Francia


Laurent Perrier – risultati primo semestre 2016

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Chiudiamo la carrellata delle semestrali delle aziende dello Champagne con Laurent Perrier, che mostra dati in controtendenza (quindi negativi) rispetto a Vranken Pommery e Lanson. In realtà i dati vanno visti in prospettiva: Laurent Perrier viene da anni molto migliori dei concorrenti. C’è però un altro motivo che fornisce uno spunto di riflessione: Laurent Perrier chiude a Settembre il semestre, contro giugno degli altri due. Ciò significa che per tre mesi ha già incamerato “l’effetto Brexit”. Si vede certamente nei cambi, che hanno portato via il 2% del fatturato, ma anche dalla debolezza delle esportazioni, calate dell’8% circa sia in Europa che nel resto del mondo.  Fatte queste considerazioni, Laurent Perrier resta un capitolo a parte rispetto alle altre due aziende: il margine supera il 20% contro il 9% delle altre due nel primo semestre e anche la qualità della reportistica semestrale ha un altro passo. Anche questo fa la differenza. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2016

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Seppure con tutti i se e i ma del caso, i numeri di Lanson nei primi sei mesi 2016 sono incoraggianti: le vendite riprendono vigore (+7%) ma soprattutto i margini si riportano in carreggiata e la situazione finanziaria vede un ulteriore piccolo passo verso la “copertura” del debito con il magazzino. Quali sono i se e i ma allora? Per prima cosa, tutto si decide nell’ultimo trimestre dell’anno, e quindi fare bene nel primo semestre non significa necessariamente portare a casa l’annata; in secondo luogo, il semestre di confronto era stato veramente terribile, tanto la lasciare immaginare che peggio di così non potesse andare. Infatti, già nel terzo trimestre quando le vendite l’anno scorso si erano riprese, il ritmo di crescita è sceso al 4%, una velocità più verosimile anche per i numeri fine anno. Così come abbiamo visto per Vranken Pommery l’altro ieri, anche Lanson si è rafforzata sul mercato francese, che sembra in ripresa. Ma andiamo a leggere i numeri insieme.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2016

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Vranken Pommery ha chiuso i primi sei mesi dell’anno mostrando una leggera ripresa dellle vendite e degli utili, che restano però decisamente lontani dal passato, anche a causa del deconsolidamento di Listel, ora consolidata solo come contributo agli utili (“ad equity”, come si dice). Come vedremo tra un paio di giorni per Lanson, siamo di fronte a una ripresa del mercato francese (+10%), mentre l’andamento del fatturato estero è stato piuttosto negativo (-7%), in quest’ultimo caso fattore non rilevabile nell’azienda concorrente. La strategia resta invariata, con il lancio di nuovi prodoti (tra gli altri, uno Champagne da consumare con il ghiaccio…) e un forte investimento nella controllata Listel per convertire tutti i 600 ettari al biologico (200 finora). Come sempre, nonostante la perdita e l’aumento del debito (che cresce più del valore del magazzino…), il management si dice fiducioso, anche se di obiettivi non ne vengono forniti…

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La produzione di vino nel mondo 2016 – prima stima OIV

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Stanco di vedere I dati sbagliati riguardo alla produzione italiana di vino, da questo post ho deciso di passare a una versione “I numeri del vino – OIV” per quanto riguarda l’aggiornamento della produzione mondiale. Semplicemente, ho sostituito i dati OIV con quelli provenienti dagli uffici statistici di Francia, Italia e Spagna. La differenza non è importante ma comunque c’è. Parliamo di 4-4.5 milioni di ettolitri “di troppo” nella stima OIV rispetto alle nostre evidenze, che naturalmente fanno riferimento alla produzione di vino esclusi mosti e succhi d’uva (come anche specificato nelle tabelle OIV che abbiamo integrato).

Bene, il 2016 si prevede essere una annata largamente sotto media, circa 260 milioni di ettolitri prodotti contro la media storica di 267 milioni circa, quindi il 3% meno, che diventa -5% quando il confronto viene fatto con il 2015. Dove manca la produzione? Non certamente da noi, come ben sapete. Ma piuttosto in Francia, dove manca il 10% del prodotto rispetto alla media e, soprattutto, in Argentina, Cile e Sud Africa, dove la produzione sembra aver subito un tonfo molto significativo. Siamo quindi di fronte al quarto anno consecutivo in cui la forbice produttiva tra Europa e Resto del mondo si allarga. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Francia – produzione di vino 2015 e stima 2016

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Abbiamo avuto un’idea della produzione di vino in Francia da OIV a fine ottobre: nel 2016 è destinata a subire un brusco calo, di particolare importanza perché colpisce due delle tre regioni chiave del settore transalpino, la Champagne e la Borgogna. Si parla di cali del 33% e del 20% circa, nell’ambito di una produzione di vino, che potete vedere in tabella, attesa scendere del 12% (per poco più di 42 milioni di ettolitri). Ma oggi l’attenzione è rivolta piuttosto alla produzione di vino 2015, della quale Agreste ha reso noto i dettagli. L’annata 2015 è stata molto positiva in Francia, con una produzione di 47.8 milioni di ettolitri, il 2% sopra il già buono 2014 e il 4% sopra la media degli ultimi 5 anni. Come vedremo nel resto del post e dai grafici, tale positivo andamento è da ricondurre all’ottima annata per i vini AOC destinati alla distillazione, che hanno poi determinato anche l’andamento positivo dei vini bianchi rispetto ai rossi. Ma andiamo a leggere qualche dettaglio.

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