Francia


Vendite di vino al dettaglio in Francia 2008

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Fonte: Viniflhor
Viniflhor ha puntualmente pubblicato l’andamento delle vendite di vino al dettaglio in Francia nel 2008 (riferito esclusivamente ai vini fermi). Lo studio mette in luce questi aspetti: (1) così come in Italia, i prezzi al litro sono stati in crescita; (2) l’unica categoria di vini “dinamica” e’ quella dei rosati, almeno per quanto riguarda le famiglie che lo acquistano; (3) il mercato è in contrazione a valore per il forte calo dei volumi. Non si tratta di numeri nuovi, ma ci mette comunque di fronte al dilemma di un mercato dove le categorie che crescono sono sempre piu’ rare e dove, se i prezzi cominciano a scendere, ci saranno delle riduzione di fatturato superiori al 10%. Mentre oggi tutti spergiurano (anche in altri settori) che “i prezzi non si toccano tanto non si riuscirebbe a vendere di piu’”, non e’ detto che domani, di fronte a un persistente calo dei volumi qualcosa possa cambiare. Le vendite al dettaglio in Francia sono scese nel 2008 del 2.6% a valore per quanto riguarda le famiglie “acquirenti”. Il mercato totale sarebbe sceso leggermente di piu’ quando si considera che la penetrazione del prodotto vino e’ scesa dall’87% all’85.5% del totale delle famiglie francesi.


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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento aprile 2009

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Se le esportazioni italiane stanno scendendo moderatamente rispetto allo scorso anno, la stessa statistica riferita alla Francia mostra un andamento ben piu’ pesante. L’esposizione della Francia ai vini VQPRD e’ come sappiamo nettamente superiore all’Italia. Inoltre, una buona fetta delle esportazioni (circa il 30%) sono Champagne. E lo Champagne nei primi 4 mesi del 2009 mette a segno un andamento da pelle d’oca con variazioni del -45/55% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Conclusione? La Francia ha perso quasi 1 miliardo di euro di export di vino (dal massimo di 7.1 miliardi di euro raggiunto a meta’ 2008 al livello attuale “annuo a fine Aprile” di EUR6.2bn). La seconda cosa che va detta e’ che la Francia ha una “dimensione” di export di vino comunque dell’80% superiore all’Italia, secondo esportatore (ma era 2 volte, cioe’ il 100% di piu’ a meta’ 2008). La terza considerazione riguarda il mix: le esportazioni di vino da tavola e dei vin de pays non stanno scendendo in modo cosi’ drammatico: fanno -1% sui 12 mesi ad aprile contro il -13% del totale e -12% sui volumi contro il -13.5% del totale.


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Jean Jean – risultati e analisi di bilancio 2008

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Lo scorso anno abbiamo presentato Jean Jean, un’azienda vinicola originaria del Languedoc, che si sta rapidamente espandendo in altre regioni vinicole francesi. Le particolarita’ di Jean Jean erano un piano di espansione molto rapida basato su acquisizioni di nuove tenute facendo leva su una produzione orientata alle AOC (che nel 2008 hanno raggiunto il 54% delle vendite, vedere torte alla fine del post) e alle vendite alla grande distribuzione organizzata (44%) che sono state il motore di crescita del gruppo nel 2008. Ci chiedevamo se Jean Jean fosse riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di fatturato (EUR250m di fatturato nel 2012 rispetto a EUR174m nel 2008): sicuramente da questo punto di vista e’ sulla buona strada. Il problema e’ semmai legato agli utili che sono scesi in modo deciso nel 2008 nonostante il +12% delle vendite e alla struttura finanziaria, che come numerose altre aziende vinicole mostra un deterioramento significativo.


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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2008-09

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Laurent Perrier ha chiuso l’esercizio 2008/09 (al 31 Marzo, che chiameremo 2008 da ora in avanti) con un forte calo delle vendite (-27% a EUR181m), essenzialmente dovuto a un calo di oltre il 30% dei volumi di vendita. La strategia della casa è stata molto chiara: i prezzi non si riducono, anzi. Nel corso dell’anno il prezzo-mix ha fatto segnare un +7% (poi compensato in modo molto leggero da un -2% derivante dai cambi). Cio’ ha consentito di mantenere i margini percentuali su livelli molto elevati (nonostante siano state mantenute stabili le spese pubblicitarie), per quanto pesantemente inferiori in valore assoluto (-30/35%) a quelli dello scorso anno. L’utile netto scende del 45% a EUR19m (rispetto al picco di EUR34m dello scorso anno), restando a un livello del 10% del fatturato, comunque molto elevato.
Il debito chiaramente aumenta in seguito all’incremento del valore del magazzino, che passa da EUR374m a EUR439m: l’azienda ha prodotto molto di piu’ di quello che ha venduto (EUR181m). Peraltro, come sapete, questo magazzino rappresenta piu’ una garanzia che un fardello, dato che consente alle maison di garantire i loro prestiti bancari (nel caso di Laurent Perrier si tratta di EUR303m di debito contro EUR439m di magazzino). Ma questo spiega anche perche’ le maison e lo Champagne in genere non accetti cali di prezzo: se cosi’ fosse il valore del magazzino si sgonfierebbe e questo metterebbe a repentaglio tutta la struttura finanziaria. Il debito/MOL di Laurent Perrier è passato da 3.4x a 6.4x nel giro di 1 anno: una azienda normale con questo tipo di rapporto sarebbe in gravissima difficolta’ se non avesse beni di proprieta’ che garantiscano i creditori (vigne, bottiglie pregiate e cosi’ via).


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