Francia


Mercato, produzione e consumo di spumanti – rapporto OIV 2014

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OIV ha recentemente pubblicato un rapporto dettagliato sul mercato e sulla produzione di vini spumanti nel mondo, che riportiamo in questo post preNatalizio, particolarmente indicato visto il periodo. Secondo il rapporto, gli spumanti rappresentano una fetta inferiore al 10% della produzione e del commercio globale, ma sono una categoria decisamente in crescita. Interpolando i dati del rapporto, troviamo una crescita dei consumi media tra il 2002 e il 2013 di circa 0.8-0.9 milioni di ettolitri annui, per un consumo che ha raggiunto i 15.4 milioni di ettolitri nel 2013. Dieci di questi 15 milioni sono concentrati in 5 mercati: Germania, Francia, Russia, Stati Uniti e Italia. Con dinamiche diverse, come ben sapete: alla crescita forte degli USA e della Russia si contrappone il declino dell’Italia. Confrontando poi i dati di produzione con quelli di consumo si possono fare delle bilance commerciali degli spumanti. Come immaginerete, Italia, Francia e Spagna sono i tre grandi esportatori netti mondiali… entriamo nel dettaglio dei numeri.

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Advini – risultati primo semestre 2014

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Questo è un post che ho voglia di scrivere perchè racconta una storia di grandi investimenti, che hanno tardato a dare i frutti ma che adesso cominciano a girare. I numeri del primo semestre di Advini sono proprio questo. Le vendite finalmente crescono, ma soprattutto migliorano i margini. E l’azienda continua a “mettere legna nel camino”, con lo sviluppo dell’attività B2C (acquistata a gennaio 2014), facendo una specie di “club del vino” in Francia e aggiungendo la distribuzione di un marchio di Bordeaux al portafoglio (domaine Lapalu), con particolare focus sulla Cina. Come dicevo prima, i numeri vanno nella direzione giusta. Se le vendite semestrali sono state stabili, c’è stata una accelerazione nel terzo trimestre (+7%) e il mix delle vendite in Francia migliora con più canale tradizionale e meno GDO. Scendendo nel conto economico, i margini migliorano e nonostante il debito non scenda in modo significativo la leva finanziaria scende grazie alla maggiore generazione di cassa. In un contesto che ha visto il titolo triplicare in borsa nel corso degli ultimi 5 anni, questo miglioramento sembra essere già stato prezzato dagli investitori: infatti, il titolo leggermente sceso (-5%) da un anno a questa parte. Ma andiamo in dettaglio dei numeri.
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Lanson BCC – risultati primo semestre 2014

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I risultati del primo semestre di Lanson BCC ci mostrano ancora una volta come sia diventato difficile tenere gli utili del passato per le aziende della Champagne. Anche se il primo semestre non rappresenta una parte significativa dell’attività, i margini calano lungo una linea costante che dura ormai da qualche anno. L’azienda nega, ma la percezione è piuttosto chiara: man mano che l’attività si sposta dalla Francia (le vendite scendono per Lanson) e dall’Europa nei mercati lontani, si fanno meno soldi. I costi di distribuzione crescono, le strutture che bisogna “costruire” nei nuovi mercati si fanno sentire. Anche il terzo trimestre, di cui Lanson ha appena fornito i dati di vendita non sono buoni: le vendite del terzo trimestre sono andate male, per cui il piccolo vantaggio del primo semestre (+1%) diventa un -2.3% nei primi 9 mesi. E qui viene la parte divertente: da un lato l’azienda sottolinea che del quarto trimestre sono critici, circa il 45% delle spedizioni. Dall’altra la situazione globale dei mercati suggerisce di essere cauti, per cui di stime per il fine anno non ne vengono fornite! Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Produzione di vino nel mondo – aggiornamento OIV 2014

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La nota di congiuntura di OIV da cui traiamo la prima stima di produzione mondiale di vino sta diventando sempre più striminzita e ora si riduce a un semplice comunicato stampa (sempre che non mettano qualcosa di nuovo nel sito nel frattempo). In secondo luogo, viene lecito farsi qualche domanda sulla qualità dei dati pubblicati, strani per quanto riguarda l’Italia, accreditata di ben 52 milioni di ettolitri di vino e mosti, contro un dato pubblicato da ISTAT di 48 milioni di ettolitri. Verrebbe voglia, in qualche modo, di dedicare del tempo a recuperare i dati puntuali, nazione per nazione… potrebbe essere il prossimo mestiere del blog… pubblicare propri dati invece di elaborare quelli degli altri… chissà.

Finite le critiche, cominciamo la costruzione. Come sempre prendiamo i dati per come sono, senza apportare modifiche (soprattutto al caso italiano). La produzione mondiale del 2014 è vista a 271 milioni di ettolitri, con un calo di 17 milioni rispetto al 2013, che ha segnato un picco storico di produzione a 288milioni. Il calo è dunque del 6%, anche se guardando i dati in prospettiva storica la produzione 2014 è allineata alla media. Chi ha fatto prodotto molto di più? Germania, Sud Africa, Argentina e Australia. Chi molto di meno? Romania, Cina (anche se qui il dato è presunto uguale al 2013), Cile, Italia e Portogallo. Passiamo ad analizzare i dati insieme.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2014

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E’ decisamente ora di fare il punto della situazione sulle esportazioni, che per il primo semestre 2014 sono leggermente scese (-3%) quando guardiamo i dati dei 7 principali paesi esportatori che abbiamo raccolto e tradotto in Euro. Il numero preciso è 9.1 miliardi di euro contro 9.3, per Francia, Italia, Spagna, Cile, Australia, USA e Argentina. Il campione, giusto per essere preciso con i lettori del blog, è leggermente più ristretto di quello dei dati annuali, quando invece aggiungiamo anche Nuova Zelanda, Sud Africa e talvolta la Germania. Quali sono le novità che trovate in questo post? Due, e un po’ le sapevamo: primo, che l’Italia fa meglio del resto dei paesi. La quota di mercato su questo campione di 7 è salita al 26%, credo il massimo storico. Ovviamente l’obiettivo è raggiunto “resistendo” (+1%) piuttosto che crescendo, ma questo è. L’Italia è un paese che esporta in mercati tradizionali, non “nuovi”, forse ad eccezione della Russia. E proprio questi “nuovi” mercati stanno dando dei grattacapi ai nostri cugini francesi, tra politiche “anti corruzione” e rapporti di cambio impazziti. Secondo, che per la prima volta nella storia (credo) l’Italia esporta più valore che volume, cioè la sua quota parte di valore è superiore a quella del volume. Un misero 0.1% ma di nuovo, è una svolta epocale, che sta gradualmente riportando il nostro paese dove deve e dove può stare: tra quelli che esportano vino di qualità. Andiamo a vedere insieme i dati.
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