GIV


Gruppo Italiano Vini (GIV) – risultati 2016

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I dati 2016 di GIV mostrano un incremento delle vendite del 2%, un EBITDA e un utile operarativo stabili e un significativo miglioramento dell’utile netto. A fronte della forte accelerazione delle vendite di Prosecco (+57%), GIV ha ottenuto dati meno positivi sugli altri suoi prodotti più rappresentativi (Pinot Grigio e Valpolicella, ma anche Chianti e Lambrusco). Dal punto di vista dei marchi, sono molto positivi i risultati di Rapitalà e Turà, che rappresentano insieme il 10% delle vendite, ma sono compensati dalle vendite generate da Folonari (-13%), Lamberti (-7%) e Cavicchioli (-2%). Ne risulta un quadro un po’ meno positivo di quello che ci si poteva attendere, con le vendite a +2% e l’EBITDA (dopo la svalutazione crediti) stabile e un indebitamento in leggera crescita parzialmente causato dall’aumento dei dividendi pagati alla capogruppo. Un nuovo piano 2017-19 è in fase di approvazione. Passiamo all’analisi dei numeri.

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Gruppo Italiano Vini – risultati 2015

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Il primo dei tre anni del piano 2015-2017 promosso lo scorso anno da GIV sembra funzionare. O almeno questo è quello che emerge dai dati 2015, non eccezionali dal punto di vista delle vendite, cresciute solo del 3% a 358 milioni anche a causa della cessazione, da fine agosto, del contratto di distribuzione di Carpene’ Malvolti, ma molto interessanti dal punto di vista degli utili, cresciuti di oltre il 30% a livello operativo e del 66% a livello di utile netto. Il traino alla crescita viene dai vini veneti, Pinot Grigio e Valpolicella su tutti, che vengono espressi all’interno del gruppo dai marchi Bolla e Folonari. Dal punto di vista finanziario, l’aumento del capitale circolante ha annullato la generazione di cassa, ma il miglioramento degli utili è alla base di una marcata riduzione della leva finanziaria, con un debito/MOL sceso da 5.1 volte a 4.3 volte. Con un margine operativo lordo ancora intorno all’8%, gli spazi di miglioramento del gruppo non sembrano essere terminati; speriamo quindi che il 2016 e l’anno appena iniziato possano portare GIV ad estendere la leadership commerciale che ricopre in Italia con una profittabilità e un ritorno sul capitale in ulteriore miglioramento. Passiamo all’analisi dei dati.

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Gruppo Italiano Vini – risultati 2014

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Chiudiamo la rassegna dei bilanci 2014 con la più grande delle aziende italiane, GIV. Il bilancio 2014 non ha portato incrementi di fatturato ma segna dei progressi nei margini e, in modo più marcato, nella generazione di cassa, con un debito sceso a 111 milioni di euro. In termini assoluti, gli utili restano al di sotto delle altre aziende italiane con forte esposizione ai mercati esteri; va detto che GIV resta fortemente legata a rapporti commerciali con i propri azionisti (approvvigionamento di uve e vini); è quindi difficile giudicare appieno la qualità dei profitti, dato che una parte di questi potrebbero essere “trasformati” in condizioni commerciali più favorevoli per gli azionisti.

Nel 2014 si è completato un piano di business e uno nuovo è stato proposto al consiglio di amministrazione. Purtroppo la relazione degli amministratori nulla dice delle ambizioni economico finanziarie, salvo prevedere “lo sviluppo delle nostre marche strategiche con l’obiettivo di farne crescere la visibilità e notorietà con una positiva ricaduta in termini di fatturato e marginalità”. E’ comunque importante sottolineare che GIV oltre al nuovo piano ha anche implementato un importante ricambio manageriale, che ha riguardato la figura dell’amministratore delegato e del direttore generale. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Gruppo Italiano Vini – risultati 2013

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Nel 2013, GIV ha migliorato i principali ratio di bilancio, nonostante la difficile situazione del mercato italiano, anche se i margini sviluppati e il ritorno sul capitale restano inferiori a quelli realizzati dalle altre grandi aziende italiane del settore. A partire dal 2013 si è materializzato il passaggio della divisione Coltiva alla capogruppo Cantine Riunite, più adatta a trattare il tipo di prodotto commercializzato (lambrusco) dalla suddetta divisione. Ciò ha comportato un impatto negativo sulle vendite di 34 milioni, che altrimenti sarebbero cresciute del 3%, mentre non si sono visti impatti sugli utili . La relazione anticipava che nel 2014 le vendite (della capogruppo) nei primi mesi di quest’anno erano state leggermente inferiori al 2013, principalmente a causa del calo di fatturato in Italia. Passiamo a un’analisi più approfondita dei dati.
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GIV – risultati e analisi di bilancio 2012

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Nel 2012 GIV ha mantenuto i risultati del 2011, con un piccolo peggioramento dell’utile netto a causa delle perdite su cambi e una leggera riduzione dell’indebitamento. L’annata non è stata facile a causa dell’incremento dei costi delle materie prime e il gruppo continua a non riuscire a esprimere a parere di chi scrive i margini che la gamma di prodotti e la dimensione lascerebbero immaginare. Il 2013 si prefigura un anno di ulteriori cambiamenti: la divisione Coltiva che era stata contribuita al GIV torna sotto il cappello di Cantine Riunite, per riunire la categoria dei lambruschi sotto la stessa casa (ma non Cavicchioli). Nei primi 3 mesi del 2013 il fatturato è cresciuto dell’1.5%. Andiamo ad analizzare i numeri.

 

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