Germania


La superficie vitata europea suddivisa per vitigno – dati EU 2009-10

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vitigni europa 2010 0

 

Una delle curiosità che ho sempre avuto era quella di sapere gli ettari vitati in Europa dei principali vitigni. L’Unione Europea ha reso nota una tabella, relativa al 2009/10 con una suddivisione della base ampelografica europea per vitigno. La pubblico oggi, con un po’ di rielaborazioni per mettere insieme vitigni uguali con nomi diversi. Restano diversi dubbi sulla completezza dei dati, che andrebbero oltretutto valutati alla luce delle recenti azioni per ridurre la dimensione della base vitata. Gli stessi numeri dell’Italia lasciano fuori dai 652mila ettari circa 98mila ettari che sono censiti come “altri”. Fatta questa premessa è interessante notare come i due principali vitigni in Europa siano spagnoli e non internazionali e che gli unici vitigni che secondo l’unione europea sono “multinazionali” sono quelli francesi, mentre praticamente nessun vitigno italiano salvo il Trebbiano è adottato al di fuori dei nostri confini. Guardiamo qualche numero in dettaglio.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2011

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Fonte: Deutsches Weininstitut

Riprendiamo come di consueto a inizio anno i dati molto interessanti del Deutsches Weininstitut per dare un quadro del mercato del vino tedesco aggiornati al 2011. I grandi trend secolari stanno proseguendo, con qualche novità, come per esempio la crescita del consumo dei vini rosati provenienti dall’estero e la forte crescita, nell’ambito dei consumi di alcolici in senso lato, delle bevande a base di spiriti (probabilmente si parla di simil-Spritz), e certamente, nell’ambito del vino, della nuova giovinezza dei vini spumanti, che in Germania hanno una lunga tradizione. I consumi in valore assoluto restano stabili intorno ai 20 milioni di ettolitri (mentre regrediscono per la birra), ma il mercato si arricchisce in valore: secondo l’istituto il valore al dettaglio del mercato tedesco è di oltre 8 miliardi di euro, sempre più sbilanciato nel segmento offtrade. Andiamo nel dettaglio dei dati.

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Germania – produzione vino e superfici vitate 2011

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Dedichiamo il post di oggi al primo di due pezzi sulla Germania, con il contributo del Deutsches Weininstitut che pubblica il suo annuario sul vino tedesco. Oggi guardiamo ai dati industriali del settore, produzione e superfici, la settimana prossima ci dedichiamo ai trend di mercato. La vendemmia 2011 in Germania è ritornata su un livello più in linea con il trend storico, rispetto a un poverissimo 2010. La struttura del vigneto tedesco continua a evolversi lentamente verso i vini bianchi e resta sostanzialmente stabile intorno a 100mila ettari. Non si vedono certamente i cali di superfici vitata che la Spagna, l’Italia e in minor misura la Francia stanno vivendo. Passiamo ai numeri.

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Schloss-wachenheim – risultati 2011/12

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In questo inizio d’anno ( a proposito, buon anno), ritorniamo sull’azienda spumantistica tedesca Schloss Wachenheim (SW) con i risultati dell’anno fiscale 2011/2012. L’esercizio si è chiuso con un buon progresso commerciale in Europa occidentale, e in particolare nel mercato francese. I margini si sono però contratti a livello consolidato, sia perchè la parte più profittevole del business, l’Est Europa, ha subito un calo, sia perchè il margine industriale è sceso. Tutto ciò nonostante i progressi sul mercato tedesco. Il quadro sembra piuttosto chiaro: l’andamento aziendale non è così soddisfacente, anche considerando che nel primo trimestre 2012/13 le vendite hanno invertito la direzione, causa il regresso dei consumi. Andiamo nel dettaglio.

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Sektkellerei Schloss Wachenheim AG – risultati 2010-11

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Avevo promesso di tenervi informato su Sektkellerei Schloss Wachenheim (SSW) ed eccoci qui. L’azienda di spumantistica tedesca (quotata in borsa, vale 62 milioni di euro in capitalizzazione) ha fatto buoni progressi sulla strada della ristrutturazione: a fronte di vendite in crescita del 5% nell’anno fiscale 2010-11, l’utile operativo e’ cresciuto del 17% e l’utile netto e’ aumentato del 50%, consentendo un ritorno al dividendo. E tale miglioramento e’ proseguito anche nel primo semestre dell’anno fiscale 2011-12.

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