano Vini che analizziamo oggi e’ molto differente dall’ultimo che avevamo visto (2007). Innanzitutto, GIV ha allargato il suo perimetro di consolidamento acquisendo al 31/12/2008 una serie di attivita’ (l’impatto si e’ visto nel 2009 a livello economico, mentre e’ gia’ visibile nei dati 2008 a livello patrimoniale) che concentrano dentro GIV SpA le produzioni di qualita’ con una semplificazione della struttura societaria e gli forniscono anche l’apparato produttivo e una serie di attivita’ agricole che la rendono sempre piu’ indipendente dai conferimenti delle cooperative socie. Resta comunque preponderante l’acquisizione di prodotti da commercializzare dai soci dell’azienda, che hanno di poco superato i 60 milioni di euro (EUR32.5m di vnio sfuso, mosto e olio e EUR28.9m di vino sfuso e imbottigliato fornito da Cantine Riunite & CIV). Le mosse che stanno compiendo gli azionisti di GIV sembrano corrette: bisogna dare indipendenza operativa all’azienda. Deve ora essere il momento dell’indipendenza finanziaria, che significa anche agire sui costi e sui rapporti con i soci: il GIV e’ un produttore di vini di qualita’ (non vende praticamente vini da tavola, con il 49% di IGT e il 49% di vendite DOC/DOCG), con una forte esposizione all’estero (70% sono realizzati sostanzialmente in Germania, USA e Canada) e marchi molto noti come Bolla (13% delle vendite), Folonari (12%), Lamberti (9%), Rapitala’ (6%), Melini, Bigi e via dicendo. Intanto, nei primi 3 mesi del 2010 le vendite sono state stabili in Italia e in leggero calo all’estero, ma con una ripresa incoraggiante a marzo e un ulteriore recupero in Aprile.



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