GDO


Vendite al dettaglio di vino in Italia – primi nove mesi 2017

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Fonte: IRI

Le vendite al dettaglio di vino in GDO sono cresciute anche durante l’estate, con un ritmo del 2.6%, come in passato supportato dai vini spumanti italiani (+10%) e, all’interno dei vini fermi, dai vini di qualità (DOC +3%). Come abbiamo già avuto modo di sottolineare i driver di crescita delle due categorie, fermi e spumanti, sono diametralmente opposti e in qualche modo assimilabili ai dati che leggiamo sul commercio estero: nel caso dei vini spumanti tutta la crescita è legata ai volumi, che ormai sono oltre 650mila ettolitri annuali, mentre per quanto riguarda i vini fermi, i volumi (6.5 milioni di ettolitri circa) sono costantemente in calo (salvo l’oasi felice dei vini DOC, e in parte dei vini IGT) e più che compensati dal miglioramento del prezzo-mix, sia per il trasferimento tra le categorie che all’interno delle categorie stesse. Passiamo all’analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo semestre 2017

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Proseguiamo l’analisi delle vendite di vino al dettaglio nella GDO grazie al contributo di IRI. I dati del secondo trimestre sono indubbiamente positivi, con o senza l’effetto della Pasqua, che ha spinto soprattutto le vendite di spumante dopo un primo trimestre sottotono. I dati puri sul trimestre dicono +6%, che portano il primo semestre a +2.8%, con una spinta forte degli spumanti (+25% nel trimestre, +10% nel semestre) tutta legata all’andamento dei volumi. Un dato allineato a quello relativo agli ultimi 12 mesi: +2.9%. L’effetto prezzo-mix continua a dominare e “spiega” quasi tutta la crescita delle vendite, mentre i volumi subiscono l’impatto negativo di alcune categorie in declino, e più precisamente (con diversi tagli e nel semestre): in vini in formati diversi dalla classica bottiglia (-1.5%), i vini rossi (-1.3%), i vini non DOC o IGT (-1.5%) e, negli spumanti, i vini Charmat dolci (-2.3%). Passiamo a leggere qualche dato insieme.

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I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2016

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I canali di vendita e l’indagine sulle etichette dei vini forniscono quest’anno alcune indicazioni interessanti, soprattutto se viste in tendenza rispetto agli anni passati. La tanto attesa crescita delle vendite dirette sembra emergere: secondo il rapporto siamo al 13.5% del totale venduto dalle aziende del rapporto, in progressione ormai decisa, con una forte spinta delle aziende private. Dopo il picco del 2010-2012 sembra anche regredire leggermente la penetrazione della GDO (sotto il 40% nel 2016), probabilmente in corrispondenza del costante spostamento del consumatore verso prodotti più raffinati, per i quali questo canale è meno appetibile. L’indagine sulle etichette ci riporta su considerazioni simili: crescono quelle dei grandi vini (prezzo superiore a 25 euro) e diminuiscono quelle dei vini comuni. Passiamo ad analizzare qualche dato insieme.

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Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2016

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I dati che andiamo a commentare oggi rilasciati nell’ambito del Vinitaly sono la naturale continuazione di numerose tendenze del consumo di vino: volumi tendenzialmente calanti con valori leggermente crescenti, sostituzione di vecchi formati con i bag-in-box e crescente utilizzo delle bottiglie. Nell’ambito di questi 1.56 miliardi di euro spesi nella GDO dagli italiani per comprare vino confezionato (+1.1%) ci sono però alcune sorprese: per la prima volta da diversi anni i vini bianchi non crescono più dei vini rossi, per esempio, per via del calo piuttosto marcato delle vendite di Prosecco; oppure una ripresa di vigore delle vendite del principale vino italiano nella GDO, il Chianti. Passiamo dunque ad analizzare i dati.

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I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2015

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Quest’anno aggiungo all’usuale aggiornamento sui canali di vendita una nuova analisi, che in verità Mediobanca ha sempre fatto ma che ho sempre ignorato: si tratta dell’indagine sulla tipologia di etichette per livello qualitativo del vino. Cosa è successo dunque nel 2015 rispetto agli anni scorsi: il canale di distribuzione diretto continua a guadagnare terreno, così come il canale di vendita dei grossisti e i canali alternativi. A farne le spese sono le vendite al canale della GDO che si attestano alla percentuale più contenuta degli ultimi anni (40%) e le enoteche/winebar, anch’esse al minimo storico. I dati sulle etichette invece evidenziano due aspetti importanti: 1) la graduale riduzione dei “grandi vini” nel portafoglio delle aziende vinicole a vantaggio dei vini DOCG, quindi di alta qualità ma meno di 25 euro di prezzo al dettaglio; 2) la riduzione del numero di etichette DOC e IGT a vantaggio delle etichette di vini DOCG e vini comuni rispettivamente, presumibilmente come risposta alla crisi degli ultimi anni, che ha portato a una polarizzazione verso l’alto e verso il basso dell’offerta di vino. Passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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