Francia


Piano di supporto alla viticoltura europea – aggiornamento 2012

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Fonte: Unione Europea

E’ ora di fare il punto sulla OCM Vino, con gli ultimi dati pubblicati dall’Unione Europea sul settore. Sarà un post pesante, di molte tabelle e poche figure, giusto per avvertirvi. La riforma sta procedendo con un ammontare di risorse quasi invariato a quello inizialmente previsto (soltanto il 2% in meno) e con un graduale spostamento delle risorse investite (oltre 1 miliardo di euro annuo) da misure congiunturali come la distillazione degli eccessi produttivi, a misure strutturali come la riconversione dei vigneti. Secondo l’UE nel 2012 la proporzione tra queste due categorie di interventi è stata 95% a 5%, mentre all’inizio del programma era più spostata verso un 60/40. La proporzione tra espianto dei vigneti e promozione si è però gradualmente spostata verso la prima e la promozione ora rappresenta il 12% del budget totale rispetto al 16% iniziale. Quanti soldi arrivano in Italia? Beh, molti bisogna dire. Nel caso della ristrutturazione dei vigneti e della promozione, che sono le due voci più interessanti, l’Italia è quella che nel quinquennio 2009-2013 dovrebbe incassare più soldi. E questo, come vedremo nel post è tanto più vero se si proporziona alla dimensione del vigneto.

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Giappone – importazioni di vino, aggiornamento 2012

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Fonte: dogana giapponese

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Le importazioni di vino in Giappone sono un tema piuttosto interessante, dato che è evidente dai numeri una forte accelerazione, sia dal punto di vista dei volumi (+23%) che da quello del valore (+28%, in euro), quest’ultimo aiutato in modo sostanziale da una rivalutazione dell’8% circa del cambio medio contro l’euro (da circa 111 a circa 102 yen per un euro). In questo contesto l’Italia ha mantenuto le posizioni di numero due (a valore, numero 3 a volume), senza riuscire a fare la differenza con il leader di mercato, la Francia, che è riuscita a crescere quasi alla medesima velocità pur partendo da una base di 4 volte superiore. Nel corso degli ultimi mesi, il corso euro/yen ha decisamente cambiato direzione e dopo 5 anni in cui il cambio ha sospinto il valore delle nostre esportazioni del 35% circa (cumulato), nel 2013 dovremo fare probabilmente i conti con il trend inverso (attualmente il cambio è intorno a 120-125 yen per un euro contro la media di 102 del 2012): vediamo se i nostri produttori avranno la flessibilità di adattarsi alle nuove condizioni di mercato e guadagnare quote.

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La superficie vitata europea suddivisa per vitigno – dati EU 2009-10

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Una delle curiosità che ho sempre avuto era quella di sapere gli ettari vitati in Europa dei principali vitigni. L’Unione Europea ha reso nota una tabella, relativa al 2009/10 con una suddivisione della base ampelografica europea per vitigno. La pubblico oggi, con un po’ di rielaborazioni per mettere insieme vitigni uguali con nomi diversi. Restano diversi dubbi sulla completezza dei dati, che andrebbero oltretutto valutati alla luce delle recenti azioni per ridurre la dimensione della base vitata. Gli stessi numeri dell’Italia lasciano fuori dai 652mila ettari circa 98mila ettari che sono censiti come “altri”. Fatta questa premessa è interessante notare come i due principali vitigni in Europa siano spagnoli e non internazionali e che gli unici vitigni che secondo l’unione europea sono “multinazionali” sono quelli francesi, mentre praticamente nessun vitigno italiano salvo il Trebbiano è adottato al di fuori dei nostri confini. Guardiamo qualche numero in dettaglio.

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Francia – produzione vino e superfici 2011, stima 2012

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Aggiornamento sulla Francia per il weekend de I numeri del vino, con i dati di Agreste sulla produzione 2011 (ufficiali e finali) e le stime aggiornate a Novembre sulla produzione totale. Le superfici vitate francesi continuano a calare (-3% nel 2011), soprattutto nella parte dei vini mentre crescono leggermente sul segmento adibito ai vini da distillare. La produzione nel 2011 è stata eccellente, ma è il 2012 si prospetta, come vedete dai grafici, come un’annata molto povera. Interpolando le rese per ettaro e la superficie vitata possiamo dire che nei prossimi anni la Francia in annate normali dovrebbe produrre circa 45 milioni di ettolitri di vino, circa il 20% in meno di quanto non facesse 10 anni fa. Addentriamoci nei numeri.

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L’andamento degli indici Liv-ex e il confronto con i mercati azionari – aggiornamento 2013

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Fonte: Liv-ex

Sono ormai 2 o 3 anni che non guardo gli indici Liv-ex, una specie di indice che riassume il prezzo dei grandi vini commerciati con base a Londra. Beh, i dati sembrano lusinghieri, anche se vanno letti con un po’ di precauzioni e un paio di avvertimenti. Il rendimento dei portafogli fatti di principali 50 Bordeaux, dei principali 100 vini “commerciabili” del mondo (secondo questo mercante, tra questi soltanto 1 è italiano, il Sassicaia, e la maggior parte sono Bordolesi) e di una selezione speciale di bordeaux di verse annate è invariabilmente stato di circa il 10% annuo dal 2002 a questa parte. Quindi, in buona sostanza, 100 euro investiti a dicembre 2001 sarebbero diventati tra 270 e 300 euro a fine 2012. Un andamento, questo, largamente superiore a quello delle borse valori mondiali (e manco a dire della borsa italiana, dove mediamente si perdono soldi). Quali sono i se e i ma: (1) l’indice ha avuto un buon rendimento ma è stato molto volatile nel tempo (anche rispetto alle borse), quindi conta molto il “timing” dell’investimento; (2) quando confrontate questi rendimenti con quelli delle Borse valori, ricordatevi che qui non vengono pagati dividendi (circa il 3% annuo); (3) Resta un mercato, presumibilmente, poco liquido, cioè nel quale è difficile investire… andiamo sui numeri.

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