GDO


I canali di vendita del vino in Italia nel 2011 – indagine Mediobanca

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Mediobanca pubblica come al solito il suo sondaggio sui canali di vendita, che noi riprendiamo e analizziamo ogni anno. Nel 2011, ci sono alcuni aspetti interessanti da sottolineare, alcuni dei quali già facevano parte del commento dello scorso anno: (1) c’è un segnale di indebolimento della quota di mercato della GDO nelle vendite di vino; (2) come già negli anni scorsi il canale Horeca e il canale della vendita diretta perdono peso, lo stesso discorso vale per le enoteche; (3) si rafforzano i canali di vendita alternativi, quindi distribuzione e vendite online. Da ultimo, quando si mette il naso fuori dall’Italia, si consolida la tendenza delle aziende italiane di rinunciare alla distribuzione diretta a favore di distributori esteri. È vero per le aziende private ma anche per le cooperative. Un discorso un po’ diverso può essere fatto per il segmento dei grandi vini. In questo caso sembra riprendere quota il canale Horeca. Vediamo i dati.

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Vendite di vino nella GDO Italiana – aggiornamento 2011

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Al sottoscritto piace molto poco quando i fornitori di statistiche “mischiano le carte in tavola”. È quello che succede quest’anno all’usuale report per Vinitaly pubblicato da Federdistribuzione e SymphonyIRI Group che riassume le vendite di vino nella GDO. Perché? Perché è abitudine di questo blog mettere in fila i numeri di più anni e non soltanto degli ultimi due (come fanno molte fonti per far perdere la “memoria storica”). Che cosa è successo? In aggiunta al normale “sfrido” di non riuscire a conciliare i dati da un anno con l’altro, sono pesantemente cambiate le definizioni e i numeri relativi alle singole DOC. Per esempio: quest’anno il report dice che le vendite di Lambrusco sono state 71 milioni di euro e che sono scese del 3%. Ciò significa che l’anno scorso dovevano essere circa 73-74. Invece, se vedete il post corrispondente, vi accorgete che l’anno corso fu pubblicato un numero totalmente diverso: non è questo il luogo per fare polemica. Diciamo che ciascuno fa il suo lavoro e ne risponde di conseguenza. Qui ho cercato di ri-lavorare i dati concatenando le serie passate in modo da mantenere i trend passati, pur applicati con i numeri attuali. Buona lettura del resto del post…

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Vendite al dettaglio di vini tranquilli – Francia 2009

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Pubblichiamo oggi i dati sulle vendite al dettaglio di vini tranquilli (cioe’ esclusi spumanti) in Francia nel 2009, cosi’ come pubblicati da Viniflhor. Va fatta una precisazione: questi dati sono depurati dall’effetto demografico, cioe’ l’andamento dei volumi e’ fatto dalla somma di due fattori: quanti del totale popolazione hanno comprato e quanto hanno comprato. Quindi, la crescita della popolazione andrebbe teoricamente aggiunta alla percentuale. E in Francia si fanno piu’ figli che in Italia. Detto questo, quali sono le conclusioni: (1) le vendite calano di circa il 2% nel 2009, molto meglio del dato italiano che e’ stato vicino al -10%; (2) vanno male le vendite di vini rossi, sono stabili i bianchi e continuano a crescere i rosati, che ormai sono al 20% del totale dei volumi (veramente una marcia in piu’ rispetto all’Italia); (3) vanno male i vini VQPRD, cioe’ i DOP e i vini da tavola, mentre vanno molto bene i vini IGP e gli stranieri; (4) le principali tendenze demografiche mostrano che i vini DOP sono piu’ consumati nelle categorie di giovani e di persone istruite, e quindi che questo tipo di vini sono il futuro del settore.



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Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2009 – IRI Infoscan-Vinitaly

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Fonte: Vinitaly/IRI Infoscan
Quando guardo questi numeri appena pubblicato da Vinitaly in collaborazione con IRI Infoscan, resto piuttosto basito. Si tratta delle vendite di vino nella grande distribuzione italiana. Volumi e valori: +2.5% e +0.1%. Se li confrontate con le vendite di vino al dettaglio che vengono tracciate da Nielsen in collaborazione con ISMEA (valori -9%, volumi -1.3%) vi accorgete che i due dati vanno in direzioni opposte. E’ possibile? Certo, che e’ possibile, ma il messaggio implicito e’ molto negativo per una parte del mercato: se la GDO va cosi’ tanto bene anche in un anno come il 2009, allora il resto del mercato va veramente male. Detto questo, quali sono le altre considerazioni che si possono fare sui dati di vendita della grande distribuzione: (1) i vini VQPRD vanno meglio dei vini da tavola; (2) all’interno dei VQPRD le bottiglie da piu’ di 5 euro, pur restando una minoranza, cavalcano l’onda con un rialzo del 9% contro il +4% di quelle da meno di 5 euro; (3) nessuna delle grandi denominaziuoni italiane appare in calo e, anzi, 5-6 nomi sono in rialzo fortissimo (Prosecco +20%, Vermentino +15%, Bonarda e Muller Thurgau +10-11%). Anche se adesso forse siete un po’ basiti anche voi, voglio di nuovo sottolineare che questi numeri, presi nel loro contesto (e considerato che derivano dalla registrazione materiale di vendite con il codice a barre), possono essere compatibili con gli altri, ma che mettono in luce una fortissima difficolta dei canali di vendita alternativi alla grande distribuzione: se la grande distribuzione che rappresenta circa il 40% del mercato (fonte: Mediobanca) fa +2.5%, significa che il resto del mercato scende del 13% circa. Matematico. Ci vediamo al Vinitaly.



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Jean Jean – risultati e analisi di bilancio 2008

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Lo scorso anno abbiamo presentato Jean Jean, un’azienda vinicola originaria del Languedoc, che si sta rapidamente espandendo in altre regioni vinicole francesi. Le particolarita’ di Jean Jean erano un piano di espansione molto rapida basato su acquisizioni di nuove tenute facendo leva su una produzione orientata alle AOC (che nel 2008 hanno raggiunto il 54% delle vendite, vedere torte alla fine del post) e alle vendite alla grande distribuzione organizzata (44%) che sono state il motore di crescita del gruppo nel 2008. Ci chiedevamo se Jean Jean fosse riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di fatturato (EUR250m di fatturato nel 2012 rispetto a EUR174m nel 2008): sicuramente da questo punto di vista e’ sulla buona strada. Il problema e’ semmai legato agli utili che sono scesi in modo deciso nel 2008 nonostante il +12% delle vendite e alla struttura finanziaria, che come numerose altre aziende vinicole mostra un deterioramento significativo.


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